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Messaggio per la Santa Pasqua 2021

di S.E. Mons. Pasquale Cascio

Messaggio per la Santa Pasqua 2021

 

“Per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Is 53,5).

“Mostrò loro le mani e il fianco” (Gv 20, 10).

 

 

Carissimi,

poniamo questo lungo tempo di sofferenza, di preoccupazione e di paura tra queste due sponde della Parola di Dio: il servo sofferente (Is 53) e il Crocifisso-Risorto (Gv 20). In questa condizione non ci sentiamo solo minacciati, ma anche protetti e sicuri.

Innanzitutto c’è la misteriosità della sofferenza dell’uomo, catapultata, compressa e concentrata nella persona di Gesù, servo sofferente, “uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia” (Is 53, 3). Senza cadere in una patetica drammatizzazione, anche noi in questo tempo ci stiamo coprendo la faccia. Quale valore ha questo gesto? È per la difesa reciproca non dal fratello ma dal virus. Questa è la risposta immediata e autentica, ma deve liberarsi dal rischio di scivolare nel disprezzo, nella vergogna e nella separazione. Aspettiamo come liberazione il momento in cui si squarcerà come il velo del tempio e ci rivedremo faccia a faccia. Siamo tutti ad immagine e somiglianza del Creatore e del Crocifisso glorificato. Ora vediamo anche in quella mascherina il Cristo uomo dei dolori o, secondo l’arte scultorea napoletana, il Cristo velato. Quel velo non toglie alle piaghe del Crocifisso la potenza guaritrice e salvatrice; esso diventa il manto della giustizia e della misericordia divine, da cui è avvolto il Signore e in cui Egli avvolge ogni uomo e ogni donna. Giustizia e misericordia ci giustificano e, per grazia, ci salvano. La tenerezza misericordiosa di Dio Padre avvolge l’umanità sofferente del Figlio per raggiungere l’umanità nostra sofferente, peccatrice e votata alla morte. Per quel delicato e trasparente velo della misericordia, il Padre “ci ha gratificati nel Figlio amato” (Ef 1, 7). Il velo non fa da filtro alla grazia salvatrice, ma rende le ferite e le piaghe causa e strumento di salvezza. Esse raccontano il percorso della salvezza universale nel corpo di Gesù, Uomo-Dio: “Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia: dalle sue piaghe siete state guariti” (1Pt 2, 24). In questo tempo è giusto annunciare la nostra salvezza senza scorciatoie: sono stati necessari il percorso della croce, che non si cancella, ma salva, la forza delle piaghe e delle ferite, che non scompaiono ma danno la guarigione. La loro potenza guaritrice è liberante e dispone il vero discepolo alla sequela del Signore. Esse comunicano misericordia e offrono l’esempio da seguire: “Cristo patì per voi lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme” (1Pt 2, 21). Le piaghe di Cristo sono le orme a cui consegnare le nostre ferite, perché, ricevendo guarigione e grazia, diventino strumento di cura, attenzione e guarigione reciproca. Le ferite dell’umanità si incontrano nelle piaghe di Cristo per un vero cammino di fede, che segni il passaggio dall’essere erranti come pecore all’essere ricondotti al Pastore e custode delle nostre anime (cfr. 1Pt 2, 25).

In questo tempo turbato e triste, siamo chiamati ad uscire dalla chiusura individualista e dalla sterile commiserazione. Noi cristiani dobbiamo rafforzare la fede in Gesù, Buon Pastore, che ha dato la vita per le sue pecore e le raduna e le custodisce con le sue orme, impresse come ferite nella sua vera umanità per la nostra fragile umanità. In questa Pasqua viviamo l’esperienza degli apostoli di fronte al Risorto che mostra le cicatrici “delle mani e del fianco” (Gv 20, 20) e di San Tommaso che le cerca come segno per credere. Gesù invita Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani, tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (Gv 20, 27). Noi siamo chiamati a credere vedendo nelle mani dei fratelli e delle sorelle, come anche nelle nostre, i segni del Crocifisso-Risorto, che continua nell’umanità il suo percorso di dolore salvato e salvifico. Non dobbiamo toccare le ferite da increduli, ma come credenti nella Pasqua di Risurrezione, prendendoci cura dell’umanità sofferente con la dolcezza dell’amore fraterno. In questa Pasqua viviamo con Cristo il passaggio dal velo che nasconde, al velo che trasuda misericordia, dal velo che protegge le ferite al velo che le presenta come orme da seguire, dal velo che annuncia la novità del corpo risorto al velo che fa sentire la bellezza del comandamento nuovo dell’amore: “Vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in Lui e in voi perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera” (1Gv 2, 8). Sfolgori per tutti il sole di Pasqua, risuoni il cielo di canti, esulti di gioia la terra, perché Gesù è risorto e ci precede.

