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100 anni di Don Antonio Santoro

auguri don Antonio

Carissimi, Dio Padre, fonte della vita e dell’amore, ha voluto donare al nostro fratello nella fede e nel sacerdozio don Antonio Santoro, parroco emerito della Parrocchia della Natività di Maria in Bisaccia, la grazia di compiere, oggi 4 maggio 2020, cento anni di vita: un secolo di storia personale, sacerdotale, ecclesiale e civile.

Pur nella difficoltà del tempo presente, ci stringiamo spiritualmente intorno alla sua cara persona, attualmente ospite della Casa di Cura “Villa Gioconda” a Rocca San Felice, per ringraziare insieme con lui la Santissima Trinità.

Non è tempo di elencare i meriti e le opere, ma di lodare Dio e ringraziare don Antonio per il suo servizio e la sua testimonianza, che continuano ora in forme nuove, nascoste, preziose ed esemplari.

Chiediamo per lui ancora tanta salute, pace del cuore, coscienza viva del suo sacerdozio e lunga vita, con la speranza e il desiderio di abbracciarlo e sentire la sua voce ammonitiva, confermativa e rincuorante.

Grazie don Antonio, patriarca della nostra Chiesa!

L’ Arcivescovo, il Presbiterio, i Religiosi e le Religiose, tutta la Comunità Diocesana!

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Esequie, disposizioni provvisorie diocesane

Ai Parroci

e alle Comunità parrocchiali

 

Esequie, disposizioni provvisorie diocesane.

 

Carissimi,

in questo tempo travagliato e di grande attenzione al mistero di Dio nella nostra vita, è importante vivere, nella comunione ecclesiale, guidati dallo Spirito Santo, tutte le scelte, che siamo chiamati a compiere con passo prudente e coraggioso.

Considerato l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che indicava una nuova modalità per la celebrazione delle esequie, vista la nota complementare al testo del Ministero dell’Interno, inviata dalla CEI in data 30 aprile 2020, in cui sono elencate in forma dettagliata e obbligante le norme per la sicurezza sanitaria, non essendo noi in grado di ottemperare a tali richieste in pochi giorni, stabilisco, per il momento, fino a nuove disposizioni diocesane, di continuare a dare l’estremo saluto cristiano nella forma adottata fino ad oggi:

  • nel cimitero,
  • con un ristretto numero di persone,
  • con un breve annuncio della Parola,
  • e la benedizione della salma.

La Diocesi si sta già adoperando per venire incontro alle Parrocchie per attuare le norme prescritte (attrezzatura e modalità), pertanto sono a disposizione per chiarimenti, e chiedo di concordare con me eventuali iniziative diverse da quanto stabilito.

Queste indicazioni tengono conto della nostra comunione con la Chiesa italiana, con la quale siamo in continuo riferimento, e anche della nostra realtà diocesana. Con la speranza di poter dare a breve ulteriori disposizioni, confido nella disponibilità alla comunione per il bene del nostro popolo; saluto tutti cordialmente e benedico.

 

Sant’Angelo dei Lombardi, 1° maggio 2020

+ Pasquale Cascio

   arcivescovo

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Don Antonio Tenore è tornato alla casa del Padre

ARCIDIOCESI DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI-CONZA-NUSCO-BISACCIA

 

L’Arcivescovo, il Presbiterio, le Comunità Religiose e tutto il Popolo Santo di Dio

annunciano il passaggio dalla morte alla vita nel Signore Risorto di

DON ANTONIO TENORE

Fratello e Presbitero della nostra Chiesa Diocesana.

Ha servito e amato l’umanità nella Chiesa in qualsiasi condizione e situazione,

con libertà di spirito, con profonda cultura e con concretezza di opere.

La fedeltà al ministero e al lavoro,

 la sua franchezza profetica rimarranno di esempio e di conforto

 per la sua Famiglia e per noi tutti.

S. Angelo dei Lombardi, 19 aprile 2020

 

 

Il rito esequiale si svolgerà nella giornata di domani presso il Cimitero di Bisaccia in forma strettamente privata. L’attuale situazione, infatti, non ci permete di essere presenti.Quando terminerà questo periodo di costrizione ci ritroveremo per celebrare la santa messa di suffragio.

