Santa Messa per la Serva Di Dio 15 ottobre Chiesa Madre Montella ore 18.00
Suor Maria Bernardetta Sesso dell’Immacolata è figlia della nostra terra e della nostra diocesi, le sue spoglie mortali riposano nel cimitero di Montella, suo paese nativo, e noi siamo lieti di unirci al coro di preghiera di quanti chiedono la Beatificazione della Serva di Dio.
PREGHIERA
Per ottenere la Beatificazione della Serva di Dio Maria Bernardetta dell’Immacolata
Padre nostro,
che hai chiamato suor Bernardetta ad essere la madre dei sacerdoti e dei seminaristi nella loro formazione e durante lo svolgimento del loro ministero e ci hai insegnato con la sua vita esemplare ad eseguire con gioia i compiti più modesti, ti chiediamo che tu ci conceda la grazia di continuare a percorrere il cammino ecclesiale di santificazione nella vita quotidiana con semplicità e umiltà, con la saggezza dell’obbedienza al tuo Vangelo e la fedeltà alla propria vocazione senza timore delle novità dello Spirito.
Per Cristo nostro Signore. Amen. (si chiede la grazia)
Pater, Ave e Gloria.
Con l’approvazione di Mons. Darmian Nannini, vescovo di San Miguel, Argentina.
S.E. Mons. Pasquale Cascio celebrerà la Santa Messa per la Serva di Dio Suor Maria Bernardetta Sesso dell’Immacolata venerdì 15 ottobre 2021_Chiesa Madre di Montella, Santa Maria del Piano e San Benedetto_ore 18.00
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Le sorte futura dell’ospedale di Sant’Agata de Goti
Comunicato stampa
Le sorte futura dell’ospedale di Sant’Agata de Goti
In Italia, dove la Costituzione sancisce il diritto ad essere curati, si moltiplicano situazioni di immenso disagio proprio per la salute delle persone e con sempre più frequenza si paventa la chiusura di ospedali o presidi periferici, ultimo quello di Sant’Agata de Goti. Volendo perciò dare voce a chi voce non ha,
auspichiamo:
che il parametro economico non sia il parametro decisivo per le scelte sulla salute dei cittadini;
che sia effettiva la solidarietà tra le Regioni in ordine alla salute dei cittadini;
che venga riequilibrato, in favore del pubblico e per la salute dei cittadini meno abbienti, il rapporto pubblico-privato;
che sia offerta una cura ancora più capillare alle persone che, a causa del reddito, sono propense a non curarsi più o a non curarsi abbastanza;
che la prevenzione sia capillare e rivolta a tutti, soprattutto a coloro i quali hanno più difficoltà a raggiungere i grandi centri;
che i territori che registrano maggiori sofferenze in ordine alla salute (soprattutto se a causa di inquinamenti che hanno origini in altre zone d’Italia o del mondo) o allo spopolamento vengano maggiormente tutelati;
che sia scritta nuovamente la “geografia” della salute, coinvolgendo i cittadini in tutti i dibattiti pubblici possibili: a tale proposito, crediamo vada valorizzata l’esperienza delle “Case della salute” – già efficacemente sperimentata in molte zone d’Italia – e reso maggiormente protagonista il medico di medicina generale, vera sentinella del territorio;
che le scelte politiche in ordine alla salute siano chiare e preventivamente discusse con i cittadini;
infine, che siano redatti report comprensibili a tutti, grazie ai quali valutare la bontà o meno delle scelte effettuate.
Il Signore Gesù, che ha preso su di sé le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie (Mt 8,17), è vicino a quanti soffrono: Lui stesso ci chiede di prenderci cura dei più deboli, portando i pesi gli uni degli altri (Gal 6,2), e di sostenere nel nostro cammino le membra più fragili.
Felice Accrocca
arcivescovo metropolita di Benevento
Arturo Aiello
vescovo di Avellino
Pasquale Cascio
arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Giuseppe Mazzafaro
vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti
Dal 21 al 24 ottobre si è svolta a Taranto la 49a Settimana Sociale dei cattolici italiani dal tema “Il pianeta che speriamo”.
Anche la nostra diocesi è stata presente con una delegazione guidata dall’Arcivescovo Pasquale Cascio.