+ Pasquale Cascio

arcivescovo

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XXII Convegno nazionale della Pastorale della Salute

3-13 maggio 2021 (online)

XXII Convegno nazionale della Pastorale della Salute

 

Gustare la vita curare le relazioni

Una prospettiva per la pastorale della salute

3-13 maggio 2021 (online)

 

Al tavolo “I DIACONI IN PASTORALE DELLA SALUTE: ESPRESSIONE DI VOCAZIONE DI UNA CHIESA CHE SERVE” ha collaborato anche il nostro Ufficio diocesano di pastorale della salute relativamente ai temi “con le famiglie” e “con le strutture”.

 

Vi invito al prossimo XXII Convegno Nazionale di pastorale della salute promosso da questo Ufficio, che ha per tema: «Gustare la vita, curare le relazioni. Una prospettiva per la pastorale della salute». Le doverose misure precauzionali in atto ci impongono di svolgerlo completamente online. Vi invito pertanto a seguirlo attraverso i canali social dell’Ufficio Nazionale e a darne massima diffusione.

Potete trovare il programma, i relatori, gli enti organizzatori delle singole sessioni e i link di accesso nella pagina dedicata: https://www.convegnosalute.it/ Per partecipare attivamente alle sessioni, attraverso la piattaforma Webex (password: salus) o per seguire l’evento attraverso YouTube, trovate i link nella pagina: https://www.convegnosalute.it/le-sessioni/

Le SESSIONI TEMATICHE di approfondimento, curate da autorevoli IRCCS, dai Tavoli di lavoro istituiti presso l’Ufficio Nazionale e da altri Enti che collaborano stabilmente con noi, si svolgono da lunedì 3 maggio a lunedì 10 maggio. È possibile seguire la singola sessione ed invitare quanti siano maggiormente interessati, in particolare operatori sanitari, operatori e animatori della pastorale della salute, associazioni dedicate, gli Ordini professionali interessati.

Le SESSIONI PLENARIE si svolgo nei tre pomeriggi dell’11-12-13 maggio. Il tema del Convegno, dedicato al “gusto” (rinviato lo scorso anno per la prima emergenza pandemica) prosegue nella riflessione iniziata nel 2018 sui cinque sensi declinati nella pastorale della salute.

La partecipazione a tutte le sessioni è gratuita e non necessita di iscrizione. In allegato il libretto con il programma in formato pdf con i link attivi. Riteniamo che dare il massimo risalto a questa iniziativa possa andare incontro alle costanti richieste di formazione che vi raggiungono nelle vostre Diocesi. Nello Spirito della Pasqua del Signore, vi saluto cordialmente.

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Incontri on-line sensibilizzazione donazione organi_il link per entrare nella riunione

Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute

Sensibilizzazione donazione organi

Pastorale della Salute e Centro Regionale Trapianti Campania

30 aprile 2021 ore 18.30

L’Ufficio diocesano per la pastorale della salute riprende la sensibilizzazione su un argomento quanto mai importante e interessante: la donazione di organi.
Ancora una volta il dottor Enzo Del Giudice ha dato la propria disponibilità a concederci parte del suo tempo per essere presente in alcuni incontri online.
L’incontro sarà aperto a singoli, parrocchie, associazioni e chiunque fosse sensibile all’argomento.