Lo affidiamo all’amore del Padre.Siamo invitati alla preghiera, per ringraziare il Signore, per il dono del servizio alla Chiesa offerto con amore e dedizione nel vivere il suo ministero di presbitero. Amen

19/04/2020
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57sima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco–Bisaccia

Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni

 

Ai Presbiteri e ai Diaconi

Ai Religiosi/e

Ai Fedeli Laici

Carissimi,

in ottemperanza alle disposizioni di quarantena emergenza covid-19, questo anno la

57sima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sarà celebrata attraverso varie

iniziative esclusivamente online, promosse dal Centro Regionale Vocazioni.

Per poter partecipare anche noi ad una di queste iniziative, prevista per il 3 maggio c.a.,

di seguito vi allego il link su cui cliccare per locandina e diretta streaming:

Vi aspettiamo in diretta streaming su questa pagina Facebook 3 maggio ore 19:00Centro Regionale Vocazioni CampaniaPastorale delle Vocazioni

Pubblicato da Centro Regionale Vocazioni Campania su Mercoledì 29 aprile 2020

Oltre alle iniziative regionali, il Centro Vocazioni Diocesano si è organizzato per questa

domenica 3 maggio per una Celebrazione Eucaristica in diretta streaming con taglio

vocazionale.

La celebrazione si terrà nella Chiesa Madre di Lioni (a porte chiuse ovviamente),

domenica 3 maggio alle ore 11.00, presieduta dal sottoscritto, don Carmine Fischetti. A

seguire ci sarà un ulteriore breve momento di preghiera, animato da una testimonianza

vocazionale – testimone a sorpresa!– e dalla preghiera per le vocazioni.

Pregare insistentemente e insieme per le vocazioni è un mandato particolare che il

Signore Gesù stesso ha affidato a tutta la comunità cristiana (cf. Mt 9,38; Lc 10,2),

soprattutto in tempi difficili come quello che stiamo vivendo.

Invito pertanto a seguirci nella nostra diretta streaming e soprattutto a pregare insieme

per le vocazioni. Reciteremo coralmente la preghiera proposta dall’UNpV (vedi allegato)

alle 12.15 circa.

 

Il direttore dell’UdPV

Don Carmine Fischetti

Di seguito il link per la diretta streaming:

https://www.facebook.com/cristiangarofalo83

e la preghiera per le vocazioni:

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Caritas diocesana_Solidarietà e concretezza

Comunicazione del 24 aprile 2020

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

Caritas Diocesana

 

Solidarietà e concretezza

 

Comunicazione del 24 aprile 2020

 

Aggiornamento sulle attività a sostegno di chi ha più bisogno in questo momento di emergenza.

 

Solidarietà all’Ospedale “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi, chiusura raccolta fondi

Si è conclusa la raccolta fondi “Solidarietà all’Ospedale Criscuoli” promossa dal Comune di Sant’Angelo dei Lombardi e la Parrocchia “Sant’Antonino Martire” in sinergia con la direzione sanitaria del Presidio Ospedaliero e l’ASL di Avellino.

Su indicazione della dirigenza sanitaria, l’impegno assunto era l’acquisto di apparecchiature stabili per il costruendo reparto di Terapia Intensiva del Presidio Ospedaliero “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi.

È stata raggiunta la somma di 71.276,00 euro.

Il risultato più che positivo è stato possibile grazie alla partecipazione di Enti Pubblici, Istituzioni, Cittadini, Imprenditori, Professionisti e Associazioni.

La generosità di tutti, il forte senso di appartenenza e la puntuale attenzione verso il sistema sanitario locale, in questo momento storico delicato, hanno permesso, in tempi brevissimi, di superare ogni aspettativa.

Nei prossimi giorni avverrà la consegna ufficiale degli strumenti acquistati.