Molti i temi degni di interesse.
Ecco il link del sito ufficiale (https://www.settimanesociali.it/) dove poter recuperare interventi, buone pratiche… Sulla pagina YouTube della CEI (https://www.youtube.com/channel/UC7JuChYmxhljc49dE3JG6Zw) si trovano i video di tutte le giornate.
Si allegano i testi di alcuni interventi significativi e soprattutto il Manifesto per il pianeta che vogliamo, pensato e realizzato dal gruppo giovani. È l’inizio di un cammino di alleanza, si può provare a percorrerlo insieme.
Messaggio per l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022
Carissimi,
bambine e bambini,
ragazze e ragazzi,
giovani tutti, insieme con i vostri genitori,
dirigenti, docenti e tutto il personale scolastico,
all’inizio del nuovo anno scolastico, mi rivolgo a voi tutti, membri della grande famiglia della scuola, seguita e amata dalla Chiesa. Noi ci sentiamo coinvolti nel vostro cammino e, con modalità e livelli differenti, vi sentiamo parte viva del nostro percorso ecclesiale: siamo tutti alla ricerca del sapere, che in ogni persona diventa sapienza, per un popolo è la sua cultura, per l’umanità è la sua civiltà.
Carissimi, vivete questo tempo unico e straordinario come un’avventura per scoprire la sapienza, che ci riguarda personalmente e ci permette di partecipare al destino dell’umanità, sentendo la responsabilità per tutto il creato, la nostra casa comune. Anche quest’anno si apre con la preoccupazione della pandemia del Covid-19, ma c’è un desiderio prepotente di vivere in presenza e in comunione l’esperienza scolastica. Siamo consapevoli dei passi in avanti compiuti per la sicurezza grazie alla vaccinazione. La Chiesa, seguendo papa Francesco, in sereno ascolto del progresso scientifico, ha invitato e ancora sollecita tutti a questo gesto di grande responsabilità e solidarietà: procedere alla vaccinazione per combattere insieme e per condividere la stessa sicurezza.
Invito tutti a non considerare questo nuovo anno con la sensazione del recupero, ma con la determinazione di compiere un grande passo avanti nella crescita personale, comunitaria e civile. Tutta la scuola si muove in questa crescita e determina questo progresso civile. Vi seguirò sempre con il mio affetto, la preghiera di benedizione e con il desiderio di incrociare più frequentemente i nostri cammini, che procedono nello stesso grande orizzonte dell’umanità, responsabile della creazione, ricevuta in dono e da consegnare come dono sano e salutare. Ricordiamo e impariamo che la storia, realizzata dalle generazioni che si susseguono, per le nostre scelte, può essere o causa di distruzione e morte o al servizio della vita da difendere e promuovere: la civiltà della vita si anima solo grazie alla civiltà dell’amore.
Un sereno e fruttuoso anno scolastico dal vostro arcivescovo.
Riuniti a Benevento, sul monte delle Guardie, posti da Dio quali sentinelle del suo popolo, abbiamo anche noi udito il grido da Seir: “Sentinella, quanto resta della notte?” (Is 21,11). Già, quanto ancora dovremo attendere? Come pastori delle diocesi in cui ricadono alcune aree più marginalizzate del Paese, che appartengono a dieci regioni, abbiamo ascoltato la sofferenza e le attese del nostro popolo dovuta al progressivo spopolamento di molti centri e all’assenza dei servizi fondamentali. In uno stile sinodale abbiamo condiviso il senso di frustrazione delle nostre popolazioni e l’abbandono da parte delle istituzioni. I problemi maggiormente evidenziati sono diritti progressivamente negati, quali la salute, l’istruzione, il lavoro, la viabilità, l’ambiente salubre, le interconnessioni. Le comunità cristiane, spesso unico presidio e riferimento dei territori marginalizzati, sentono l’urgenza di contribuire al riscatto umano e sociale delle popolazioni di queste aree, declinando il Vangelo in modi sempre adeguati alla concretezza della realtà.
