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ultimo protocollo d’intesa tra il Ministero dell’ Interno e la CEI 27/06/2020

Carissimi Confratelli,

secondo l’ultimo protocollo d’intesa tra il Ministero dell’ Interno e la CEI è possibile distribuire l’Eucaristia ai fedeli senza l’ uso dei guanti. Il Celebrante e i Diaconi, dopo essersi comunicati, procedano ad una scrupolosa igienizzazione delle mani con soluzioni idroalcoliche e distribuiscono ai fedeli le specie eucaristiche solo sul palmo della mano, evitando “qualsiasi contatto tra le mani dell’ officiante e quelle dei fedeli medesimi”.

Si ricordi, però, ai Fedeli di igienizzare sempre le mani entrando in chiesa. Rimane l’obbligo, per i fedeli, di indossare la mascherina durante la celebrazione; per il celebrante è obbligatoria durante la distribuzione della Comunione.

Nella medesima nota si concede agli sposi, nel rito del matrimonio, di stare senza la mascherina.

Rimane invece obbligatorio l’ uso della medesima per il celebrante durante il rito e a tutti i fedeli che partecipano alla celebrazione.

Continuiamo ad accompagnare ed educare il nostro popolo alla responsabilità, seguendo, passo dopo passo, le disposizioni della CEI e del Governo, che sono frutto di studio e di reale conoscenza degli attuali indici epidemiologici.

Confidando nella collaborazione di tutti, saluto e benedico di cuore.

Pasquale Cascio, arcivescovo.

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Santuario di San Francesco a Folloni Montella (Av)

Celebrazione Eucaristica sabato 12 settembre 2020 ore 18.00

10° anniversario di ordinazione dei Diaconi Permanenti e Conferimento del Ministero del Lettorato al Seminarista Francesco Capone

Celebrazione Eucaristica sabato 12 settembre 2020 ore 18.00
Santuario di San Francesco a Folloni Montella (Av)

10° anniversario di ordinazione dei Diaconi Permanenti e
Conferimento del Ministero del Lettorato al Seminarista Francesco Capone

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su alcuni aspetti della celebrazione dei sacramenti in tempo di emergenza sanitaria

Messaggio ai sacerdoti della Conferenza Episcopale Campana, con nota diocesana (22/06/2020)

Conferenza Episcopale Campana

MESSAGGIO AI SACERDOTI

Le seguenti linee unitarie, valide per le Diocesi della Campania, su alcuni aspetti della celebrazione dei sacramenti in tempo di emergenza sanitaria presuppongono una “lettura sapienziale” del tempo che stiamo vivendo e che noi vescovi vi proporremo in un prossimo incontro. In continuità con le linee già consegnate nel “Messaggio ai sacerdoti” del 13 maggio u.s., disponiamo quanto segue:

1. Celebrazione delle Prime Comunioni
Si dà la possibilità di celebrare le Prime Comunioni nel nuovo anno pastorale, a condizione che sia premesso un congruo tempo di catechesi. La celebrazione avvenga secondo le prescrizioni sanitarie vigenti e, preferibilmente, a piccoli gruppi.

2. Celebrazione delle Cresime
La Celebrazione delle Cresime rimane temporaneamente sospesa secondo l’attuale Protocollo tra Governo e CEI. Si chiederà alla CEI di farne oggetto di riflessione nel tavolo di lavoro con il Governo.

3. Richiesta di celebrazione dei Matrimoni di domenica o in luoghi diversi dall’aula liturgica
Con riferimento ad alcune richieste in tal senso, i vescovi dispongono che, nelle Diocesi dove il sacramento del matrimonio non si celebra di domenica, tale norma continua ad essere in vigore. Non è consentita la celebrazione del matrimonio in luoghi diversi dall’aula liturgica sua propria, secondo la norma del Codice di Diritto Canonico.

4. Processioni e feste patronali
In attesa di una interpretazione più soddisfacente del recente Decreto (11 giugno 2020) del
Ministero sulle “modalità di svolgimento delle processioni religiose”, soprattutto in ordine alla sicurezza sanitaria e all’attribuzione delle responsabilità, si conferma quanto già stabilito, e cioè: «Le processioni e feste patronali, per altro già non consentite dalle attuali prescrizioni del Governo, siano sospese fino a nuove disposizioni. Rientrano in tale provvedimento anche quelle manifestazioni che prevedano, pur senza il concorso di popolo, il portare la statua del santo per le strade. Il divieto delle feste patronali è motivato anche dalla drammatica crisi sociale seguita all’emergenza sanitaria: non sarebbe tollerabile assistere a feste utilizzando le offerte della gente mentre aumentano i poveri».

