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Corso di formazione per docenti in servizio nelle scuole preuniversitarie di ogni ordine e grado a. S. 2023-2024

ARCIDIOCESI DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI-CONZA-NUSCO-BISACCIA
ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE “SAN MATTEO” SALERNO

 

Corso di formazione per docenti in servizio nelle scuole preuniversitarie di ogni ordine e grado a. S. 2023-2024

 

DOLORE E LUTTO MALINCONIA E RESILIENZA
(Identificativo ID 86782)

 

2 incontri con ANTONIO FRANCESE Docente di Psicologia generale e della Religione ISSR San Matteo – Salerno

 

11 e 12 settembre 2023 ore 15.30-19.30

salone del Santuario di San Rocco, Lioni (AV)

 

13 settembre 2023 ore 15.30 – 19.30

studio individuale sul materiale fornito dal docente

 

informazioni e iscrizioni: Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

tel. 0827-23039 – e-mail: scuola@diocesisantangelo.it

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DIRETTA_Ordinazione presbiterale del diacono Gelsomino Spatola

sabato 12 agosto 2023, ore 18.30_Chiesa Cattedrale - Sant’Angelo dei Lombardi (Av)

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Ordinazione presbiterale del diacono

Gelsomino Spatola

sabato 12 agosto 2023, ore 18.30

Chiesa Cattedrale – Sant’ Angelo dei Lombardi (Av)

Don Gelsomino presiederà per la prima volta la Celebrazione Eucaristica domenica 13 agosto alle ore 11.00 nella Chiesa “Santa Maria ad Ripas” in Quaglietta (Av)

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Progetto Policoro Bando nuovo animatore di comunità

bando per l'assegnazione della Borsa di Studio

Progetto Policoro Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

Un occasione di crescita personale, formativa e professionale.

-Hai tra i 20 e i 32 anni?
-Sei residente in uno dei comuni del territorio diocesano?
-Hai interesse per il tema giovani e lavoro?

Questo è il percorso che fa per te.

Scadenza
30 settembre 2023.

Per candidarti invia la domanda di partecipazione e il tuo CV a p.policorodiocesisantangelo@gmail.com
Per informazioni contatta Eva Tanga Animatrice in carica cell 3275698883 oppure don Rino Morra,tutor diocesano cell 3381494720

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Domanda annuale per l’I.R.C. – Anno scolastico 2023/2024

CURIA ARCIVESCOVILE
S. ANGELO DEI LOMBARDI – CONZA – NUSCO – BISACCIA
______________________
Ufficio Scuola Diocesano
Prot. 165/23
Ai Docenti di R.C. con incarico a t.d.
Agli aspiranti all’insegnamento
LORO SEDI

Oggetto: Domanda annuale per l’I.R.C. – Anno scolastico 2023/2024

Carissimi,

in vista della compilazione degli elenchi-graduatorie per l’insegnamento di religione
cattolica per l’anno scolastico 2023/2024, vi invio in allegato la domanda (IN ALLEGATO) da compilare e restituire
via e-mail all’indirizzo scuola@diocesisantangelo.it entro venerdì 28 luglio p.v.
Vi ricordo che i docenti che aspirano all’insegnamento possono presentare la domanda per il
nuovo anno scolastico se sono residenti nel territorio dell’Arcidiocesi e se hanno conseguito il titolo
di studio quinquennale rilasciato dagli Istituti di Scienze Religiose o altro titolo riconosciuto valido.
Con riserva, per ulteriori valutazioni, sono accettate anche le domande con titolo inferiore a quello
sopra riportato.
Cordiali saluti e buone vacanze!

Sant’Angelo dei Lombardi, 29 giugno 2023

don Piercarlo Donatiello
Direttore

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Messaggio del Presidente della CEI, Card. Matteo Zuppi, in occasione delle esequie di Mons. Luigi Bettazzi.

S.E.R. Mons. Luigi Bettazzi - Annuario dei vescovi - Chiesacattolica.it

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali

CS n. 52/2023

Messaggio per le esequie di Mons. Luigi Bettazzi

Pubblichiamo di seguito il messaggio che il Presidente della CEI, Card. Matteo Zuppi, ha inviato al Vescovo di Ivrea, Mons. Edoardo Aldo Cerrato, in occasione delle esequie di Mons. Luigi Bettazzi, scomparso il 16 luglio.

