Mercoledì 20 Settembre 2017

Storia dell' Arcidiocesi   versione testuale

Storia dell' Arcidiocesi
 
 
Profilo storico dell'Arcidiocesi di S. Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
 
Tracciare il profilo storico dell'Arcidiocesi di S. Angelo dei Lombardi - Conza - Nusco - Bisaccia, significa ripercorrere la storia di più chiese locali presenti nel passato nel territorio dell'Altirpinia e oggi confluite nell'attuale circoscrizione ecclesiastica secondo il decreto della Congregazione per i Vescovi del 30 settembre 1986.Dalle sintetiche notizie storiche, la formazione dell'attuale circoscrizione ecclesiastica, che stabilisce in S. Angelo dei Lombardi la sede dell'Arcivescovo, si può sintetizzare così: 1513: il Papa Leone X sancisce l'unione "aeque principaliter" della diocesi di Bisaccia a quella di S. Angelo dei Lombardi. Tale unione, sospesa nel 1517, confermata dal Papa Paolo 111 nel 1534 si concretizzò di fatto nel 1540. A quest'epoca le due diocesi erano costituite da sette centri: S. Angelo dei Lombardi, Lioni, Guardia, Torella, Bisaccia, Vallata, Morra. 
1818: alle diocesi di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia viene unito il territorio della piccola diocesi di Monteverde a causa della sua soppressione. I paesi della diocesi salirono a nove, essendosi aggiunti ai sette sopra ricordati Monteverde e Carbonara (oggi Aquilonia ).
30 settembre 1921: l'arcidiocesi di Conza viene smembrata perdendo 13 dei 24 comuni che da secoli la componevano. Promotore di tale atto fu l'Arcivescovo Carmine Cesarano il quale, di intesa con il Capitolo di Campagna e adducendo come pretesto i danni alla cura delle anime che si avevano per la notevole distanza di Conza da Campagna, ottenne che quest'ultima riacquistasse la sua autonomia e ingrandisse il suo territorio con i centri smembrati da Conza. Egli, conservando il titolo personale di Arcivescovo, passò a reggere la diocesi di Campagna nella sua nuova conformazione. A partire da questa data, all'Arcidiocesi di Conza furono unite "aeque principaliter" le diocesi di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia. Il Vescovo Mons. Giulio Tommasi, ordinario di S. Angelo dei Lombardi dal 1897, fu promosso Arcivescovo di Conza prendendone possesso il 23 aprile 1922. Egli, però, continuò ad abitare, come i suoi successori, in S. Angelo dei Lombardi. A quest'epoca la diocesi era formata da 20 centri (S. Angelo dei Lombardi, Lioni, Guardia Lombardi,Torella dei Lombardi, Bisaccia, Vallata, Morra, Monteverde, Aquilonia, Conza, S. Andrea di Conza, Pescopagano, Calitri, Cairano, Andretta, Teora, Caposele, Calabritto, Quaglietta, Senerchia) . D'ora innanzi il titolo dei presuli sarà: "Arcivescovo di Conza, Vescovo di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia'.
4 agosto 1973: l'Arcivescovo-Vescovo di Nusco, Mons. Gastone Mojaisky-Perrelli, che dal 17 febbraio 1968 era amministratore apostolico delle diocesi unite, viene promosso Arcivescovo di Conza, Vescovo di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia, conservando ad personam la sede vescoviledi Nusco. A partire da questo momento il titolo dei presuli sarà: "Arcivescovo di Conza, Vescovo di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia e Vescovo di Nusco'.
8 settembre 1976: con decreto della Congregazione per i Vescovi il paese di Pescopagano viene assegnato alla diocesi di Melfi. 30 aprile 1979: l'Arcidiocesi di Conza perde la dignità di Chiesa Metropolitana e diventa Suffraganea dell' Arcidiocesi di Benevento.
30 settembre 1986: nel riordino delle diocesi italiane le quattro sedi vescovili di Conza, S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia e Nusco, con decreto n.971/85 del 30 settembre 1986, vengono pienamente unite così da formare una nuova realtà diocesana. Il decreto stabilisce che:
- la nuova diocesi avrà la sede nella città di S. Angelo dei Lombardi, dove la Chiesa Cattedrale conserverà il proprio titolo.
- la denominazione della diocesi sarà "S. Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia " 
- le Chiese Cattedrali di Conza, Nusco e Bisaccia prenderanno il titolo di Concattedrali. 
- i santi patroni delle singole diocesi saranno patroni della nuova circoscrizione ecclesiastica.
A seguito di questo provvedimento la nuova realtà diocesana abbraccia 26 comuni per un totale di 40 parrocchie.
18 ottobre 1995: con decreto N' 983/95 del 18/10/1995 della Congregazione per i vescovi, il Comune di Rocca San Felice, con la sua parrocchia di S. Maria Maggiore, viene staccato dalla diocesi dì Avellino e aggregato all'Arcidiocesi di S. Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia. 
25 gennaio 1998: nell'ambito dell'attuazione del riordino dei confini delle diocesi irpine, decretato dalla Congregazione per i vescovi in data 25/01/1998 - Prot. 232/87, i comuni di Frigento (già sede vescovile fino al 1818), Sturno, Gesualdo e Villamaina con le rispettive parrocchie passano dalla giurisdizione della diocesi di Avellino a quella di S. Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, mentre il comune di Vallata viene staccato da questa e aggregato alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia. Con quest'ultima riforma la diocesi comprende 30 comuni con 45 parrocchie.
 