Pertanto, chi fosse interessato acceda al link nella riunione in Zoom:
https://us02web.zoom.us/j/87423413511?pwd=YlNzSmVZcTdSbmVGb05MOXJDcDBLZz09

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Messaggio dei Vescovi della Campania

Conferenza Episcopale Campana

Abbiamo preso atto del recente studio epidemiologico e sanitario, commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 10 febbraio u.s. Il Rapporto è frutto di un accordo di collaborazione scientifica con l’Istituto Superiore di Sanità «finalizzato allo scambio di dati e di informazioni derivanti dalla sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nel Circondario di Napoli Nord, con riferimento agli eccessi della mortalità e dell’incidenza tumorale…».

Riteniamo il Rapporto di particolare importanza, in quanto si riconosce, per la prima volta, «un possibile ruolo causale e/o concausale dei siti di rifiuti, in particolare quelli incontrollati e illegali di rifiuti pericolosi, nell’insorgenza di queste malattie». È la conferma, da parte di indiscusse autorità, di quanto la popolazione ha percepito da tempo. Riconosciamo che si tratta di un atto ufficiale di notevole portata con il quale tutti, anche la cosiddetta “corrente negazionista” dovrà confrontarsi.

Auspichiamo che tale esempio virtuoso di collaborazione tra Enti ed Istituzioni possa continuare;

chiediamo che:

  • si estenda il monitoraggio sugli altri territori interessati all’inquinamento ambientale, sviluppando “un sistema di sorveglianza epidemiologica in particolare nelle province di Napoli e Caserta”;

 

  • si realizzino gli interventi evidenziati dai risultati dell’indagine che lo stesso Rapporto raccomanda:

 

  • bloccare qualsiasi attività illecita e non controllata di smaltimento di rifiuti;
  • bonificare i siti;
  • incentivare un ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti;
  • attivare un piano di sorveglianza epidemiologica permanente per le popolazioni;
  • sviluppare attività educative alla corresponsabilità.

 

annunciamo che il prossimo 17 aprile si terrà ad Acerra, dalle 9.00 alle 13.00, il Convegno nazionale Custodire le nostre Terre. Salute, ambiente, lavoro[1], promosso dalle Commissioni e dagli Uffici competenti della CEI e da noi vescovi della Campania.

Invochiamo dal Signore, per tutti in questo tempo di Quaresima, il dono di una costante conversione alla salvaguardia del creato.

Pompei, 2 marzo 2021

                                                                                                               I Vescovi

                                                                                       della Conferenza Episcopale Campana

[1] Il Convegno sarà trasmesso online sul canale YouTube dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute: www.youtube.com/ceipastoraledellasalute. Informazioni e programma completo sul sito della Diocesi di Acerra.

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Con prudenza e coraggio creativo

Messaggio dei Vescovi della Campaniaai presbiteri e a quanti sono impegnati nella difficile ripresa delle attività pastorali

Conferenza Episcopale Campana

 

Con prudenza e coraggio creativo

Messaggio dei Vescovi della Campania ai presbiteri e a quanti sono impegnati nella difficile ripresa delle attività pastorali

 

Carissimi,

in continuità con la “lettura sapienziale del tempo presente”, offerta nello scorso luglio, avvertiamo il bisogno, in questa fase che è segnata ancora dall’assedio dell’epidemia, di dire una parola amica, che incoraggi a guardare il futuro con speranza. Vorremmo raggiungere tutti voi, presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, laici e laiche, che siete impegnati nella difficile ripresa delle attività pastorali.

 

  1. «Sentinella, quanto resta della notte?» (Is 21,11). Questo testo di Isaia ha due punti che vanno tenuti ben presenti: la sentinella, immagine del profeta che legge la storia in anticipo rispetto agli altri, e la notte che rimanda al dramma di una storia che nemmeno il profeta riesce a penetrare. La condizione così delineata ha molti punti di aggancio con la nostra attualità. La domanda sulla durata della notte ci appartiene; è la nostra domanda di oggi: quanto resta della notte?

La crisi del Covid è stata come uno specchio per la Chiesa; essa ha rivelato quel che esisteva già: da una parte, la cura degli altri, il dinamismo, la creatività, ma, dall’altra anche l’inerzia, il ripiegamento su di sé, l’immobilismo davanti a nuove sfide.

