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Gildo Varallo

 

I° Anno del quinquennio filosofico e teologico_Pontificio Seminario Campano Interregionale di Posillipo

   

Piercarlo Donatiello

 

2° Anno del quinquennio filosofico e teologico_Pontificio Seminario Campano Interregionale di Posillipo

   

Alfonso Cardellicchio

 

biennio specializzazione università lateranense - Roma

   
Diaconi
   

 

 

Dino Romano

 

       
   
 

 

 

 

Testimonianza - 2 luglio 2006

Carmine Fischetti

Mese Ignaziano

 
 

“… Cominciò a dedicarsi, più del solito, a conversazioni spirituali e, quasi contemporaneamente, dava gli Esercizi a tre […]. Questi fecero evidenti cambiamenti, subito diedero tutto quello che avevano ai poveri, anche i libri, e cominciarono a chiedere l’elemosina per tutta Parigi”.

da I. di Loyola, Racconto di un pellegrino, n° 77

Sono già stato altre volte guidato in esperienze di Esercizi Spirituali settimanali secondo il metodo ignaziano, percorrendo il mio cammino formativo in un seminario retto da gesuiti.

Questo metodo mi ha progressivamente portato ad una interiorizzazione della Parola e ha dato un ordine ad uno stare in preghiera spesso confuso, distratto e altalenante. È un metodo, non solo per gli esercizi ma per la vita, che dispone alla preghiera, all’incontro con Dio.

Quello che i predicatori mi hanno ripetuto più volte è che: scopo degli Esercizi è proprio guidare all’esperienza di Dio.

Il mese di esercizi è il percorso completo proposto da Ignazio, ma questo tipo di mese che ho vissuto, personalmente guidato, come racconta la testimonianza di Ignazio stesso (vedi sopra), è più vicino alla forma originaria: c’è un percorso stabilito che è quello del libretto degli Esercizi Spirituali, ma il colloquio con una guida, che di volta in volta dà i punti di meditazione, permette di scendere più in profondità nel cammino dell’esperienza di Dio di ognuno e che è per ognuno differente, per cui si è guidati più meticolosamente secondo quelli che sono i movimenti dello Spirito per ciascuno.

Per quanto mi riguarda l’esperienza del Mese è stata davvero un rinascere a vita nuova, un modo nuovo di sentire la presenza del Signore nella mia vita, che non esclude il precedente, ma lo purifica e lo amplifica. Questo non vuol dire che sono diventato d’un colpo santo: continuo e continuerò a cadere negli stessi errori! Ha assunto una nuova prospettiva ed è più pieno il modo di vedere il Signore nella mia vita e di affidarmi a lui così come sono.

Non ho fatto semplicemente esperienza del Signore, è il Signore che ha voluto fare esperienza di me, amandomi fino alla fine (cf Gv 13, 1), in tutto me stesso… e questo da sempre in tutto il cammino della mia vita, nelle corse come nei ripiegamenti su me stesso; nei giorni come nelle notti; nelle reti piene di pesci come nelle reti vuote (cf Gv 21, 1-14).

È stato un cammino di riconoscenza: riconoscere ciò che Dio sente, prova per me; riconoscere ciò che Dio ha fatto, fa e farà per me; riconoscerlo lungo il cammino della mia vita (cf Lc 24, 13-35). Riconoscere Dio come colui che davvero mi riconosce e mi ama per quello che sono. E in lui riconoscermi come peccatore (cf Lc 5, 1-11), che è caduto e cadrà lungo il cammino, ma suo prodigio (cf Sal 139) che lui rialzerà ogni volta e che ha scelto, nonostante la sua miseria, per essere pescatore di uomini (cf Lc 5, 1-11).

Riconoscenza reciproca, dunque, è questo il dono di questi Esercizi per cui ringrazio e prego il Padre di sentirla intimamente per essere sempre più unito al Figlio attraverso l’opera dello Spirito nella mia vita.

 

 

Testimonianza - 10 / 14 settembre 2007 

Montefalco (Pg)

Questo è il secondo anno che ci viene donato di condividere una settimana, dal 10 al 14 di settembre, con il nostro vescovo. È speciale innanzi tutto e doveroso per giunta, il grazie più sincero e vero a Tarcy, responsabile di noi seminaristi. Mi chiedo e con me gli altri seminaristi, come faccia ad organizzare tutto il suo tempo, preso da una montagna di cose che ha da fare. Mah, mistero della fede. Permettetemi una considerazione personale: “ Tarcy, vedi di trovare il tempo per far riposare un po’ il motore, inizi a diventar vecchierello e le “responsabilità”si prospettano sempre più. Dicevo il secondo anno. Lo scorso vissuto con la comunità monastica a Firenze con i monaci nella città. Affascinante esperienza di confronto e incontro, con la vita donata al Signore, nella conoscenza sempre più reciproca del vivere “religioso”. La contemplazione l' ha fatta da padrone. Così quest’anno. Per diversi motivi, o “per caso”, ma l’incontro e la sequela con Lui non avviene mai a caso, ci siamo trovati nel cuore dell’Umbria sulle tracce sempre nuove di provocazione, del poverello d’Assisi, il gigante Francesco. Silenzio. Arte. Cultura. Preghiera. Provocazione. Amicizia. Accoglienza. Su questo e ancora, ha poggiato la nostra “uscita”. Accolti dai frati minori del convento di San Fortunato a Montefalco, fra Pietro, fra  Gianluca, fra Bernardo, fra Enzo, siamo riusciti nel sentirci fratelli, a vivere un’esperienza straordinaria. I luoghi di Francesco. Mi sono chiesto perché Lui. Cosa ha voluto suggerirci il Signore? Non lo so. So soltanto che lo stare insieme insegna! Comunica. Abbiamo sentito e conosciuto esperienze nuove di “chiese” che si fa Chiesa. Si dona. Un incontro di danza. Di canto. Di gioia, che si spalanca nell’orizzonte dell’attesa di Lui che ci chiama a seguirlo. 

