Ufficio diocesano per Problemi Sociali e il Lavoro
Gli incentivi di Invitalia Resto al Sud e Italia Economia Sociale
14 dicembre 2022, ore 18.00
Abbazia del Goleto
c.da San Guglielmo – Sant’Angelo dei Lombardi (Av)
Saluti di benvenuto e apertura lavori
S.E. Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo
Interventi:
Resto al Sud
Giuseppe Glorioso, Invitalia
Italia Economia Sociale
Vincenzo Durante, Responsabile Area Occupazione, Incentivi e Innovazione, Invitalia
Testimonianze di imprenditori del territorio che hanno già usufruito di Resto al Sud
Sono invitati gli istituti di credito locali
Al termine sarà possibile fare degli incontri One to One con gli esperti di INVITALIA
«L’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia ha chiesto e ottenuto di essere accreditata da Invitalia come ente presso il quale aprire uno sportello informativo sulle misure di sostegno al credito, in special modo sulla misura Resto al Sud.
La nostra è la prima Diocesi del Meridione ad aver ottenuto l’accredito e mercoledì 14 dicembre presenteremo presso l’Abbazia del Goleto la nostra iniziativa nonché le misure di Invitalia Resto al Sud e Italia Economia Sociale.»
Don Rino Morra, direttore Ufficio diocesano per Problemi Sociali e il Lavoro
L’Arcivescovo, Il Presbiterio e tutta la Comunità Diocesano lodano e ringraziano la Santissima Trinità per il dono della persona e del ministero sacerdotale di Don Giuseppe Mauro Perillo, parroco di Montemarano (Av), presbitero diocesano, configurato a Gesù Sacerdote, completamente al servizio di Dio e del suo popolo.
Uomo ricco di fede, di cultura e di intraprendenza pastorale, ha profuso la sua opera per il progresso spirituale e umano della Comunità ecclesiale e civile di Montemarano e dell’intera Arcidiocesi, con un’attenzione speciale per i ragazzi e per la gioventù.
La sua memoria sarà perenne per i tanti segni lasciati e per tutti i cuori raggiunti della sua premura pastorale.
L’Arcivescovo, i Confratelli Sacerdoti, i Diaconi unitamente ai Familiari tutti annunciano il ritorno alla Casa del Padre Celeste del carissimo P. Giuseppe Mauro Perillo parroco di Montemarano.
La camera ardente è stata allestita presso la Cattedrale Santa Maria Assunta in Piazza del Popolo (Montemarano).
E’ aperta dalle ore 8.00 alle ore 20.00.
Le esequie avranno luogo Lunedì 28 novembre 2022 alle ore 15.00 presso la Cattedrale (Montemarano).
La salma sarà tumulata nel cimitero di Montemarano.
Non sono consentite le condoglianze
Non fiori ma un contributo da devolvere in favore dei bambini bisognosi.
Lioni, convento San Rocco_26 novembre 2022 - ore 10.00
AI PARROCI E
AGLI OPERATORI PASTORALI
(secondo le proprie Ministerialità)
LORO SEDI
Carissimi/e,
seguendo il percorso sinodale nella programmazione del secondo anno, facendo seguito alla decisione del Consiglio Pastorale Diocesano di scegliere tra i cosiddetti “Tre Cantieri di Betania” (il secondo Accoglienza nella casa e il terzo Diaconìa e Ministerialità) abbiamo deciso di dedicare la prima Assemblea Diocesana alla presentazione del terzo Cantiere sulla Diaconìa o Ministerialità, così come presentato dal documento preparatorio del Sinodo. Volendo rimanere legati anche alla situazione diocesana, è stata fatta una piccola indagine da alcuni incaricati del medesimo Consiglio, sulla Ministerialità vissuta nella nostra chiesa diocesana prima dell’anno 2000 e dopo il 2000. Si tratta di numeri che riguardano il coinvolgimento, delle parrocchie, pur nella loro aridità ci aiutano a guardare con oggettività all’esperienza della nostra chiesa.
