Archivi della categoria: in Evidenza

Gocce di..serenita’ incontri presso l’ospedale Criscuoli

Caritas Diocesana_Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus_Associazione donatori di sangue “Fratres”
 
Gocce di..serenità
Incontri presso l’ospedale Criscuoli
 
7 edizione 2017/2018
 
Lunedì 18 dicembre 2017 ore 15.30
Armonie musicali con il maestro Gerardino Lardieri e…i suoi amici
 
Mercoledì 20 dicembre 2017 ore 15.30
Tombolata di Natale con i volontari caritas diocesana
 
Mercoledì 27 dicembre 2017 ore 15.30
Spettacolo di Clownterapia con il gruppo “Calzini spaiati”
 
Venerdì 5 gennaio 2018 ore 15.30
Laboratorio di musicoterapia con il musicoterapista Pasqualino Caruso
 
Durante le feste natalizie l’Associazione donatori di sangue “Fratres” visiterà gli ammalati con un segno di vicinanza e solidarietà fraterna
 
condividi su

Spiritualita’Coniugale 2017_2018

Arcidiocesi di S. Angelo dei Lombardi – Conza- Nusco – Bisaccia
Centro per la Pastorale della Famiglia e della Vita
 
Alle famiglie dell’Arcidiocesi
All’equipe diocesana di Pastorale Battesimale
e, p.c.: S.Ecc.za Mons. Pasquale Cascio
Rev.di Parroci
 
 
Carissime coppie,
“Davanti alle famiglie e in mezzo ad esse deve sempre nuovamente risuonare il primo annuncio, ciò che è «più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario»[50], e «deve occupare il centro dell’attività evangelizzatrice».[51] È l’annuncio principale, «quello che si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi in una forma o nell’altra».[52] Perché «non c’è nulla di più solido, di più profondo, di più sicuro, di più consistente e di più saggio di tale annuncio» e «tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma»”.
Prendendo spunto da questo passaggio di papa Francesco al nr. 58 dell’Esortazione Apostolica “Amoris laetitia”, anche quest’anno abbiamo pensato, insieme all’Arcivescovo mons. Pasquale Cascio, di vivere alcuni momenti a livello diocesano di spiritualità coniugale, in 3 appuntamenti, in Avvento, in Quaresima e l’ultimo in ottobre, per poter incontrare anche le coppie di sposi novelli con cui vivere un momento di incontro e di condivisione.
Per quanto possibile, verrà garantita anche l’animazione per i vostri figli.
Queste le date degli incontri, che si terranno presso l’Abbazia del Goleto alle ore 19.00 sempre di domenica:
 
3 dicembre 2017
4 marzo 2018
28 ottobre 2018
 
Sperando nella vostra presenza e in attesa di incontrarci, restiamo uniti nella preghiera reciproca e vi abbracciamo.
 
Sant’Angelo dei Lombardi, 21/11/2017,
festa della presentazione della B.V. Maria
 
Salvatore e Angela Vena
Don Dino Violante Romano
Ufficio Catechistico
 
condividi su

Scuola di formazione teologica 2017/2018

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Ufficio Catechistico
 
SCUOLA DI FORMAZIONE TEOLOGICA 2017/2018
 
zona est
(Zone di Conza e Bisaccia e Parrocchia di Lioni)
Conza della Campania 
Oratorio parrocchiale
lunedì 18 dicembre 2017 – ore 19.00
lunedì 5 marzo 2018 – ore 19.00
lunedì 14 maggio 2018 – ore 19.00
 
ona ovest
(Zone di Sant’Angelo e Nusco esclusa Parrocchia di Lioni)
Abbazia del Goleto
martedì 19 dicembre 2017 – ore 19.00
martedì 6 marzo 2018 – ore 19.00
martedì 15 maggio 2018 – ore 19.00
 
incontri di formazione a cura di don Enzo Granese
 
condividi su

I Giornata Mondiale dei Poveri_19 novembre 2017

http://www.pcpne.va/

Messaggio del Santo Padre

I Giornata Mondiale dei Poveri

Domenica XXXIII del Tempo Ordinario

19 novembre 2017

 

