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Cara famiglia,
con gioia natalizia, con trepidazione paterna e con speranza pasquale mi rivolgo a te, così come sei composta davanti a Dio, alla Chiesa e al mondo, secondo le intenzioni profonde dei cuori.
Il tempo natalizio vede protagonista la Santa Famiglia di Nazaret, che trasmette, nella sua unità, la gioia del Salvatore. Gioisci, perché sei famiglia e rendi grazie per la salvezza, che sperimenti ogni giorno: “E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di Lui a Dio Padre” (Col 3, 17). Nel nome di Cristo sento la mia paternità trepidante e responsabile. Desidero unirmi al tuo ringraziamento, insieme con tutti i membri che ti compongono e offrire ad ognuno la Parola, che illumina, rafforza e dona la speranza. Infatti la gioia del Natale trova la sua pienezza nel compimento della salvezza pasquale. Nella potenza dello Spirito di Gesù Risorto, ogni sua parola è viva ed efficace per la tua vita e per i tuoi membri, ciascuno secondo la propria relazione. Nel brano del Vangelo secondo Matteo, proclamato nella festa della Santa Famiglia, c’è un forte invito ai padri: “Giuseppe, alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto … Va’ nella terra di Israele” (Mt 2, 13.20). Cari padri, siete chiamati in modo speciale ad una funzione protettiva e di orientamento esistenziale. La vostra vocazione è un appello alla responsabilità e all’esempio: “Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino” (Col 3, 21). Siete chiamati ad essere maestri di speranza, perché date testimonianza di un amore forte, che vince la durezza: “Voi mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza” (Col 3, 19). La paternità umana non si può esprimere senza la maternità, non esiste in forma isolata, ma
la esige accanto, perché l’amore e la cura di Dio raggiungano i figli e si percepiscano in tutta la comunità. Dal canto suo la maternità necessita della dimensione paterna: “Il Signore infatti ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole” (Sir 3, 2). Queste parole antiche del Siracide, Parola di Dio,
non mortificano la libertà dei figli, ma le danno un fondamento certo, umano e umanizzante,
perché i figli crescono con i genitori, questi crescono grazie ai figli e la famiglia è unita in questa crescita comune e condizionante per tutti i suoi membri. Questo fondamento richiama la verità della coppia: il marito e la moglie sono sacramento e segno dell’amore di Gesù; “scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri” (Col 3, 12-13). I figli di una tale coppia cristiana vivono l’obbedienza come godimento e come apprendimento dell’amore: “Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore” (Col 3, 20). È gradita l’obbedienza verso coloro che compiono, a loro volta, ciò che è gradito al Signore. In questo modo tutti i membri tendono a scoprire la volontà di Dio e si aiutano a vivere in questa volontà: “Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto” (Col 3, 14). Dovunque c’è la carità, come amore puro, libero, gratuito, disinteressato e misericordioso, lì è presente Dio. Con l’amore vicendevole, in qualche maniera anche nascosta e inconsapevole, entra la parola di Cristo, che aiuta a superare le prove e a vincere la durezza, questa, quasi con un turno perverso, prende il cuore di tutti i membri. Sempre si possa realizzare l’affermazione di Paolo: “La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori” (Col 3, 16). Come si può realizzare questa parola? Forse non è possibile sempre nella casa, ma sicuramente nel cuore di ogni familiare. Proprio nel cuore ogni membro sente le voci del marito,
della moglie, del padre, della madre, del fratello, della sorella, del figlio e della figlia e non prova disagio. Non è frastornato, ma sente l’armonia dell’appartenenza alla sua famiglia. Dai cuori che armonizzano le voci e le presenze altrui c’è speranza che nascano parole e gesti di dialogo, di comprensione, di attesa e di progetti nuovi, realizzati insieme.
La gratitudine reciproca tiene saldi i legami e diventa il luogo dove la grazia di Dio si percepisce e si trasmette anche all’esterno, verso altre persone e soprattutto verso le altre famiglie. Gli sguardi reciproci non devono fissarsi per attendere la caduta dell’altro membro familiare o delle altre famiglie, invece, devono diventare sostegno e reciproca gratitudine. Possiamo sviluppare come Chiesa al nostro interno e verso il mondo questo atteggiamento fraterno di modo che “la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie” (Col 3, 15). Il rendimento di grazie costituisce il clima rasserenante, costruttivo e fruttuoso della vita familiare, sia nel convito e negli incontri familiari, sia nella partecipazione comune all’Eucarestia.