5. Celebrazione dei battesimi e padrini non cresimati
Gli aspiranti padrini non cresimati non possono fungere da padrini (can 874). Si prenda in considerazione quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico (can. 872): «Al battezzando, per quanto è possibile, venga dato un padrino».

Pompei, 16 giugno 2020

I vescovi della Conferenza Episcopale Campana

NOTA DIOCESANA

Riguardo al punto 1 sulla Celebrazione delle Prime Comunioni del Messaggio ai sacerdoti della Conferenza Episcopale Campana del 16 giugno 2020, ogni parroco, in accordo con le famiglie, può stabilire delle date, già a partire dall’estate, anche a piccoli gruppi, valutando nella propria realtà la preparazione dei ragazzi.

Per il punto 3 sulla Celebrazione dei Matrimoni di domenica, ricordo che nella nostra Diocesi molte parrocchie già celebrano il matrimonio nel giorno festivo. Nell’incontro dei parroci del 6 giugno 2020 fu deciso che anche le parrocchie che al momento non celebrano il matrimonio di domenica, su richiesta degli sposi, con il nulla osta ad hoc del vescovo, devono concedere agli sposi per gli anni 2020 e 2021 la celebrazione del matrimonio nel giorno festivo. Fu anche detto che era un modo concreto per venire incontro alle necessità delle famiglie in questo tempo di emergenza e di ricomprensione di alcune prassi.

Mentre al punto 5 circa i Battesimi con padrini non cresimati, si faccia il possibile perché ogni battezzando abbia il suo padrino o madrina; in caso di difficoltà si consulti il vescovo.
In ogni caso, per tutti e cinque i punti, le possibili difficoltà insorgenti siano affrontate in comunione con il vescovo e nella salvaguardia della comunione nella comunità.

Sant’Angelo dei Lombardi, 22 giugno 2020

+ Pasquale Cascio
Arcivescovo

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Tribunale Ecclesisastico diocesano è on-line il nuovo sito

E’ on line il sito del Tribunale Ecclesisastico diocesano dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia (http://tribunale.diocesisantangelo.it/)

 

NEWS

Dal 1° maggio 2020 è possibile chiedere l’iscrizione all’Albo degli Avvocati e all’Albo dei Periti del Tribunale Ecclesiastico diocesano dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.

All’interno di questo sito si trovano l’elenco del materiale da produrre e i moduli da compilare e inviare all’indirizzo di posta elettronica tribunaleecclesiasticoscnb@pec.it.

In seguito, non appena sarà possibile, l’Arcivescovo contatterà singolarmente i vari candidati per un colloquio personale.

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I Vescovi della Metropolia beneventana dal Presidente Mattarella

COMUNICATO STAMPA

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

 

COMUNICATO STAMPA

 

I Vescovi della Metropolia beneventana

dal Presidente Mattarella

Palazzo del Quirinale – Roma, 25 giugno 2020, ore 12.00

In vista del secondo Forum degli Amministratori, in programma nel prossimo autunno (data ancora da fissare), giovedì 25 giugno alle ore 12, i vescovi promotori * della Lettera agli Amministratori Mezzanotte del Mezzogiorno? s’incontreranno al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per discutere dei temi sottolineati con forza nel documento rivolto agli Amministratori e per chiedere una rinnovata attenzione ai territori delle “aree interne”, questione che non può continuare a restare marginalizzata nell’Agenda di Governo: quello sannita-irpino, infatti, è un territorio povero di popolazione e di risorse, che dopo la pandemia vedrà – facile previsione – aumentare il numero dei poveri. Ironia della sorte, proprio la recente pandemia ha peraltro messo drammaticamente in luce le potenzialità delle aree interne rispetto ai grandi raggruppamenti urbani e alle aree metropolitane.