Non amiamo a parole ma con i fatti

1. «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). Queste parole dell’apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano può prescindere. La serietà con cui il “discepolo amato” trasmette fino ai nostri giorni il comando di Gesù è resa ancora più accentuata per l’opposizione che rileva tra le parole vuote che spesso sono sulla nostra bocca e i fatti concreti con i quali siamo invece chiamati a misurarci. L’amore non ammette alibi: chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri. Il modo di amare del Figlio di Dio, d’altronde, è ben conosciuto, e Giovanni lo ricorda a chiare lettere. Esso si fonda su due colonne portanti: Dio ha amato per primo (cfr 1 Gv 4,10.19); e ha amato dando tutto sé stesso, anche la propria vita (cfr 1 Gv 3,16).

Un tale amore non può rimanere senza risposta. Pur essendo donato in maniera unilaterale, senza richiedere cioè nulla in cambio, esso tuttavia accende talmente il cuore che chiunque si sente portato a ricambiarlo nonostante i propri limiti e peccati. E questo è possibile se la grazia di Dio, la sua carità misericordiosa viene accolta, per quanto possibile, nel nostro cuore, così da muovere la nostra volontà e anche i nostri affetti all’amore per Dio stesso e per il prossimo. In tal modo la misericordia che sgorga, per così dire, dal cuore della Trinità può arrivare a mettere in movimento la nostra vita e generare compassione e opere di misericordia per i fratelli e le sorelle che si trovano in necessità.

2. «Questo povero grida e il Signore lo ascolta» (Sal 34,7). Da sempre la Chiesa ha compreso l’importanza di un tale grido. Possediamo una grande testimonianza fin dalle prime pagine degli Atti degli Apostoli, là dove Pietro chiede di scegliere sette uomini «pieni di Spirito e di sapienza» (6,3) perché assumessero il servizio dell’assistenza ai poveri. È certamente questo uno dei primi segni con i quali la comunità cristiana si presentò sulla scena del mondo: il servizio ai più poveri. Tutto ciò le era possibile perché aveva compreso che la vita dei discepoli di Gesù doveva esprimersi in una fraternità e solidarietà tali, da corrispondere all’insegnamento principale del Maestro che aveva proclamato i poveri beati ed eredi del Regno dei cieli (cfr Mt 5,3).

«Vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (At 2,45). Questa espressione mostra con evidenza la viva preoccupazione dei primi cristiani. L’evangelista Luca, l’autore sacro che più di ogni altro ha dato spazio alla misericordia, non fa nessuna retorica quando descrive la prassi di condivisione della prima comunità. Al contrario, raccontandola intende parlare ai credenti di ogni generazione, e quindi anche a noi, per sostenerci nella testimonianza e provocare la nostra azione a favore dei più bisognosi. Lo stesso insegnamento viene dato con altrettanta convinzione dall’apostolo Giacomo, che, nella sua Lettera, usa espressioni forti ed incisive: «Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? […] A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta» (2,5-6.14-17).

3. Ci sono stati momenti, tuttavia, in cui i cristiani non hanno ascoltato fino in fondo questo appello, lasciandosi contagiare dalla mentalità mondana. Ma lo Spirito Santo non ha mancato di richiamarli a tenere fisso lo sguardo sull’essenziale. Ha fatto sorgere, infatti, uomini e donne che in diversi modi hanno offerto la loro vita a servizio dei poveri. Quante pagine di storia, in questi duemila anni, sono state scritte da cristiani che, in tutta semplicità e umiltà, e con la generosa fantasia della carità, hanno servito i loro fratelli più poveri!

Tra tutti spicca l’esempio di Francesco d’Assisi, che è stato seguito da numerosi altri uomini e donne santi nel corso dei secoli. Egli non si accontentò di abbracciare e dare l’elemosina ai lebbrosi, ma decise di andare a Gubbio per stare insieme con loro. Lui stesso vide in questo incontro la svolta della sua conversione: «Quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo» (Test 1-3: FF 110). Questa testimonianza manifesta la forza trasformatrice della carità e lo stile di vita dei cristiani.

Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare  una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessità di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono causa, dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera, il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carità che si fa condivisione la verifica della loro autenticità evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carità condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli. Sempre attuali risuonano le parole del santo vescovo Crisostomo: «Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità» (Hom. in Matthaeum, 50, 3: PG 58).