La mia paterna benedizione si unisca al rendimento di grazie di ogni famiglia, riunita intorno alla mensa, nella gioia di Gesù, pane vivo disceso dal cielo, nella mangiatoia di Betlemme!
+ Pasquale Cascio
Sant’Angelo dei Lombardi, 29 dicembre 2019
Festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
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immagine: Giovan Francesco Penni, Sacra Famiglia,
sec. XVI, olio su tavola
Cava de’ Tirreni, Abbazia della Santissima Trinità (Sa)
ARCIDIOCESI DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI CONZA-NUSCO-BISACCIA
TERRA SANTA e GIORDANIA
dal 17 al 25 marzo 2020
(Gerusalemme, Nazareth, Betlemme, Petra, Jerash, Amman
Wadi Run, Madaba e Monte Nebo)
Quota di partecipazione € 1.500.00
Supplemento per Camera Singola: € 330,00
La quota comprende
-Viaggio Aereo Roma/Tel Aviv/Roma in classe turistica, voli El Al (Compagnia Aerea Israeliana)
-Tasse aeroportuali e fuel surcharge (adeguamento carburante)
-Tasse di Frontiera; Visto Consolare Giordano
-Pensione completa (bevande escluse) dalla cena del 17 marzo alla prima colazione del 25 marzo 2020
-Sistemazione in alberghi di categoria 3/4 stelle in camere a due letti con servizi privati
-Trasferimenti, visite ed escursioni come da programma con pullman privati e guide di lingua italiana
-Ingressi dove previsti dall’itinerario
-Assistenza delle nostre Agenzie locali
-Zaino da viaggio con Guida sulla Terra Santa e sulla Giordania
-Assicurazione contro annullamento viaggio e medico-bagaglio
-Mance e Facchinaggi
-Radioguide
La quota non comprende
-Bevande; Spese di carattere personale ed extra in genere
Per informazioni e prenotazioni:
Don Rino Morra cell. 338.1494720
Gerardo Cetta cell. 348.1478977
17 marzo (martedì):
Raduno dei partecipanti e partenza per l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma, arrivo alle ore 7 (Terminal T3) e partenza alle ore 10:10 con volo El Al (Linee Aeree Israeliane n. 386). Snack a bordo. Arrivo all’Aeroporto di Tel Aviv alle ore 14:25 locali e partenza per Haifa (terza città d’Israele, il suo porto è il più grande del paese) e il Santuario Stella Maris al Monte Carmelo (la Grotta, inglobata nella Basilica, è indicata dalla tradizione come il luogo dove visse il profeta Elia quando si ritirò sul Carmelo). Proseguimento per Nazareth. Cena e pernottamento.
18 marzo (mercoledì): Galilea
Pensione completa. Mattino visita di Nazareth (Basilica dell’Annunciazione, Basilica Superiore, Chiesa di San Giuseppe, Fontana della Vergine) e Cana di Galilea (Santuario che ricorda il miracolo delle Nozze di Cana). Pomeriggio visita al Santuario che ricorda il discorso delle Beatitudini evangeliche, Tabga (visita al Santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci e a quello del Primato di Pietro) e Cafarnao (visita alla Sinagoga dell’epoca di Gesù e al Memoriale San Pietro costruito sulla casa dell’Apostolo).
19 marzo (giovedì): Nazareth / Jerash / Petra
Dopo la prima colazione trasferimento alla frontiera del Nord tra Israele e Giordania. Proseguimento per la visita di Jerash. La città greco-romana di Jerash (Gerasa nei tempi antichi) è conosciuta come la Pompei d’Oriente per il suo straordinario stato di conservazione. Non appena si avvicina alla città, il turista è salutato dall’imponente arco trionfale costruito per commemorare l’arrivo dell’imperatore Adriano nell’anno 129 d.C. Jerash è ritenuta la più completa e meglio conservata città della Decapoli, una confederazione di dieci città romane che risale al I secolo a.C. Pranzo in ristorante. Pomeriggio proseguimento per Petra. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.