In questa “notte” in cui la vita delle nostre comunità è ancora parzialmente bloccata, restiamo ammirati di molti di voi che hanno cercato di non perdere i contatti con i fedeli, anche attraverso forme nuove e creative. Rinnoviamo la riconoscenza a questi sacerdoti e operatori pastorali per la generosa disponibilità con cui, anche in questi mesi difficili, hanno saputo mantenere i contatti con le persone, in particolare i ragazzi e le loro famiglie, ricorrendo anche all’uso dei mezzi digitali. Li incoraggiamo a perseverare in questo cammino. Altri, invece, forse per la paura di possibili contagi, non hanno reagito all’immobilismo, magari attendendo che tutto passi. Invitiamo questi ultimi a non assumere un atteggiamento attendista. È vero: questo non è il tempo di fare programmi o di dare risposte, in quanto, come è stato detto, “siamo ancora sott’acqua”; ma è anche vero che bisogna evitare il rischio che, con il passare del tempo, il nostro popolo si disaffezioni, si “raffreddi” nell’appartenenza e nella partecipazione alla vita ecclesiale e si isoli sempre di più. Consigliamo, perciò, di riprendere con prudenza e coraggio creativo le attività pastorali, raccomandando, certamente, l’adozione delle misure di sicurezza, ma curando anche di non trascurare l’attenzione alle persone e alle relazioni.

Lo spirito di questo nostro intervento è quello di dare entusiasmo e di trasmettere il messaggio che dobbiamo riprendere il cammino e rimetterci in gioco, senza attendere altri tempi. Diciamo no all’ “accidia”, che potrebbe far morire il cammino delle nostre comunità.

Vi esortiamo ad avere uno sguardo di speranza, come ci ha invitato a fare Papa Francesco: «Per adorare il Signore bisogna anzitutto “alzare gli occhi”: non lasciarsi cioè imprigionare dai fantasmi che spengono la speranza, e non fare dei problemi e delle difficoltà il centro della propria esistenza. Ciò non vuol dire negare la realtà, fingendo o illudendosi che tutto vada bene. No. Si tratta invece di guardare in modo nuovo i problemi e le angosce, sapendo che il Signore conosce le nostre situazioni difficili… Quando fissiamo l’attenzione esclusivamente sui problemi, rifiutando di alzare gli occhi a Dio, la paura invade il cuore e lo disorienta» (Omelia nella Santa Messa nella Solennità dell’Epifania del Signore, 6 gennaio 2021).

 

  1. In questo tempo molti si aspettano dalla Chiesa che, attraverso la carità, sia vicina alle sofferenze della gente. L’abbiamo fatto e lo stiamo facendo: le nostre comunità ecclesiali, il nostro popolo hanno scritto, in questo periodo, una pagina di carità che resterà nella storia delle nostre Chiese. Come non ricordare qui il coraggio dei nostri sacerdoti, l’opera delle nostre Caritas, la generosità dei volontari, che hanno segnato, in maniera memorabile questi nostri giorni? Ma, ci chiediamo, la Chiesa è solo questo? È solo questo il suo compito in questo tempo di pandemia? Altri, soprattutto le Istituzioni, ci hanno chiesto di supportare l’azione dello Stato e di invitare i fedeli ad essere responsabili e ad adottare le misure di sicurezza. Durante il periodo del lockdown si sono lette e sentite molte esortazioni dei responsabili ecclesiali a seguire le regole sanitarie. Ma, anche qui, la Chiesa è solo questo? È solo questo il suo compito in questo tempo di pandemia? Che cosa è stato manifestato del messaggio specifico che è proprio ai cristiani? Forse abbiamo rinunciato a dire qualcosa di nostro, di evangelico, in questa situazione inedita e complessa? Esortiamo tutti ad esplicitare di più il nostro compito specifico in questa situazione: quello di offrire un supplemento d’anima, offrire un senso, dare un orientamento, indicare una rotta, una luce in questa notte che è scesa su di noi. Chi dona tutto questo è una Persona: Gesù Cristo.

 

  1. «Mi fu poi rivolta questa parola del Signore: “Che cosa vedi, Geremia?”. Risposi: “Vedo un ramo di mandorlo”. Il Signore mi rispose: “Hai visto bene: poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla”» (Ger 1, 11-12).