Pertanto è utile e fruttuoso ritrovarsi in Assemblea sabato 26 novembre 2022, presso il convento di SanRocco in Lioni, per accogliere la progettualità sinodale e allo stesso tempo confrontarla con i dati e le esperienze delle nostre comunità. Le nostre Assemblee, già vissute in passato, hanno oggi ancora di più una valenza sinodale, per cui sono invitati tutti gli operatori pastorali che, in quanto tali e a diverso titolo, vivono la Ministerialità nelle nostre parrocchie. Nella presentazione del Cantiere saremo aiutati dal Rev.do don Gerardo Albano, docente di Ecclesiologia presso l’Istituto Teologico del Seminario Metropolitano “San Giovanni Paolo II” di Salerno. Il programma della mattinata è il seguente:
Ore 9.30: Accoglienza
Ore 10:00: Ora Media-Terza
Ore 10.15: Relazione
Ore 11.15: Pausa
Ore 11.30: Ascolto fraterno in assemblea o in tavoli sinodali (si deciderà al momento)
Ore 12.30: Saluti finali.
Confidando in una partecipazione motivata e attiva, salutiamo cordialmente.
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ARCIDIOCESI DI
SANT’ANGELO DEI LOMBARDI-CONZA-NUSCO-BISACCIA
SINTESI SINODO 2021-2023
Introduzione
L’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, seppur molto estesa territorialmente, conta all’incirca settantatremila residenti, divisi in trentasei parrocchie. Il cammino sinodale avviato nell’ottobre 2021 ha vissuto e sta vivendo la fase narrativa. Il Consiglio Pastorale Diocesano è stato designato come organo sinodale, ad esso è stato affidato il compito di “promuovere, coordinare e sostenere il percorso che siamo chiamati a vivere”[1]. In merito al processo partecipativo, l’indicazione è stata quella di procedere con gradualità, ma non con lentezza e, seppur inviando alle parrocchie delle linee guida percorribili, è stata lasciata libertà di organizzarsi. Il percorso proposto in concreto ai Consigli Pastorali Parrocchiali prevede, come primo appuntamento, di incontrare i propri membri per conoscere e discutere del Sinodo e avviare una prima consultazione. Quindi proporre un secondo appuntamento rivolto a tutti gli operatori pastorali e, come terzo appuntamento, la convocazione di una assemblea parrocchiale aperta a tutti.
Il processo partecipativo ha fin qui intercettato i Consigli Pastorali Parrocchiali e, tra le associazioni presenti sul territorio, l’Azione Cattolica diocesana. Agli incontri, laddove richiesto dai parroci, hanno partecipato alcuni facilitatori, membri del Consiglio Pastorale Diocesano che hanno dato la loro disponibilità a questo servizio.
Questa sintesi tiene conto di tutti gli incontri sinora svolti; infatti la fase narrativa, proseguirà ancora fino all’estate con le tappe successive, in base al percorso delineato dall’organo sinodale: dopo l’incontro dei Consigli Pastorali Parrocchiali (al momento, si sono riuniti i Consigli di otto parrocchie), è prevista la consultazione degli operatori pastorali (laddove non siano o saranno già coinvolti insieme con il Consiglio Pastorale Parrocchiale) e quindi dell’assemblea parrocchiale.
I tempi della consultazione dei Consigli Pastorali Parrocchiali sono stati condizionati dalla nuova ondata di pandemia, rallentandone il prosieguo. La modalità online non è stata considerata un’opzione percorribile, preferendole la possibilità dell’incontro personale.
Gli incontri si sono svolti tutti in un clima di serenità, alla presenza dello Spirito: sono stati introdotti dall’invocazione allo Spirito e/o dalla proclamazione della Parola. “La franchezza e la semplicità si è riscontrata in tutti i racconti”[2] dei partecipanti, tutti hanno preso la parola. Non si è trattato di grandi numeri, perché, come riportato sopra, sono stati intercettati ancora solo i Consigli Pastorali Parrocchiali. La maggior parte degli incontri si è lasciata guidare dalle tre piste di riflessione proposte “come aiuto concreto ai vari momenti di ascolto”[3]: “1. Come vedi la tua comunità parrocchiale e come ti poni in essa? 2. Come vivi il tuo servizio all’interno della comunità? Valuta il grado di unità che si raggiunge. Hai mai pensato di offrire la tua collaborazione? Cosa ti spinge e cosa ti frena? 3. Come vedi la testimonianza complessiva della nostra Chiesa sul territorio?”[4]
Temi
Il Covid è stato da tutti identificato e proclamato come una sciagura, una piaga. L’esperienza della pandemia ha segnato e continua a segnare profondamente la vita della Chiesa diocesana, ma ancor prima delle persone e delle famiglie. La paura dell’incontrare l’altro ha preso il sopravvento sulla gioia dell’incontro, ha determinato smarrimento, solitudine e profonda tristezza. Le restrizioni, applicate e rispettate per far fronte alla pandemia soprattutto nella prima fase, hanno disabituato alla presenza, ecco quindi che ad esempio alla celebrazione comunitaria viene preferita la celebrazione trasmessa in televisione. Si avverte, inoltre, un senso di “incapacità a rientrare nelle dinamiche parrocchiali”[5].