Dopo questo ascolto, accogliendo l’invito del papa, che ci esorta ad attingere “sempre nuovo entusiasmo dalla fede in Gesù, il maestro paziente e misericordioso” e “a non lasciarci paralizzare dalle difficoltà” (Messaggio di papa Francesco ai Vescovi riuniti a Benevento), abbiamo deciso di rivolgere un messaggio alle nostre comunità e alle istituzioni.
A voi fratelli e sorelle, che abitate nelle aree interne, manifestiamo tutta la nostra prossimità, l’incoraggiamento a rendervi protagonisti di una nuova stagione di sviluppo, che non può realizzarsi senza un impegno comune. Vi invitiamo a fare rete, uscendo dalla logica dei campanili, vivendo la fraternità e la solidarietà.
Alle nostre Chiese locali chiediamo di vivere il prossimo cammino sinodale come una opportunità preziosa per ascoltare i nostri fratelli afflitti da storiche e incalzanti difficoltà, avviando così processi che portino a una pastorale specifica con uno sguardo attento alle realtà rurali. In questo recuperato slancio missionario ci impegniamo a
costruire un volto di Chiesa battesimale, partecipativa, coinvolgente e coraggiosa, in cui il contributo dei laici, e delle donne in particolare, venga adeguatamente valorizzato;
costruire ponti con le istituzioni nazionali e periferiche;
collaborare con gli attori istituzionali nella Sperimentazione nazionale delle aree interne (SNAI) e nella applicazione delle Zone economiche speciali (ZES);
adottare soluzioni pastorali capaci di formare le coscienze a vivere questo tempo di semina nella prospettiva di una solidarietà circolare; questo è particolarmente vero per la drammatica pandemia in atto.
Alle istituzioni nazionali, regionali e locali, alla vigilia dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, chiediamo di disegnare un nuovo modello di sviluppo, equo e condiviso, in cui le aree interne possono diventare concretamente “il polmone del Paese” (mons. Stefano Russo, segretario generale CEI), offrendo risorse e disponibilità a costruire intorno alle loro potenzialità di carattere naturale, paesaggistico, storico, religioso e culturale una vera prospettiva di riscatto.
Auspichiamo
che le risorse finanziarie contribuiscano alla realizzazione di opere fondamentali, facendo in modo che partano dalle zone più remote e raggiungano il centro;
che la diligenza dei fondi europei in arrivo non venga assaltata scompostamente, ma possa arrivare a destinazione con una distribuzione equa e trasparente;
che la cultura delle competenze prevalga sulla prassi del ricatto elettorale e del clientelismo;
che la tutela dell’ambiente, spesso lasciato a se stesso nelle aree meno antropizzate, contribuisca a ridurre i rischi di calamità naturali e a produrre uno sviluppo sostenibile
Nella consapevolezza che “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto fare parti eguali tra diseguali” (don Lorenzo Milani), affidiamo queste riflessioni alle nostre Chiese, a quanti hanno a cuore e a quanti hanno in mano le sorti del Paese, nella fiducia che non resteranno lettera morta. “La carità, animata dalla speranza, sa guardare con tenerezza l’oggi e, con umiltà, rendere nuove tutte le cose” (Messaggio di papa Francesco ai Vescovi riuniti a Benevento).
Benevento, 30-31 agosto 2021
Vescovi per le Aree interne
Riflessioni di S.E. Mons. Pasquale Cascio
Incontro vescovi “Aree interne” 30_31 agosto 2021_Benevento
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Indicazioni sul “Green Pass” e celebrazioni liturgiche
Riporto di seguito uno stralcio della Lettera della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana di ieri, 29 luglio 2021, riguardante la scheda sul “Green Pass” – introdotto da Decreto governativo e obbligatorio dal 6 agosto prossimo – e celebrazioni liturgiche.
«Il Decreto Legge del 23 luglio 2021, come ormai noto, introduce l’obbligo di munirsi di certificazione verde (“Green Pass”) per usufruire di alcuni servizi o prendere parte ad alcune attività determinate dalla Legge.
La certificazione non è richiesta per partecipare alle celebrazioni. Si continuerà a osservare quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, comunione solo nella mano, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote.