Con questo messaggio non intendiamo dare indicazioni concrete uguali per tutti, essendo diverse le situazioni delle nostre Diocesi e delle singole parrocchie, per spazi, operatori pastorali e risorse. Ma intendiamo offrire alcuni criteri a cui ispirarsi per affrontare questa fase nella vita pastorale delle nostre comunità. Secondo l’immagine usata dal profeta, questo è il tempo di generare “visioni”, cioè di fare spazio alla creatività, anche alla creatività pastorale. La ripresa delle attività pastorali è “necessariamente graduale e ancora limitata dalle misure di tutela della salute pubblica”, ma bisogna porre le condizioni “per aprirsi a nuove forme di presenza ecclesiale” (cf. Lettera della Presidenza CEI, 23 luglio 2020).

 

Ci sembra che, in questi mesi di emergenza sanitaria, siano emerse alcune priorità che proviamo ad indicarvi.

  • «Tu ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta: … di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri» Così diceva Papa Francesco in quella sera del 27 marzo. Anzitutto, reimpostare la rotta verso di Lui. La pandemia ha riportato a galla la verità profonda che tutte le cose sono precarie e transitorie. Questa crisi può essere l’occasione per riscoprire che nonostante tutto c’è un punto fermo da cui ripartire, e questo punto fermo è Dio. Questo è il tempo di rimettere “in auge” parole antiche che forse abbiamo dimenticato: la domanda sulla vita, sulla morte, sull’orizzonte ultimo della vita eterna. Pertanto, esortiamo le nostre comunità a dare maggiore spazio, in qualsiasi forma, alla Parola di Dio, alla catechesi degli adulti.
  • Esortiamo a riprendere i cammini di fede, soprattutto per l’iniziazione cristiana dei ragazzi, valorizzando le sapienti “Linee guida per la catechesi in Italia in tempo di Covid”, dal titolo “Ripartiamo insieme”, offerte dall’Ufficio Catechistico Nazionale nel giugno scorso.

Si adotti un sapiente equilibrio tra la forma “in presenza” e la modalità online.

«Le nuove tecnologie sono di grande aiuto per tenere i contatti e per svolgere attività ma non possono sostituire la ricchezza dell’incontro personale, della presenza … I ragazzi, i giovani e l’intera comunità hanno bisogno che le parrocchie, gli oratori, le scuole possano tornare il prima possibile a svolgere la loro funzione di contesti di crescita. Non ci potrà essere un ritorno improvviso alle condizioni di prima, ma fin d’ora tutti sono sollecitati a fare la propria parte, partendo da quello che questo tempo sta mettendo in evidenza» (Consiglio Permanente della CEI del 26 gennaio 2021).

  • Come già indicavamo nel documento di luglio, tra le “cose nuove” sperimentate nel tempo della pandemia c’è la ripresa della preghiera in famiglia, che è opportuno continuare in tutte le sue forme.
  • Nuovo spazio occorre dare al “prendersi cura” gli uni degli altri e a dare vita ad una nuova fantasia della carità.
  • Cogliamo questo tempo per mettere in movimento un cammino di formazione degli operatori per il “dopo pandemia”.
  • “Tutto è connesso”: l’emergenza sanitaria è strettamente connessa all’emergenza sociale e a quella ambientale. Esortiamo a vivere la prossima Quaresima offrendo nelle nostre comunità riflessioni e preghiere sulla Laudato  si’, a cui Papa Francesco ha dedicato quest’anno in corso.