La Diocesi di Conza della Campania
Il primo documento che ci parla di un vescovo di Conza risale all'anno 743 e ci riferisce di un certo Pelagio che partecipò al Concilio Romano di quell'anno. Negli anni tra il 1051 e il 1081, la Chiesa conzana, fu insignita della dignità Arcivescovile ed elevata a sede Metropolitana.
L'Arcidiocesi di Conza costituiva la XV provincia ecclesiastica in tutta l'Italia. Aveva come sue suffraganee le diocesi di S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia, Lacedonia, Monteverde, Muro Lucano, Satriano. Nel 1818 all'Arcivescovo di Conza fu inoltre data in amministrazione perpetua la sede Vescovile di Campagna. Tra i tanti presuli che la guidarono rifulge Sant'Erberto (1169 1181), le cui spoglie sono tutt'oggi conservate in un prezioso sarcofago lapideo custodito in loco. Purtroppo la storia di questa diocesi, come pure delle altre chiese Altirpine, fu funestata, spesso in maniera drammatica, nel corso dei secoli, da vari terremoti, l'ultimo dei quali, il 23 novembre 1980, ha irreparabilmente distrutto l'antica cittadina e la secolare chiesa cattedrale ridotta attualmente a poche vestigia. 
Oggi la nuova Conza, sorge nella piana sottostante l'antico centro e qui si sta costruendo la nuova chiesa concattedrale che accoglierà, come prezioso scrigno, reperti e memorie di un glorioso passato. Dalla metà del XVI secolo gli Arcivescovi conzani risedettero alternativamente nei centri di S. Andrea di Conza e Santomenna, feudi della mensa arcivescovile, di cui erano insigniti del titolo di Baroni. Ancora oggi, a S. Andrea di Conza sorge imponente il complesso del seminario metropolitano e dell'annessa pro-cattedrale di S. Michele, mentre il turrito Episcopio è stato ridotto a sede municipale non così a Santomenna, dove il sisma del 1980 ha definitivamente cancellato il palazzo vescovile, il seminario e la pro-cattedrale di San Gaetano.  Con la Costituzione Apostolica "Ad Christifidelium bonum" del 30 settembre 1921 furono unite all'Arcidiocesi di Conza "aeque principaliter" le diocesi di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia.
Questo atto determinò lo smembramento del territorio dell'Arcidiocesi conzana che conservò, dei 24 paesi di cui era costituita, solo 11 centri (Conza, S. Andrea di Conza, Andretta, Cairano, Calitri, Calabritto, Caposele, Quaglietta, Senerchia, Teora, Pescopagano ), men-_ tre tutti gli altri ( Castelnuovo di Conza, Santomenna, Laviano, Valva, Colliano, Oliveto Citra, Contursi, S. Gregorio Magno, Auletta, Buccino, Palomonte, Salvitelle, Vietri di Potenza) passarono sotto la giurisdizione della piccola diocesi di Campagna [contava allora, infatti oltre a Campagna, solo quattro comuni: S. Angelo Le Fratte, Salvia (oggi Savoia di Lucania ), Pietrafesa (oggi Satriano di Lucania ), Caggiano], la quale riacquistò così la sua autonomia.
 
La Diocesi di Nusco
L'erezione della diocesi di Nusco si deve all'opera congiunta di Roberto il Guiscardo e dell'Arcivescovo di Salemo Alfano 1,  che consacrò primo vescovo l'arciprete della cittadina, Amato. Questo avvenne non prima del 1076. La circoscrizione della nuova diocesi coincise con il territorio del Gastaldato Longobardo di Montella che comprendeva, per l'appunto, i territori di Montella, Bagnoli, Cassano e Nusco. L'opera pastorale di S. Amato fu notevole e grande fu la sua carità che gli permise di salire le vette della santità. Nel 1818 alla diocesi di Nusco fu aggregato anche il territorio della vicina diocesi di Montemarano (con i centri di Montemarano, Castelfranci, Castelvetere e Volturara ). Di questa sede vescovile, la prima menzione certa si ha in un documento concesso all'Arcivescovo di Benevento dal Papa Stefano IX il 24 gennaio 1058 in cui, per l'appunto, Monte- marano viene elencata tra le sedi suffraganee del Metropolita beneventano. Il più illustre dei suoi pastori fu il santo Vescovo Giovanni (1084 1095), patrono tutt'oggi amatissimo della locale comunità. 
 
La Diocesi di Bisaccia
Per quanto riguarda la diocesi di Bisaccia con ogni probabilità fu anch'essa istituita nel secolo XI. Infatti, risale al 1097 un documento in cui compare come testimone Basilio, Vescovo di Bisaccia. Il territorio della diocesi era limitato ai tre centri di Bisaccia, Vallata e Morra. Nel 1513 il Papa Leone X, data l'esiguità delle rendite e la ristrettezza del territorio, unì la diocesi di Bisaccia a quella di S. Angelo dei Lombardi. Tale unione, di fatto, si ebbe a partire dal 1540, con la morte del Vescovo Nicola Volpe.
 
La Diocesi di Sant' Angelo dei Lombardi
Passiamo ora alla diocesi di S. Angelo dei Lombardi. L'opinione più probabile è che, mentre la città è di fondazione sicuramente longobarda, la sede episcopale sia sorta verso la metà del secolo XI. Certamente esisteva ai tempi di Gregorio VII (1073 - 1085), perché questo Papa, in un documento di data imprecisata (ma da fissarsi tra il 1080 - 1085), menziona R., vescovo di S. Angelo raccomandando a lui e ad altri presuli di prestare la dovuta obbedienza e ossequio alla Chiesa salernitana. Nel 1818 alla diocesi di S. Angelo fu unito il territorio della soppressa diocesi di Monteverde che comprendeva, oltre al piccolo centro altirpino, la vicina Carbonara (odierna Aquilonia).
a cura di Mons. Tarcisio Luigi Gambalonga

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