Siamo chiamati, pertanto, a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce.

4. Non dimentichiamo che per i discepoli di Cristo la povertà è anzitutto una vocazione a seguire Gesù povero. È un cammino dietro a Lui e con Lui, un cammino che conduce alla beatitudine del Regno dei cieli (cfr Mt 5,3; Lc 6,20). Povertà significa un cuore umile che sa accogliere la propria condizione di creatura limitata e peccatrice per superare la tentazione di onnipotenza, che illude di essere immortali. La povertà è un atteggiamento del cuore che impedisce di pensare al denaro, alla carriera, al lusso come obiettivo di vita e condizione per la felicità. E’ la povertà, piuttosto, che crea le condizioni per assumere liberamente le responsabilità personali e sociali, nonostante i propri limiti, confidando nella vicinanza di Dio e sostenuti dalla sua grazia. La povertà, così intesa, è il metro che permette di valutare l’uso corretto dei beni materiali, e anche di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 25-45).

Facciamo nostro, pertanto, l’esempio di san Francesco, testimone della genuina povertà. Egli, proprio perché teneva fissi gli occhi su Cristo, seppe riconoscerlo e servirlo nei poveri. Se, pertanto, desideriamo offrire il nostro contributo efficace per il cambiamento della storia, generando vero sviluppo, è necessario che ascoltiamo il grido dei poveri e ci impegniamo a sollevarli dalla loro condizione di emarginazione. Nello stesso tempo, ai poveri che vivono nelle nostre città e nelle nostre comunità ricordo di non perdere il senso della povertà evangelica che portano impresso nella loro vita.

5. Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si è costretti a comporre dinanzi alla povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!

Ai nostri giorni, purtroppo, mentre emerge sempre più la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati, e spesso si accompagna all’illegalità e allo sfruttamento offensivo della dignità umana, fa scandalo l’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. Dinanzi a questo scenario, non si può restare inerti e tanto meno rassegnati. Alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società.

Tutti questi poveri – come amava dire il Beato Paolo VI – appartengono alla Chiesa per «diritto evangelico» (Discorso di apertura della II sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II, 29 settembre 1963) e obbligano all’opzione fondamentale per loro. Benedette, pertanto, le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalità versando olio di consolazione sulle piaghe dell’umanità. Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza “se”, senza “però” e senza “forse”: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio.

6. Al termine del Giubileo della Misericordia ho voluto offrire alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi. Alle altre Giornate mondiali istituite dai miei Predecessori, che sono ormai una tradizione nella vita delle nostre comunità, desidero che si aggiunga questa, che apporta al loro insieme un elemento di completamento squisitamente evangelico, cioè la predilezione di Gesù per i poveri.

Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione.

7. Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno sarà il 19 novembre, XXXIII domenica del Tempo Ordinario, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. Potranno poi invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia di questa domenica, in modo tale che risulti ancora più autentica la celebrazione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la domenica successiva. La regalità di Cristo, infatti, emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l’Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell’amore di Dio. Il suo abbandonarsi totalmente al Padre, mentre esprime la sua povertà totale, rende evidente la potenza di questo Amore, che lo risuscita a vita nuova nel giorno di Pasqua.

In questa domenica, se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sarà un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo. Secondo l’insegnamento delle Scritture (cfr Gen 18,3-5; Eb 13,2), accogliamoli come ospiti privilegiati alla nostra mensa; potranno essere dei maestri che ci aiutano a vivere la fede in maniera più coerente. Con la loro fiducia e disponibilità ad accettare aiuto, ci mostrano in modo sobrio, e spesso gioioso, quanto sia decisivo vivere dell’essenziale e abbandonarci alla provvidenza del Padre.