Mi dispiace non potere essere presente. Non mi è possibile solo a causa di un impegno per la pace. Sono sicuro che Mons. Bettazzi, assetato di pace e giustizia e di convinta non violenza, mi avrebbe raccomandato di fare tutto “l’impossibile”. Ci aveva abituato alla sua presenza, solare, determinata, libera, evangelica, sempre in cammino, entusiasmante, piena di vita. Pur conoscendo bene il galateo ecclesiastico – educato com’era alla scuola di Nasalli Rocca e Lercaro – non ha mai smesso di portare con libertà il Vangelo ovunque, perché per tutti Gesù è venuto. E si è raccomandato piuttosto di andare a cercare, non di starcene fermi ad aspettare. È stato un Vescovo del Concilio Vaticano II. Non è mai entrato, né prima né dopo, nella folta schiera dei profeti di sventura, coloro che “non senza offesa” al successore di Pietro preferivano e preferiscono continuare ad usare le armi del rigore credendole indispensabili per difendere la verità e evocando improbabili periodi passati senza imparare dalla storia. Era libero perché amava Dio e la Chiesa. Cercava il dialogo non perché ambiguo, facile, ma proprio perché convinto della propria identità, senza ossessioni difensive che vedono il nemico dove non c’è e non lo riconoscono dove, invece, si annida. Ascoltava per rispondere e non parlare sopra. Comunicava la gioia di essere cristiano e annunciava la chiamata a tutti ad esserlo. Amabile, instancabile, gentile ma per niente affettato, scomodo, ironico, colto senza mai essere supponente, parlava della Chiesa e dei poveri perché la Chiesa è di tutti, ma specialmente dei poveri e perché “le ansie e gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. «La rivoluzione copernicana contenuta nella Gaudium et spes (non l’umanità per la Chiesa, ma la Chiesa per l’umanità) e quella della Lumen gentium (non i fedeli per la gerarchia, ma la gerarchia per i fedeli) stentano ad affermarsi», ripeteva. Lui non ha smesso di sognare. «Il mio “sogno” è che ogni cristiano si renda conto della sua vocazione “missionaria”. «La gioia più grande? Essere prete», aggiungeva. Ebbe il premio Unesco per l’educazione alla pace, perché non si devono subire i violenti e perché la tendenza alla violenza è comune e porta a imbracciare l’arma mentre la non violenza interpone la diplomazia. Fin dagli anni Sessanta ha scommesso sui laici, «non secondo i propri interessi, ma secondo l’interesse dell’intero cosmo per contribuire non solo a mantenerlo in essere…ma anche a svilupparlo nell’interesse comune». Sì, ha chiesto a tutti noi, tutti, opportune et inopportune, di «essere discepolo che dà gioia», convinto che «il regno di Dio è l’umanità come Dio la vuole». Grazie don Luigi, benedizione con la tua lunga vita, perché non hai smesso di sognare e non ti sei stancato di farci vivere la primavera del Concilio. Grazie e continua a pregare per noi e con noi. In pace e con il sorriso.

Card. Matteo Zuppi
Arcivescovo di Bologna
Presidente della Cei

Roma, 18 luglio 2023

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Incontro dei Vescovi delle “Aree interne”

Benevento Centro La Pace, 10 e 11 luglio 2023

Galleria fotografia della giornata del 10 luglio e relazione di S.E. Mons. Roberto Repole

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terza Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

23 luglio 2023

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

per la III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

23 luglio 2023

 

Cari fratelli e sorelle!

«Di generazione in generazione la sua misericordia» (Lc 1,50): è questo il tema della III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. È un tema che ci riporta a un incontro benedetto: quello tra la giovane Maria e la sua anziana parente Elisabetta (cfr Lc 1,39-56). Questa, ricolma di Spirito Santo, rivolge alla Madre di Dio delle parole che, a distanza di millenni, ritmano la nostra preghiera quotidiana: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (v. 42). E lo Spirito Santo, già disceso su Maria, le suggerisce di rispondere con il Magnificat, nel quale proclama che la misericordia del Signore si estende di generazione in generazione. Lo Spirito Santo benedice e accompagna ogni fecondo incontro tra generazioni diverse, tra nonni e nipoti, tra giovani e anziani. Dio, infatti, desidera che, come ha fatto Maria con Elisabetta, i giovani rallegrino i cuori degli anziani, e che attingano sapienza dai loro vissuti. Ma, anzitutto, il Signore desidera che non lasciamo soli gli anziani, che non li releghiamo ai margini della vita, come purtroppo oggi troppo spesso accade.