 

  1. Ci permettiamo, poi, di raccomandarvi alcune sollecitudini:
  • La centralità dell’Eucarestia domenicale: non possiamo accettare che si radichi nel nostro popolo la mentalità di ritenere che l’Eucarestia rientri tra i beni considerati non necessari, di cui si può fare anche a meno, né l’opinione secondo la quale “assistere” alla Messa in televisione sostituisca la partecipazione in presenza all’Eucarestia. Perciò, esortiamo vivamente i fedeli a partecipare all’Eucarestia domenicale, superando la paura e avendo fiducia sulle garanzie di sicurezza delle nostre chiese.
  • Esortiamo a non trascurare il sacramento della riconciliazione, l’adorazione eucaristica e la preghiera personale; a tale riguardo, invitiamo vivamente i presbiteri a lasciare aperte le chiese.
  • Esortiamo i pastori ad esprimere concreta vicinanza agli ammalati e alle famiglie colpite dal lutto e dal dolore.
  • Nella celebrazione delle esequie si accolgano in chiesa anche i defunti “interessati dal Covid-19”, secondo le recenti disposizioni del Ministero della Salute[1]. Si evitino accuratamente gli assembramenti.

 

  1. Rivolgiamo, infine, una parola ai sacerdoti.

Quello che sta accadendo ci porta a ridare più spazio ad un aspetto del nostro ministero che è stato sempre presente ma che oggi forse dobbiamo vivere con una consapevolezza rinnovata: pregare e intercedere per il popolo che ci è stato affidato. Questo appare oggi come il ministero più prezioso, il primo e fondamentale, dal quale trae forza ogni altro. Le circostanze ci spingono a tornare al posto che ci spetta, preferendo a tutto il resto la preghiera e l’annuncio del Vangelo (cf At. 6,4). Questo esige di farci carico delle domande e delle sofferenze della nostra gente. Solo se viviamo la vicinanza a loro, li potremo portare con noi nella preghiera e intercedere per loro.

Un’ultima parola di incoraggiamento intendiamo indirizzarla ai nostri Seminari: seguiamo con particolare trepidazione gli sforzi che stanno facendo per assicurare la formazione dei seminaristi, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie. Vi accompagnino il nostro sostegno e la nostra benedizione.

 

Pompei, 2 febbraio 2021

I vostri vescovi

[1] «Sono consentite cerimonie funebri in luoghi di culto, sale del commiato, case funerarie, purché a feretro sigillato e disinfettato esternamente e non sussista divieto di esecuzione con ordinanza del sindaco in situazioni di consistente focolaio». (Circolare del Ministero della Salute dell’11 gennaio 2021. Allegato 1).

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In ricordo di Don Antonio Tenore

lunedì 19 aprile alle ore 18.30 sarà celebrata l’Eucarestia presieduta dall’Arcivescovo

 

A un anno dalla dipartita di don Antonio Tenore, nella sua parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Bisaccia lunedì 19 aprile alle ore 18.30 sarà celebrata l’Eucarestia presieduta dall’Arcivescovo mons. Pasquale Cascio in memoria e in suffragio di questo nostro fratello presbitero, Direttore dell’Ufficio Scuola.

Un invito ad unirsi alla preghiera.

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Indicazioni per le Celebrazioni Liturgiche della Settimana Santa 2021

Indicazioni per le Celebrazioni Liturgiche

della Settimana Santa 2021

 

Ai parroci

Carissimi,

l’avvicinarsi della Settimana Santa richiede di offrire e precisare le modalità delle celebrazioni in questo tempo ancora di diffusa pandemia. Ricordo ancora una volta che le modalità indicate ci aiutano ad incarnare la celebrazione liturgica nel contesto concreto di questo tempo: l’evento di Grazia celebrato è salvifico perché è incarnato, la tentazione di prescindere dai condizionamenti rischia di rendere la celebrazione un mito alienante.

Le indicazioni tengono conto degli orientamenti offerti dalla CEI in data 23 febbraio 2021, che a loro volta tengono presenti le indicazioni della Congregazione per il Culto divino del 17 febbraio scorso; questi testi sono già stati comunicati al presbiterio, ora saranno ripresi, aggiungendo, dove è necessario, qualche precisazione contestualizzata per la nostra realtà diocesana.