8. A fondamento delle tante iniziative concrete che si potranno realizzare in questa Giornata ci sia sempre la preghiera. Non dimentichiamo che il Padre nostro è la preghiera dei poveri. La richiesta del pane, infatti, esprime l’affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita. Quanto Gesù ci ha insegnato con questa preghiera esprime e raccoglie il grido di chi soffre per la precarietà dell’esistenza e per la mancanza del necessario. Ai discepoli che chiedevano a Gesù di insegnare loro a pregare, Egli ha risposto con le parole dei poveri che si rivolgono all’unico Padre in cui tutti si riconoscono come fratelli. Il Padre nostro è una preghiera che si esprime al plurale: il pane che si chiede è “nostro”, e ciò comporta condivisione, partecipazione e responsabilità comune. In questa preghiera tutti riconosciamo l’esigenza di superare ogni forma di egoismo per accedere alla gioia dell’accoglienza reciproca.

9. Chiedo ai confratelli vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi – che per vocazione hanno la missione del sostegno ai poveri –, alle persone consacrate, alle associazioni, ai movimenti e al vasto mondo del volontariato di impegnarsi perché con questa Giornata Mondiale dei Poveri si instauri una tradizione che sia contributo concreto all’evangelizzazione nel mondo contemporaneo.

Questa nuova Giornata Mondiale, pertanto, diventi un richiamo forte alla nostra coscienza credente affinché siamo sempre più convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo.

Dal Vaticano, 13 giugno 2017

Memoria di Sant’Antonio di Padova

condividi su

Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Ufficio pastorale Tempo Libero, Turismo e Sport, Pellegrinaggi
 
Pellegrinaggio Diocesano
In Terra Santa con la Bibbia in mano
dal 5 al 12 marzo 2018 – 8 giorni (aereo + bus)
 
Il vangelo di Marco anticamente era destinato a coloro che, dopo un primo incontro con l’esperienza di Gesù risorto, volevano intraprendere un cammino per entrare a pieno titolo nella comunità ecclesiale. È un vangelo particolarmente adatto ai nostri tempi, in cui siamo invitati a riscoprire il nucleo centrale della nostra fede: la gioia del vangelo per rinascere a vita nuova.
Ri-scoprire la novità del vangelo significa aiutare i giovani (ai quali il papa invita la Chiesa a rivolgersi nei prossimi anni) a trovare la loro collocazione nel mondo. Per far questo, dice papa Francesco, occorre «imparare lo stile di Gesù, che passa nei luoghi della vita quotidiana, si ferma senza fretta e, guardando i fratelli con misericordia, li conduce all’incontro con Dio Padre» (dal Documento preparatorio del Sinodo dei vescovi)
 
Programma
1° giorno, NAPOLI / TEL AVIV / BETLEMME
Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tel Aviv. Arrivo e proseguimento per Betlemme. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.
 
2° giorno, QUMRAN / MAR MORTO / QAS EL YAHUD / BETLEMME
Dopo la prima colazione, costeggiando la via del Mar Morto raggiungeremo il sito archeologico di Qumran. Proseguimento per Qasr El Yahud, sul Giordano, luogo che ricorda il Battesimo ricevuto da Gesù per mano di Giovanni Battista. Al termine trasferimento al Mar Morto, bagno e pranzo.
Rientro a Betlemme per la visita alla Basilica della Natività: è stato l’evangelista Luca a narrare la nascita di Gesù in una grotta, e la venerazione di questo luogo ha origini antichissime. Visita alle grotte sotto la chiesa di Santa Caterina, a quella di San Girolamo e a quella dei Santi Innocenti.
 
 3° giorno, GERICO / TABOR / NAZARETH
Dopo la prima colazione, passando per la valle del Giordano, faremo una tappa a Gerico. Partenza per il Monte Tabor, la cui perfetta forma conica ha contribuito a creare la fama di monte sacro. Nel 348 fu Cirillo di Gerusalemme ad identificarlo come luogo dell’episodio della Trasfigurazione.
Dopo il pranzo, trasferimento e visita alla città di Nazareth, dominata dalla massiccia basilica dell’Annunciazione, visibile da qualsiasi punto della città e costruita sull’antica planimetria della chiesa crociata. Visita al Museo francescano, alla chiesa di San Giuseppe e alla sua grotta, che a partire dal XVII sec. è stata identificata come la bottega di Giuseppe.
 