 

 

+ Pasquale Cascio, presidente                                                                    don Alberico Grella, direttore

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Suggerimenti per la celebarzione dei sacramenti in tempo di emergenza Covid-19

Suggerimenti per la celebrazione dei sacramenti

in tempo di emergenza Covid-19

 

 

I suggerimenti proposti si armonizzano con la tradizione della Chiesa per cui, se non sussistono le condizioni per poter amministrare il sacramento, supplet Ecclesia, affidandosi al votum sacramenti, come del resto il “battesimo di desiderio” insegna.

Nello stesso tempo, la storia della Chiesa testimonia che, in situazioni estreme di guerra o di epidemia, i sacerdoti non sempre hanno potuto avvicinarsi ai fedeli che necessitavano di ricevere i sacramenti indefettibili, ma tutte le volte che è stato possibile lo hanno fatto con gli accorgimenti e le dotazioni che avevano a disposizione.

Lo scopo di questa nota, diretta ai sacerdoti impegnati nel servizio pastorale al di fuori dei presidi ospedalieri e degli istituti di ricovero e cura, è duplice: assicurare ai fedeli che ricevono i sacramenti una adeguata protezione dal possibile contagio virale; prevenire una eventuale infezione del ministro del sacramento.

***

I suggerimenti sotto riportati costituiscono un aiuto pratico per vivere il ministero ordinato con opportuno zelo nel servizio ai fedeli e con senso di responsabilità verso di loro e verso se stessi, nella certezza di compiere i gesti sacramentali nelle modalità rituali che le circostanze straordinarie consentono.

Tutto questo, fermo restando:

‒ le direttive pastorali, ai sensi del diritto canonico, emanate dai singoli Ordinari diocesani, che prevedono limitazioni nella celebrazione dei sacramenti nelle chiese aperte ai fedeli e tengono conto dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle norme regionali e locali promulgate dalle autorità civili;

‒ la valutazione iuxta casus, con discernimento prudenziale delle necessità spirituali dei fedeli e della opportunità pastorale, del sussistere di uno stato di grave necessità pro bono animae che raccomandi l’indifferibilità dell’amministrazione del sacramento;

‒ le opportune consultazioni dei ministri diocesani e religiosi con il superiore responsabile della realtà pastorale del luogo.

  1. Celebrazione della S. Messa senza concorso di popolo

Nelle sagrestie si curi con particolare attenzione l’igiene ambientale e la conservazione delle ostie e del vino destinati alla consacrazione. Il corporale, la palla e i purificatoi siano cambiati e lavati frequentemente. Siano provveda a dotarsi di un dispensatore di sapone liquido o di soluzione alcoolica e degli asciugamani di carta monouso per la detergenza delle mani prima dell’inizio della S. Messa.

 

  1. Amministrazione del Battesimo
  2. a. Nelle circostanze in cui l’amministrazione del Battesimo non può essere differita in data successiva alla cessazione dell’emergenza sanitaria (per esempio, nel caso di bambini con malattie che li espongono a pericolo per la loro vita), questa avvenga secondo la modalità in uso nel rito romano.
  3. b. Si tenga conto delle seguenti indicazioni:

‒ Il ministro mantenga una opportuna distanza dal battezzando e dai genitori e padrini;

‒ Per le unzioni con l’olio dei catecumeni ed il sacro crisma, il ministro indossi guanti monouso in vinile o nitrile;

‒ Si omettano il segno della croce sulla fronte del bambino nei riti di accoglienza e il rito dell’effatà in quelli esplicativi;

‒ In casi di particolare urgenza o emergenza, si consideri la possibilità del rito abbreviato (cfr. Rito per il battesimo dei bambini, ed. it. 1979, Cap. III).

 

  1. Amministrazione del sacramento della Riconciliazione
  2. a. Qualora sia amministrato nei luoghi di culto avvenga in luoghi ampi ed areati. Nell’ascolto delle confessioni si mantenga la distanza tra il ministro e il penitente di almeno un metro, chiedendo agli altri fedeli presenti in chiesa di allontanarsi per garantire la dovuta riservatezza. A protezione del penitente e propria, il sacerdote indossi una mascherina protettiva idonea.
  3. b. Per la confessione auricolare nella casa di un ammalato o di persona anziana il sacerdote assuma le medesime precauzioni indicate per la Riconciliazione nei luoghi di culto, mantenendo la necessaria distanza dal penitente. Si eviti di stringere la mano prima di congedarsi dal penitente e per salutare i familiari o altre persone presenti nella casa.
  4. c. Anche in questo caso, a protezione dell’ammalato o dell’anziano e propria, il sacerdote indossi una mascherina protettiva idonea.