I vescovi sono fiduciosi che l’attenzione e le parole di stima che – nell’udienza concessa agli educatori del seminario di Posillipo nel febbraio di quest’anno – il Presidente della Repubblica ha avuto per la loro iniziativa e per la promozione di un percorso che veda uniti amministratori delle realtà più fragili del Paese, non cadranno nel vuoto. Essi non pretendono, né intendono, sostituirsi a nessuno arrogandosi compiti che non competono loro. Non spetta infatti ad essi formulare progetti di chiara valenza politica, né, ancor meno, programmi. Piuttosto, in risposta a quello che è il loro compito di pontefici, ai quali spetta essenzialmente costruire ponti, intendono proporre un metodo che, anche in politica come in economia, tenga fermo il primato della comunione. E il metodo è quello del camminare insieme, di “fare rete, quindi, gioco di squadra, programmando insieme una politica di sviluppo: se riuscissimo nell’intento, tutti ne trarremo vantaggio; in caso contrario, tutti saremo destinati a perdere” (Mezzanotte del Mezzogiorno?).

Essi sono convinti che un serio progetto per le Aree interne avrebbe ricadute positive, anche sul piano economico, per tutta la Nazione. In un contesto dove i rapporti umani sono più forti e stabili che non nei grandi raggruppamenti urbani o – peggio ancora – nelle aree metropolitane –, risultano infatti più facili anche quei legami di solidarietà che in altri contesti lo Stato deve impegnarsi a garantire (non sempre con efficienza né efficacia) con grosso dispendio economico. Nei nostri piccoli Comuni molte persone si prendono cura dei vicini anziani, vigilando su di loro a distanza, come faceva Miriam, la sorella di Mosè, quando il fratello infante, nel cestino, fu affidato alla Provvidenza. Ebbene, quante persone potrebbero vivere in modo più dignitoso e sereno la propria vecchiaia in questi territori (invece che in tante case di riposo…), e quanto beneficio economico ne trarrebbe lo Stato, se vi fosse un progetto serio per rivitalizzare le nostre terre?

I vescovi sono convinti che il Presidente della Repubblica saprà confortare la loro azione anche con suggerimenti e stimoli affinché essa convinca gli attori dello scenario politico-amministrativo a sperimentare nuove prassi e a praticare finalmente azioni convergenti e, perciò, produttive per il bene delle comunità.

 

“Ritengo che questo incontro con la più Alta Carica dello Stato – afferma Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia – darà risonanza nazionale alla situazione grave e allarmante dei nostri territori, ponendoli in relazione e coesione sociale con le altre aree interne italiane. In questo modo le proposte e le risposte potranno avere una progettualità politica e amministrativa condivisa in Parlamento e nell’azione governativa. Il Presidente della Repubblica, quale arbitro e garante delle istituzioni, si fa anche promotore delle concrete aspettative delle popolazioni, ponendole come questioni sociali e istituzionali”.

 

Il 13 maggio 2019 i vescovi della Metropolia di Benevento sottoscrissero un documento dal titolo: Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori, nel quale mettevano a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle cosiddette “aree interne”. Rifiutando di aderire alla rassegnazione, come se i giochi, ormai, fossero fatti e l’unica possibilità rimasta quella di un accanimento terapeutico per ritardare, quanto più possibile, la morte dei propri territori, esortavano ad agire non in maniera disorganica o, ancor peggio, scomposta, ma con una progettualità profetica, con “un progetto strategico di lunga gittata che miri a privilegiare l’interesse comune, il quale solo può consentire il benessere di tutti, singole persone come enti locali”.

Nei giorni 24-25-26 giugno 2019, si tenne il Primo Forum degli Amministratori Campani, con la relazione introduttiva del prof. Luigino Bruni; intanto, il 12 giugno, Papa Francesco aveva scritto, per l’occasione, una lettera all’arcivescovo di Benevento, nella quale affermava: “La condizione precaria delle fasce più deboli della società richiede da parte di tutti – istituzioni, comunità ecclesiali, realtà educative ed assistenziali – un costante sforzo per chinarsi sulle difficoltà e le sofferenze di tanti nostri fratelli e sorelle, offrendo loro gesti concreti di condivisione e di solidarietà. Auspico, pertanto, che si dedichi ogni energia per ridare speranza alle persone più deboli e bisognose di aiuto, in vista di una società sempre più accogliente, fraterna e a misura d’uomo”. Copia di questi testi e del programma del Forum è stata consegnata al Presidente della Repubblica dall’arcivescovo di Benevento, quando il Presidente è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico, nel capoluogo sannita, il 28 gennaio 2020.

 

 

 

* i vescovi che incontreranno il Presidente Mattarella sono: Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento; Arturo Aiello, vescovo di Avellino; Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti; Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia; Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia; ad essi si unisce dom Riccardo Guariglia, abate di Montevergine.

 

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