4° giorno, IL LAGO DI TIBERIADE
Dopo la prima colazione, partenza per il Lago di Tiberiade, che nel Nuovo Testamento ha un ruolo molto importante: qui e soprattutto lungo la riva nord, sorgono numerose località in cui fu attivo Gesù, che fece di Cafarnao, un semplice villaggio di pescatori, il centro del suo ministero in Galilea, mentre i suoi primi e principali discepoli provenivano da Betsaida. Sosta in località Tabgha area identificata dai pellegrini come legata all’episodio della Moltiplicazione dei Pani e dei pesci (Mc 6,30) e del Primato di Pietro (Gv 21). In tempo utile salperemo in battello per raggiungere l’altra sponda del Lago, in località En Gev, per il pranzo. Nel pomeriggio raggiungeremo prima il sito archeologico di Korazin, la città che fu condannata da Gesù insieme a Cafarnao per la sua mancanza di fede, e successivamente la collina dove avvenne il discorso sul monte, le Beatitudini.
 
5° giorno, AKKO / MONTE CARMELO
Dopo la prima colazione, trasferimento ad Akko (San Giovanni d’Acri) per la visita alla cittadella Crociata. Pranzo e trasferimento al Santuario del Monte Carmelo, eretto in memoria di Elia. Arrivo e sistemazione allo Stella Maris, cena e pernottamento.
 
6° giorno, CESAREA / MT. ULIVI
Dopo la prima colazione, trasferimento a Cesarea per la visita al sito archeologico. In tempo utile salita a Gerusalemme dal Monte degli Ulivi, prima sosta a Betfage, per ricordare l’ingresso messianico di Gesù (Mc 11,1): nei pressi di una terrazza panoramica godremo di una meravigliosa vista sulla città vecchia. Raggiungeremo a piedi la chiesa del Pater Noster, costruita sui resti della basilica costantiniana di Eleona, il Dominus Flevit, dove ricorderemo il pianto di Gesù davanti alla città di Gerusalemme, la Grotta dell’Arresto, la Tomba della Madonna e la Basilica del Getzemani. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.
 
7° giorno, GERUSALEMME: MONTE SION via Dolorosa
Rileggiamo il racconto della passione e risurrezione di Gesù, secondo il racconto dell’evangelista Marco lungo i santuari del Monte Sion. Partiremo dal Cenacolino (francescano), proseguiremo al Cenacolo, la sala dell’ultima cena di Gesù, e termineremo le visite alla Chiesa di S. Pietro in Gallicantu.
Dopo il pranzo, come antichi pellegrini, percorreremo la via Dolorosa, partendo dalla Porta dei Leoni e attraversando il quartiere arabo, visiteremo la chiesa di S. Anna e la Piscina Probatica. Da qui faremo alcune soste lungo la “Via Crucis di Gesù”: alla Chiesa della Flagellazione e al Museo Francescano; alla 7° e alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero Russo dedicato a S.Alessandro Nevski, dove si trova una soglia che, a parere di alcuni archeologi, può essere messa in relazione con l’antica porta delle Mura di Gerusalemme che Gesù ha varcato per salire al Calvario. Finalmente raggiungeremo la Basilica del Santo Sepolcro (detta dell’Anastasis) per una visita dettagliata di tutte le sue cappelle, che ospitano le tante chiese d’oriente che nei secoli hanno vi costruito i propri altari: armeni, copti, greci, i latini e siriani.
 
8° giorno, GERUSALEMME / EMMAUS / TEL AVIV / NAPOLI
Dopo la prima colazione partenza per Emmaus Nicopolis. In coincidenza con i propri voli trasferimento in aeroporto, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per l’Italia.
 
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE                                                                        €   1.330,00
Acconto all’atto della prenotazione entro il 20 novembre 2017                                          €     330,00
La quota comprende:
 

Volo di linea ALITALIA da Napoli scalo Roma/ Tel Aviv/Roma-Napoli incluso il bagaglio da stiva ed 1 bagaglio a mano ed incluse tasse aeroportuali,Bus GT a disposizione per l’intero tour da/a Tel Aviv (inclusi trasferimenti aeroporto/hotel/aeroporto),Sistemazione in hotel “Case Nove” in camere doppie con servizi privati,Trattamento di pensione completa dal pranzo del 1° giorno alla 1ª colazione del 8° giorno,Assistenza di guida locale in italiano per tutto il tour,Biglietti di ingresso visite, mance obbligatorie € 35,00 a personaAssicurazione medico-bagaglio, auricolariPedaggi autostradali, parcheggi, IVATrasferimento da/a Sant’Angelo dei Lombardi-NAPOLI (Capodichino)Integrazione alla copertura assicurativa fino a € 50.000,00………………..€ 10,00