La certificazione è invece obbligatoria, a partire dal 6 agosto, per accedere ad altre attività organizzate o gestite da enti ecclesiastici, come ad esempio:
servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio (anche bar) per il consumo al tavolo, al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
musei, altri istituti e luoghi di cultura e mostre;
sagre e fiere, convegni e congressi;
piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, dei centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Sono esplicitamente esclusi dall’obbligo di possedere la certificazione verde i partecipanti ai centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Questo significa che non è necessario il Green Pass per le persone coinvolte nei centri estivi parrocchiali (oratori estivi, CRE, GREST, ecc…), anche se durante esso si consumano pasti.
La certificazione è anche necessaria per partecipare ai ricevimenti successivi a celebrazioni civili o religiose (feste di nozze o altre ricorrenze) e per accedere alle RSA. Sono esenti dall’obbligo del “Green Pass” i minori di età inferiore ai 12 anni e i soggetti esenti sulla base d’idonea certificazione medica. Il controllo della certificazione spetta agli organizzatori dell’attività.»
La Lettera fa anche riferimento alle processioni. A tal riguardo la Conferenza Episcopale Campana ha precisato in una nota in data odierna che «dal momento che da noi l’unica modalità della processione è quella tradizionale, che prevede, di fatto, assembramento di fedeli, sia mantenuta ancora la disposizione vigente che vieta le processioni.»
Pertanto, nella nostra diocesi le processioni rimane in vigore per il divieto stabilito dalla Metropolia beneventana e dalle ultime indicazioni date dal sottoscritto: per le feste patronali, con il massimo rigore da accrescere a causa dell’incremento della pandemia, sono permessi solo quei segni indicati nell’ultima disposizione datata 28 giugno 2021.
Tali indicazioni ci aiutino a vivere bene e nel segno dei tempi le nostre numerose giornate festive legate alla venerazione dei santi patroni e protettori e le attività pastorali dei prossimi mesi.
Papa Francesco ci ha donato nella lettera Apostolica Antiquum Ministerium una meravigliosa traccia di riflessione e di riscoperta del servizio catechistico fino a istituirne il ministero. Nel numero 1 del documento si afferma che “il Ministero è molto antico e già nei testi del Nuovo Testamento è presente questo servizio per la trasmissione della fede e l’edificazione del Corpo Ecclesiale”. Al numero 4 il Papa fa riferimento al Concilio Ecumenico Vaticano II, grazie al quale la Chiesa ha sentito con rinnovata coscienza l’importanza dell’impegno del laicato nell’opera di evangelizzazione. Si tratta di una forma speciale in cui la Chiesa vive nel mondo la sua apostolicità.
Coinvolti dall’entusiasmo e dal vento dello Spirito che soffia nella Chiesa nel ministero del Papa, desideriamo riprendere il nostro percorso di catechisti per una catechesi rispondente ai tempi nuovi, perciò abbiamo pensato di avviare un confronto sinodale in un prossimo incontro diocesano, proponendo come piste di riflessione le seguenti proposte ai cui rispondere a livello parrocchiale e nell’incontro comune:
ogni parrocchia presenti il suo piano di catechesi dall’infanzia ai giovani e, dove possibile, gli adulti e le famiglie;
prevedere cammini alternativi in riferimento ai sacramenti non ricevuti o a situazioni di vita che richiedono un accompagnamento personalizzato;
riprendere la catechesi familiare sia per il catecumenato battesimale, sia per l’accompagnamento delle coppie di ogni età.
Durante il periodo pandemico abbiamo chiesto e ricevuto gli elenchi dei catechisti; tuttavia sarebbe utile conoscere, date le circostanze particolari, le esigenze reali delle vostre comunità parrocchiali.
L’incontro diocesano si pone al centro dopo un primo confronto parrocchiale e in vista di una effettiva ripartenza, pertanto siamo convocati martedì 28 settembre p.v., presso la Sala Teatro del Santuario San Gerardo Maiella in Materdomini (Av).
Programma
Ore 18,00 preghiera introduttiva
Ore 18,15 presentazione delle tre proposte operative con dibattito in assemblea moderato dall’Arcivescovo.
Ore 19,30 preghiera del Vespro.
Nell’attesa di incontrarci salutiamo cordialmente.
N.B. Per partecipare è necessario munirsi di green pass e di mascherina.