Visita Pastorale Sturno dal 28 ottobre al 1° novembre 2024 Parrocchia Santi Domenico e Francesco


GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE
7 ottobre 2024
INTENZIONI DI PREGHIERA
Per la pace nel mondo: si spengano i fuochi di guerra che sconvolgono popoli e
nazioni e si rinnovi in tutti la consapevolezza di una fraternità universale.
Preghiamo. – Per tutti i popoli oppressi dalla guerra: non perdano la speranza di un futuro di
pace e con l’aiuto della diplomazia internazionale vedano sorgere nuove vie di
dialogo. Preghiamo. – Per i governanti: non cedano alla tentazione della violenza e della
sopraffazione, ma perseguano scelte per custodire la pace e far crescere il bene
comune.
Preghiamo

ARCIDIOCESI DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI-CONZA-NUSCO-BISACCIA
UFFICIO MIGRANTES
Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 29.09.2024.
Rev.mi confratelli sacerdoti,
“Dio cammina con il suo popolo” è il tema del messaggio di Papa Francesco per la 110a Giornata del Migrante e del Rifugiato del 29 settembre prossimo. Anche il messaggio Migrantes prende spunto dal cammino sinodale della Chiesa “in uscita”, un cammino che si fa insieme per cui siamo una Chiesa “itinerante e pellegrinante”. La Chiesa, pur presente in un luogo (= Chiesa Locale), guarda a tutti per la sua universalità e guarda oltre, perciò Chiesa “pellegrina”.
Papa Francesco sottolinea questo aspetto richiamandosi all’Esodo della Bibbia, ai quarant’anni di cammino nel deserto fatto dal popolo di Israele. E la Chiesa, come già Israele, è un popolo pellegrinante e in cammino! La Chiesa pellegrinante “nei Sacramenti e nelle istituzioni” è una Chiesa in riforma chiamata continuamente a convertirsi, lasciandosi interpellare dall’incontro con Dio e con i fratelli. Oggi ci interpella la paternità di Dio che chiede al mondo come a dei “fratelli tutti” uno sguardo particolare a fratelli e sorelle migranti (GS 40).
I fratelli e sorelle migranti sono icona contemporanea della Chiesa in cammino. La Chiesa sono anche loro, che, come dice l’ONU nel suo rapporto annuale, sono sempre un numero crescente: oltre 300 milioni, di cui 120 milioni i profughi, i richiedenti asilo e i rifugiati. Il Papa ritorna su questo dramma di tanti fratelli e sorelle, che hanno perso tutto e si mettono in cammino alla ricerca di una vita migliore, sperando di trovare una comunità accogliente in cui vivere e far crescere i propri figli in sicurezza e tranquillità. Nei prossimi 20 anni, si stima che 250 milioni di persone avranno problemi di approvvigionamento idrico, con conseguente aumento della conflittualità tra i popoli e di esodi di massa. La siccità è molto sentita in Nord Africa e in Medio Oriente. Ma, guarda un po’, cominciamo a saperne qualcosa anche noi in alcune zone d’Italia!
Una domanda è d’obbligo: noi, credenti di oggi, consideriamo veramente nostri fratelli e sorelle i migranti e i rifugiati? La conversione di cui parla Papa Francesco è impellente e necessaria, soprattutto se cadiamo facilmente nelle trappole degli schieramenti in cui si perdono di vista i nostri valori e principi sia di fede che di morale. “Ogni incontro con essi, rappresenta un’occasione per incontrare il Signore; ed è un’occasione di salvezza”, perché in ognuno di essi è presente Gesù.
Ognuno, nella sua libertà e responsabilità pastorale, organizzerà la GMMR nel miglior modo possibile.
Sac. Stefano Dell’Angelo, Direttore

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali
“Vicinanza e solidarietà” alle tantissime persone sfollate a causa dell’alluvione e delle esondazioni in Emilia Romagna e nelle Marche. È quanto esprime il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, invitando tutte le comunità parrocchiali a farsi prossime e a pregare per quanti stanno vivendo questa nuova sofferenza. In contatto telefonico con i Vescovi delle Diocesi colpite, il Cardinale fa suo l’auspicio di Mons. Mario Toso nella lettera indirizzata a tutta la popolazione della Chiesa di Faenza-Modigliana: “Il nostro cuore possa chiedere e sentire, in mezzo a tanta frustrazione, una nuova speranza”. “Speranza non è sinonimo di ingenuità, ma è quella forza che aiuta a guardare con fiducia al domani, anche quando tutto sembra, ancora una volta, perduto. Di fronte a questo dramma che torna ad abbattersi sul territorio dell’Emilia Romagna e delle Marche, siamo chiamati, come Abramo, a restare saldi nella speranza contro ogni speranza”, afferma il Presidente della CEI.
Nel ringraziare quanti – Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e volontari – si stanno adoperando nei soccorsi alla popolazione, il Cardinale rinnova l’appello alle Istituzioni affinché si mettano in atto tutte le misure necessarie per andare incontro alle esigenze delle famiglie e delle comunità locali, oltre che per evitare che catastrofi del genere si ripetano con tale frequenza. “Ancora una volta – osserva – vediamo la fragilità del nostro territorio. Prevenzione e messa in sicurezza della Casa comune non possono restare lettera morta, ma sono azioni necessarie e doverose”.
Roma, 19 settembre 2024