Alfonso cardellicchio

 
Il Diario

 

Andrea Ciriello

Quello che oggi in questa esperienza mi ha colpito è come i santi e in primo luogo Francesco hanno sofferto e combattuto tra le difficoltà e le aridità, tutta la vita. Nonostante tutto non hanno retrocesso nemmeno di un passo, come io tante volte sarei tentato di fare. Perciò chiedo a Francesco e ai santi di questa terra benedetta la perseveranza fino alla fine.

Andrea,  Eremo delle Carceri

 

Dino Romano

L’eremo delle carceri è stato per me sicuramente il luogo più affascinante della giornata. Sono rimasto colpito da quella grotta, molto piccola, dove Francesco ha lottato con molta sofferenza per vincere le tentazioni del male con coraggio e fidandosi del Signore. Vorrei anche io lottare come Lui e fidarmi di più di me stesso e di Gesù.

Dino, Eremo delle Carceri

 

Oggi mi ha colpito molto l’esperienza delle suore di clausura di Foligno, in particolare la testimonianza di suor Elisabetta, nella sua stessa vocazione ho visto in filigrana la mia vita passata, dove regnava in me un profondo senso di insoddisfazione che solo questo e la sua sequela hanno placato e fatto di me un uomo nuovo

Dino, Foligno  Monastero delle clarisse

 

Oggi due cose mi hanno colpito. In primo luogo la testimonianza dei piccoli Fratelli Jesus Caritas all' abbazia di Sassovivo, i quali mi hanno fatto riflettere sull’importanza dell’esserci come stile di vita. Poi oggi a San Damiano, un aspetto della vita di Francesco che per tre anni non sa cosa fare e tenta diverse esperienze finchè non scopre la sua strada. In questo ho riflettuto sull’importanza del rischio nell’affrontare il cammino della vita, irto a volte di successi e insuccessi.

Dino, Abbazia di Sassovivo (Foligno)  - San Damiano

 
 

Piercarlo Donatiello

Oggi è stato un giorno intenso, alla scoperta di luoghi ricchi dell’esperienza di vita di Francesco. Per la prima volta ho visitato l’eremo delle carceri: è stata davvero un esperienza davvero forte. Ma ho potuto vedere anche altri, meno noti, luoghi francescani di cui l’Umbria è colma.   Questo giorno però, è stato per me anche il primo momento per assaporare un po’ la vita comunitaria ed immaginare così, quella che con i dovuti distinguo, sarà l’esperienza del seminario. Come primo giorno è stato certamente bello e pieno.  Ora l’esperienza continua …..

Pier Carlo

Due cose, tra le altre, mi hanno colpito oggi in modo particolare. Innanzitutto la familiarità con cui ci ha accolto il vescovo di Spoleto, nella sua cattedrale e nella sua casa. Un senso di familiarità che si respira anche qui a Montefalco nel convento di San Fortunato. Poi la semplicità e la serenità con cui due monache clarisse ci hanno presentato la loro esperienza di vita comunitaria. Ascoltando a loro testimonianza mi sembrava, a tratti, di ripercorrere alcuni momenti della mia storia recente, e rileggerli con una diversa prospettiva

Pier Carlo

È stato davvero toccante visitare questo pomeriggio il santuario di San Damiano, il monastero in cui Santa Chiara ha trascorso la sua vita e dato vita alle clarisse. La semplicità dei luoghi ed il raccoglimento di quanti in essi si radunano sono stati un forte stimolo a riflettere, silenziosamente, su quanto grave sia la scelta di chi vuole dedicare interamente la propria vita a Cristo, ma anche sulla forza che Dio da a chi questa strada, vuole percorrerla con decisione.

Pier Carlo

 

 
 

Gildo varallo

I silenziosi tesori artistici visti in questi due giorni mi fanno percepire in maniera tangibile la presenza di Dio in questa terra, benedetta da tanti santi, come Francesco e Chiara. Ripercorrendo le strade di Francesco un po' mi identifico anch’io giovane come lui quando chiedeva a Dio” Signore cosa vuoi che io faccia”. L’attesa di questa domanda. Quante paure, quante speranze.

Gildo

L’incontro di oggi con le clarisse di Foligno è un incontro che non dimenticherò facilmente. La loro testimonianza di fede, la loro singolare chiamata alla vita claustrale, ma soprattutto la gioia e la serenità che i loro occhi raccontano mi hanno davvero commosso.  

Gildo, Foligno Monastero delle clarisse

 
 
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