È bella, quest’anno, la vicinanza tra la celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani e quella della Gioventù; entrambe hanno come tema la “fretta” di Maria (cfr v. 39) nel visitare Elisabetta, e ci portano così a riflettere sul legame tra giovani e anziani. Il Signore spera che i giovani, incontrandoli, accolgano la chiamata a custodire la memoria e riconoscano, grazie a loro, il dono di appartenere a una storia più grande. L’amicizia di una persona anziana aiuta il giovane a non appiattire la vita sul presente e a ricordarsi che non tutto dipende dalle sue capacità. Per i più anziani, invece, la presenza di un giovane apre alla speranza che quanto hanno vissuto non vada perduto e che i loro sogni si realizzino. Insomma, la visita di Maria ad Elisabetta e la consapevolezza che la misericordia del Signore si trasmette da una generazione all’altra rivelano che non possiamo andare avanti – e neppure salvarci – da soli e che l’intervento di Dio si manifesta sempre nell’insieme, nella storia di un popolo. È Maria stessa a dirlo nel Magnificat, esultando in Dio che ha operato meraviglie nuove e sorprendenti, fedele alla promessa fatta ad Abramo (cfr vv. 51-55).

Per meglio accogliere lo stile dell’agire di Dio, ricordiamo che il tempo va abitato nella sua pienezza, perché le realtà più grandi e i sogni più belli non si realizzano in un attimo, ma attraverso una crescita e una maturazione: in cammino, in dialogo, in relazione. Perciò chi si concentra solo sull’immediato, sui propri vantaggi da conseguire rapidamente e avidamente, sul “tutto e subito”, perde di vista l’agire di Dio. Il suo progetto di amore attraversa invece il passato, il presente e il futuro, abbraccia e mette in collegamento le generazioni. È un progetto che va oltre noi stessi, ma nel quale ciascuno di noi è importante, e soprattutto è chiamato ad andare oltre. Per i più giovani si tratta di andare al di là dell’immediato nel quale ci confina la realtà virtuale, la quale spesso distoglie dall’azione concreta; per i più anziani si tratta di non soffermarsi sulle forze che s’indeboliscono e di non rammaricarsi per le occasioni perse. Guardiamo avanti! Lasciamoci plasmare dalla grazia di Dio che, di generazione in generazione, ci libera dall’immobilismo nell’agire e dai rimpianti del passato!

Nell’incontro tra Maria ed Elisabetta, tra giovani e anziani, Dio ci dona il suo futuro. Il cammino di Maria e l’accoglienza di Elisabetta aprono infatti le porte al manifestarsi della salvezza: attraverso il loro abbraccio la sua misericordia irrompe con gioiosa mitezza nella storia umana. Vorrei allora invitare ciascuno a pensare a quell’incontro, di più, a chiudere gli occhi e a immaginare, come in un’istantanea, quell’abbraccio tra la giovane Madre di Dio e l’anziana madre di San Giovanni Battista; a rappresentarlo nella mente e a visualizzarlo nel cuore, per fissarlo nell’anima come una luminosa icona interiore.

E invito poi a passare dall’immaginazione alla concretezza nel fare qualcosa per abbracciare i nonni e gli anziani. Non lasciamoli soli, la loro presenza nelle famiglie e nelle comunità è preziosa, ci dona la consapevolezza di condividere la medesima eredità e di far parte di un popolo in cui si custodiscono le radici. Sì, sono gli anziani a trasmetterci l’appartenenza al Popolo santo di Dio. La Chiesa, così come la società, ha bisogno di loro. Essi consegnano al presente un passato necessario per costruire il futuro. Onoriamoli, non priviamoci della loro compagnia e non priviamoli della nostra, non permettiamo che siano scartati!

La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani vuol essere un piccolo segno delicato di speranza per loro e per la Chiesa intera. Rinnovo perciò il mio invito a tutti – diocesi, parrocchie, associazioni, comunità – a celebrarla, mettendo al centro la gioia traboccante di un rinnovato incontro tra giovani e anziani. A voi giovani, che vi state preparando a partire per Lisbona o che vivrete la Giornata Mondiale della Gioventù nei vostri luoghi, vorrei dire: prima di mettervi in viaggio andate a trovare i vostri nonni, fate una visita a un anziano solo! La sua preghiera vi proteggerà e porterete nel cuore la benedizione di quell’incontro. A voi anziani chiedo di accompagnare con la preghiera i giovani che stanno per celebrare la GMG. Quei ragazzi sono la risposta di Dio alle vostre richieste, il frutto di quel che avete seminato, il segno che Dio non abbandona il suo popolo, ma sempre lo ringiovanisce con la fantasia dello Spirito Santo.

Cari nonni, cari fratelli e sorelle anziani, che la benedizione dell’abbraccio tra Maria ed Elisabetta vi raggiunga e colmi di pace i vostri cuori. Vi benedico con affetto. E voi, per favore, pregate per me.

 

Roma, San Giovanni in Laterano, 31 maggio 2023, Festa della Visitazione della B.V. Maria.

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