Le comunità appaiono distratte, assenti, dormienti o addirittura in letargo; legate dalle tradizioni; che si accontentano. Le chiese sono vuote, per molti non è solo una conseguenza della pandemia ma anche della scristianizzazione della società.
La scarsa presenza delle famiglie e dei giovani, sia nelle celebrazioni che nella vita parrocchiale, genera una profonda frustrazione e fa venire meno il confronto tra le generazioni. La mancanza di entusiasmo si riflette in celebrazioni tristi (anche se non rispecchia la totalità dei casi). La vita delle comunità è segnata spesso da tensioni, rancori, incomprensioni, mancanza di collaborazione tra i vari gruppi, dissapori per mancanza di sincerità. Tutto questo determina una difficoltà nel vivere relazioni autentiche tra le persone.
La Chiesa viene spesso vista come un ente, una struttura amministrativa, che persegue “modalità pastorali che non rappresentano il segno dei tempi”[6]. Spesso viene considerata lontana dalle problematiche di carattere sociale. Il suo linguaggio non è al passo coi tempi.
Nonostante la prima analisi possa restituire un’immagine piuttosto grigia, molti sono i segni di speranza emersi durante l’ascolto.
Forte è il desiderio di rimettersi in cammino, nonostante la paura del Covid freni ancora molto, di costruire rapporti profondi, recuperare le relazioni coltivando un atteggiamento di cordialità, per perseguire obiettivi comuni. Emerge un forte bisogno di Dio, di “dedicarsi con maggiore slancio alla cura interiore, con la preghiera, la confessione, … incontri spirituali”[7] anche a livello diocesano. La preghiera non viene meno, grazie ad essa e per essa ci si ritrova.
Molti manifestano fedeltà alla propria comunità, il senso di appartenenza a una grande famiglia dove “ci si sente amati nonostante le differenze di vedute”[8]. C’è bisogno di sentirsi parte di una comunità e di dedicarsi ad essa. Molti esprimono la gioia del proprio servizio, vissuto con fede e gratuità, spinti dal desiderio di fare qualcosa per il Signore, frenati in parte dalla mancanza di tempo, in alcuni casi anche per timore delle critiche. Il servizio alla comunità è il proposito di chi, non svolgendone ancora uno, tuttavia aspetta di essere coinvolto. “Se vengo chiamato, ci sono”: buona prassi diventa allora, per coloro che sostengono “siamo quelli chiamati ad esserci”[9], di farsi promotori e sollecitare alla partecipazione e al servizio.
Rendere grazie e ripartire da quello che si ha: le tradizioni, la pietà popolare, la “richiesta” dei sacramenti. Sono riconosciute come occasioni di grazia perché in esse Dio parla all’uomo.
Attenzione a chi è in difficoltà: la pandemia ha creato nuovi bisogni derivanti soprattutto dalla crisi economica. Nelle comunità emerge un buon grado di attenzione verso gli ultimi, in particolare dove è presente la Caritas.
Si auspica un maggiore protagonismo delle donne, che “sono un punto importante nella Chiesa, guidano il Rosario, la preghiera, ma non hanno un ruolo importante”[10].
Conclusioni
Come anticipato nell’introduzione, questa sintesi tiene conto dei contributi ricevuti fin qui da otto parrocchie. Anche se restituisce uno spaccato piccolo in proporzione al numero delle parrocchie, emerge un forte desiderio di riprendere il cammino, di rileggere con gli occhi della fede il nostro tempo per riscoprire la bellezza di essere parte di una stessa comunità e annunciare la gioia dell’incontro.