20 marzo (venerdì): Petra / Wadi Rum / Amman
Dopo la prima colazione visita della città rosa dei Nabatei scavata nella roccia e considerata la zona archeologica più importante della Giordania. Il poeta e viaggiatore d’epoca vittoria Dean Burgon, diede di Petra una definizione valida ancora oggi: “trovatemi un’altra meraviglia così ben conservata nel Medio Oriente, una città rosa, antica quanto metà del tempo”. Più di 2000 anni fa Petra era usata come rifugio temporaneo dai nomadi arabi Nabatei, beduini provenienti dall’Arabia settentrionale. I Nabatei crearono la loro capitale a Petra, una fortezza naturale facile da difendere, utilizzando poche caverne affioranti dalla roccia. Petra appartiene tutt’ora ai beduini. Pomeriggio escursione al Wadi Rum: un immenso scenario lunare composto da antichi “wadi”, i letti dei fiumi, e torreggianti montagne di arenaria erose dal tempo che si innalzano dalle sabbie bianche e rosate. Proseguimento per Amman. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.
21 marzo (sabato): Amman / Gerico / Betlemme
Dopo la prima colazione visita al Monte Nebo (dove Mosè vi salì guidato da Dio. Dalla cima si possono ammirare valli e montagne fino a Gerusalemme e Betlemme. Si ritiene che sul Monte Nebo vi sia la Tomba di Mosè) e Madaba (famosa per i suoi mosaici. Nella Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, i turisti potranno ammirare la più antica mappa della Terra Santa eseguita intorno al 560 d.C.). Trasferimento al Ponte Allenby e pranzo a Gerico. Pomeriggio partenza per il Mar Morto (il punto più profondo della terra, 400 metri sotto il livello del mare – bagno al Mar Morto). Arrivo a Betlemme e sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.
22 marzo (domenica): Betlemme
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita di Betlemme (in ebraico Bet Leehem – casa del pane. In arabo Bayt Lahm, casa della carne. Visita alla Basilica della Natività con la Grotta della Natività, Basilica di Santa Caterina e Chiostro di San Girolamo). Pomeriggio visita al Campo dei Pastori (in arabo Beit-Sahur. Visita alle Grotte ed al Santuario del Gloria in Excelsis) e tempo a disposizione.
23 marzo (lunedì): Betlemme / Gerusalemme / Betlemme
Dopo la prima colazione trasferimento a Gerusalemme e visita al Monte degli Ulivi (visita alla Chiesa del Pater Noster, Dominus Flevit ed Ascensione, ultimo atto della vita terrena di Gesù) e Getsemani (Grotte del Getsemani, Orto degli Ulivi, Basilica dell’Agonia). Pranzo in ristorante. Pomeriggio visita al Monte Sion, Cenacolo e Chiesa della Dormizione. Cena e pernottamento in albergo a Betlemme.
24 marzo (martedì): Betlemme / Gerusalemme / Betlemme
Pensione completa (pranzo in ristorante a Gerusalemme). Mattino: visita della Città Vecchia (Cupola sulla Roccia impropriamente chiamata Moschea di Omar, Moschea El-Aqsa (non è possibile effettuare visite dall’interno perché chiuse ai non-mussulmani), Muro del Pianto, Chiesa di Sant’Anna). Pomeriggio: solenne Via Crucis lungo la Via Dolorosa e visita del Santo Sepolcro (Calvario, tomba di Gesù, Cappella di Sant’Elena e luogo del ritrovamento della Croce).
25 marzo (mercoledì): Betlemme / Tel Aviv / Roma
Dopo la prima colazione partenza per Ein Karem (visita al Santuario di San Giovanni Battista e al Santuario della Visitazione, che ricorda la visita di Maria a Santa Elisabetta). Trasferimento all’Aeroporto di Tel Aviv e partenza alle ore 16:15 con volo El Al (Linee Aeree Israeliane n. 383). Snack a bordo. Arrivo all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma – Fiumicino alle ore 19:05 locali.
COMUNICATO STAMPA