La quota non comprende:
 

Ingressi non indicati, facchinaggi, assicurazione annullamento, extra di ogni genere.Supplementi:Camera singola……………………………€ 290,00È possibile stipulare una polizza contro la penalità di annullamento al momento dell’iscrizione, versando il premio di € 86,25 insieme all’acconto.Assicurazione per integrazione spese mediche:

Integrazione alla copertura assicurativa fino a € 150.000,00………………€ 37,00
 
Penalità per cancellazioni effettuate (per chi non effettua l’assicurazione al momento dell’iscrizione):
 

fino al 31° giorno dalla data di partenza (esclusa), sarà trattenuta una penale del 25% dell’intera quota di partecipazione (tasse escluse)dal 30° al 21° giorno (incluso), rispetto alla data di partenza (esclusa), sarà trattenuta una penale del 35% della quota di partecipazione (tasse escluse)dal 20° al 10° giorno (incluso), rispetto alla data di partenza (esclusa) sarà trattenuta una penale del 60% della quota di partecipazione (tasse escluse)dal 9° giorno al 3° giorno (incluso) rispetto alla data di partenza (esclusa) sarà trattenuto il 75% della quota di partecipazione (tasse escluse)Nessun rimborso per cancellazioni effettuate dal 2°gg (48 ORE PRIMA) al giorno di partenza (tasse escluse)

DOCUMENTI
Ai cittadini italiani (adulti e minori) è richiesto il passaporto individuale con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di rientro.
Dal 24 giugno 2014 è abolita la tassa annuale del passaporto ordinario.
Attenzione: Non è previsto alcun rimborso per chi si presentasse alla partenza con un documento scaduto o non valido.
Si consiglia di far riferimento alla questura per ulteriori informazioni. È obbligatorio portare con sé durante tutto il pellegrinaggio/tour il passaporto ed è consigliabile conservarne una fotocopia in valigia.
Avvertenze: Le prenotazioni vengono accettate entro il 20 novembre 2017 con l’acconto di €. 330,00
Il Saldo entro il 30 gennaio 2018.
Il viaggio sarà effettuato se si raggiunge la quota di 35 persone
 
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a:
don Rino Morra (338.1494720) oppure Gerardo Cetta (348.1478977)
 
condividi su

Pellegrinaggio diocesano Madonna dell’Arco

Arcidiocesi di sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Ufficio Pastorale Tempo Libero, Turismo e Sport, Pellegrinaggi
 
Pellegrinaggio diocesano presso il Santuario della Madonna dell’Arco (Sant’Anastasia-NA)
Sabato 21 ottobre 2017
 
Programma
ore 15.30 Arrivi e accoglienza
 
ore 16.00 Presentazione del Santuario
 
ore 16.30-18.00 Tempo per vivere il Sacramento della Riconciliazione
 
ore 18.00 Santo Rosario
 
ore 18.30 Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Pasquale Cascio
condividi su

XXXIII Convegno Ecclesiale_relazione

XXXIII CONVEGNO ECCLESIALETRA CARNE E SPIRITO: L’UOMO E LA DONNA NELLA NOVITÀ DELLO SPIRITO DI GESÙ

6 e 7 OTTOBRE 2017 dalle ore 16 alle 20 TEATRO DEL SANTUARIO MATERDOMINI (AV)