 

  1. Per la Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano. Si evitino assembramenti dei fedeli; i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami. Dove si ritiene opportuno si utilizzi la terza forma del Messale Romano, che commemora in forma semplice l’ingresso del Signore in Gerusalemme.
  2. La Messa crismale, prevista per il 31 marzo, è stata rinviata a data da destinarsi durante il tempo di Pasqua.
  3. Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia. Non ci sia la distribuzione del pane. Si vigili durante i tempi destinati all’adorazione personale perché siano rispettate le norme di prevenzione.
  4. Il Venerdì Santo, riprendendo l’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12), il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. Troverete il testo previsto dalla CEI “per i Tribolati” come Allegato 1 di queste indicazioni. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione. Aggiungo che non ci sia alcuna forma di processione o via crucis, all’interno o all’esterno della chiesa.
  5. La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco. Aggiungo che per rispettare il coprifuoco, fissato per le ore 22, si stabilisca l’orario della celebrazione con largo anticipo, senza la pretesa di attendere l’imbrunire o il buio. Tra gli obiettivi ci sia la serena partecipazione dei fedeli all’atto liturgico. Non ci sia alcuna distribuzione di acqua benedetta.

 

Per eventuali dubbi o chiarimenti, sono a vostra disposizione, con la raccomandazione di spiegare al popolo di Dio che non si tratta di “arrangiare” le celebrazioni, ma di viverle con fede, serenità e comunione.

Raccomando anche di offrire tempi e spazi per il sacramento della Riconciliazione, sia con la liturgia penitenziale con le confessioni individuali, sia con tempi stabiliti solo per l’ascolto delle confessioni individuali.

Fiducioso nello spirito di comunione fraterna e di zelo apostolico, benedico di cuore tutte le comunità perché sperimentino in questa Pasqua ancora una volta la potenza salvatrice di Gesù Cristo.

Sant’Angelo dei Lombardi, 18 marzo 2021

+ Pasquale Cascio
      Arcivescovo   

Link:

Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti

Le celebrazioni della Settimana Santa 2021

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20210217_settimanasanta-2021_it.html

 

Conferenza episcopale italiana

Orientamenti per la Settimana Santa 2021

https://www.chiesacattolica.it/orientamenti-per-la-settimana-santa-2/

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Sussidio_Andate da Giuseppe

Ufficio Liturgico

Ufficio Liturgico

 

Andate da Giuseppe

 

In occasione dei 150 anni del Decreto Quemadmodum Deus, con il quale il Beato papa Pio IX dichiarò san Giuseppe Patrono della Chiesa Cattolica, papa Francesco, con la Lettera apostolica Patris corde, ha indetto uno speciale Anno di san Giuseppe, dall’8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021.

L’Ufficio Liturgico Nazionale ha predisposto un sussidio liturgico-pastorale che, mediante qualche schema di celebrazione, testi e orazioni antichi e recenti dedicati a san Giuseppe, potrà sostenere la preghiera delle nostre comunità ecclesiali.

Nelle diverse Chiese che sono in Italia non mancherà il costante e significativo richiamo alla dimensione della carità, evidenziando la particolare concessione dell’Indulgenza a «coloro i quali, sull’esempio di san Giuseppe, compiranno un’opera di misericordia corporale o spirituale». Altresì, saranno valorizzati i santuari o le chiese parrocchiali intitolate a san Giuseppe, come punti di riferimento per la preghiera comunitaria e personale e per la celebrazione del sacramento della riconciliazione. Ogni diocesi saprà indicare i tempi e i modi più opportuni per venerare san Giuseppe e invocare la sua protezione sulla Chiesa, sulle famiglie e sull’intero popolo di Dio.

 

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dipartita del dottor Angelo Frieri

 

L’Arcivescovo e l’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia partecipano al dolore della famiglia Frieri per l’improvvisa dipartita del dottor Angelo Frieri, direttore sanitario dei Presidi Ospedalieri “Gabriele Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi e “Sant’Ottone Frangipane” di Ariano Irpino. Pregano il Padre misericordioso perché gli dia il premio riservato agli operatori di misericordia e di carità, ringraziano il compianto direttore per tutto il bene compiuto verso tutti e verso ciascuno, propongono la sua figura come esempio speciale di cristiano, di medico, di solerte funzionario dello Stato, di uomo di sicura lealtà e speciale ed umile umanità.

Caro Angelo, Gesù, buon samaritano, ti accolga come il buon samaritano della nostra sanità territoriale.
Grazie.

Sant’Angelo dei Lombardi, 19 marzo 2021

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