A tutta la Comunità DiocesanaCarissimi/e, la nostra Chiesa sente l’azione vivificante dello Spirito Santo, dono del Risorto, e desidera camminare nell’unità, frutto della sua ispirazione.Il nostro piano pastorale, “Dio non fa preferenza di persone”, continua a presentare il Sacramento della Confermazione, segno efficace dell’opera perenne dello Spirito di Dio.In questo secondo anno, dopo aver esaminato la novità esistenziale dei ragazzi e dei giovani e i lori percorsi di fede in preparazione alla Cresima nella nostra diocesi, ci troviamo di fronte alla preghiera di effusione dello Spirito per l’imposizione delle mani del vescovo. L’effusione dello Spirito con i suoi sette doni è innanzitutto uno stimolo a comprendere, confrontare e proporre una concezione dell’Uomo nuovo, inserito in Cristo, nella pluralità delle visioni antropologiche, teoriche e pratiche del nostro tempo.Il nostro Convegno Ecclesiale diocesano ci aiuterà nella riflessione e nello studio di questa meravigliosa realtà umana, rivestita della Grazia divina. La nostra Chiesa sarà guidata e orientata in questo percorso pastorale da mons. Daniele Gianotti, Vescovo di Crema, con la relazione “Tra carne e spirito: l’uomo e la donna nella novità dello Spirito di Gesù”.In questo nuovo anno avrà inizio anche la Visita pastorale; essa è segno dell’effervescenza spirituale della nostra Chiesa, pronta a lasciarsi illuminare dalla luce dello Spirito, che svela le profondità di Dio e i desideri e le potenzialità del nostro popolo. Seguendo la via dell’umano, visitato dalla Grazia, la Visita pastorale vuole essere un’occasione per avvicinare ogni uomo e scoprire insieme la novità dello Spirito di Gesù. Si tratta veramente di ascoltare lo Spirito, che parla alla Chiesa nell’umanità e raggiunge l’umanità attraverso il ministero della Chiesa. Il convegno si svolgerà nei pomeriggi di venerdì 6 e sabato 7 ottobre 2017 presso il teatro del santuario San Gerardo Maiella in Materdomini (Av).Considerate la ricchezza del tema e la necessità di confrontarci sul mistero dell’umano, cristianamente inteso, umanamente condiviso e qualche volta frainteso, rivolgo un invito paterno alla partecipazione attiva e responsabile per un’esperienza ecclesiale da condividere. Quando lo sguardo della Chiesa è rivolto all’uomo, il fremito della responsabilità chiede l’aiuto dello Spirito.Il programma delle due giornate è il seguente:venerdì 6 ottobre16.00 Accoglienza16.30 Presentazione primo giorno16.45 Invocazione allo Spirito Santo 17.00 Relazione “Tra carne e spirito: l’uomo e la donna nella novità dello Spirito di Gesù” mons. Daniele Gianotti, Vescovo di Crema18.00 Pausa e riflessione personale18.30 Confronto con il relatore19.00 Celebrazione dei Vesprisabato 7 ottobre16.00 Accoglienza16.30 Presentazione secondo giorno16.45 Invocazione allo Spirito Santo17.00 Eventi Diocesani. Consegna Attestati Scuola di formazione teologica nell’anno 2016/2017 17.30 Confronto con l’Arcivescovo. Proposte18.30 Celebrazione Eucaristica per il 25° di presbiterato di don Aurelio Lucio Scalona (con un invito speciale alle comunità di Castelvetere sul Calore, Villamaina, Calitri e Conza della Campania).Con il desiderio di ritrovarci in serena fraternità attendendovi, saluto tutti/e cordialmente. Sant’Angelo dei Lombardi, 19 settembre 2017 Festa di San Gennaro + Pasquale Cascio Arcivescovo

condividi su

Celebrazione del ventennale

Celebrazione del ventennale dalla morte di don LEONE MARIA IORIO
 19-20 settembre 2017
 
PROGRAMMA
 
CAIRANO – 19 settembre 2017
 
ore 18.30 Cimitero, visita alla tomba di Don Leone
ore 19.00: Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Pasquale Cascio
ore 20.00: Benedizione e apertura del Centro dedicato alla memoria di Don Leone, Centro di Comunità (ex asilo)
 
ANDRETTA – 20 settembre 2017
 
ore 17.00 Ritrovo sul sagrato del Santuario “Maria SS. Stella del Mattino”(loc. Mattinella) dove sarà scoperta una lapide commemorativa in memoria di Don Leone
 
ore 18.00: Celebrazione Eucaristica, Chiesa “Maria SS. Stella del Mattino”
 
i parroci
condividi su