 

  1. Il Viatico al capezzale del morente
  2. a. Per quanto possibile, il Viatico – sino al termine dell’emergenza sanitaria – sia portato nella residenza del morente dal ministro ordinato e non da quello straordinario.
  3. b. Si assumano le medesime precauzioni di cui ai punti 3b e 3c, avendo cura di non toccare la bocca del malato mentre viene fatta assumere la particola consacrata o un frammento di essa.
  4. c. Il sacerdote – prima di comunicare il malato e, di nuovo, prima di uscire dalla casa dove ha portato il Viatico – deterga le mani con acqua saponata o soluzione alcoolica e le asciughi con carta monouso (portarli con sé recandosi nelle case dei malati).

 

  1. L’Unzione degli infermi
  2. a. Il ministro che si reca presso il domicilio di un ammalato che ha richiesto l’Unzione degli infermi porti con sé un paio di guanti monouso in vinile o nitrile.
  3. b. Nell’amministrare la sacra Unzione, si assumano le medesime precauzioni di cui ai punti 3b, 3c e 4c.
  4. c. Prima di iniziare il rito, il ministro indossi i guanti e attinga all’olio con il pollice, avendo cura successivamente di non toccare con le dita scoperte la superficie del guanto.

 

  1. Visite domiciliari agli infermi (in caso di cogente necessità)
  2. a. I ministri che desiderano ricevere ulteriori indicazioni sulle precauzioni sanitarie da adottare nella visita domiciliare agli infermi e sui dispositivi di protezione personale possono utilmente contattare un medico o altro personale sanitario.
  3. b. Il medico, l’infermiere o altra persona che si prende cura dell’infermo può essere presente durante l’amministrazione del sacramento, fatte salve le necessarie prudenze sanitarie e la dovuta riservatezza.

 

Segreteria Generale della CEI

 

Roma, 17 marzo 2020

 

 

 

*  *  *

 

N.B. L’Arcivescovo sottolinea che tali norme non solo da prendere come un Vademecum ordinario, ma solo nei casi di estrema urgenza e su espressa richiesta della famiglia o degli interessati.

 

Sant’Angelo dei lombardi, 17 marzo 2020

 

+ Pasquale Cascio

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Messaggio per la Santa Pasqua 2020

Messaggio per la Santa Pasqua 2020

+ Pasquale Cascio, Arcivescovo

 

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Messaggio per la Santa Pasqua 2020

 

“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio” (Col 3, 1).

L’annuncio della resurrezione di Gesù esige la risposta di fede a tutto l’evento pasquale di morte e di risurrezione. Questa risposta ci permette di sentire l’azione di Dio nella vita del suo Figlio e lo stesso atto di amore che avvolge le nostre persone. L’apostolo Paolo usa il condizionale non perché dubiti della potenza di Dio, ma per farci aprire alla fede per sentire l’energia della Pasqua: essa ci libera, ci rimette in piedi, ci solleva e ci porta verso l’alto, indissolubilmente e dolcemente uniti a Gesù. La fede nel Risorto è innanzitutto unione e comunione con la sua persona e con il suo destino. È una dolce unione, perché in Lui sentiamo l’amore di Dio Padre, allo stesso tempo è un vincolo indissolubile, in cui sperimentiamo, in ogni circostanza, la potenza di Dio. Papa Francesco, nella sua ultima esortazione Querida Amazonia, riferendosi al diritto-dovere di annunciare il kerygma pasquale, così si esprime: “È l’annuncio di un Dio che ama infinitamente ogni essere umano, che ha manifestato pienamente questo amore in Cristo crocifisso per noi e risorto nella nostra vita (Q.A. 64). La Pasqua rivela la certezza di questo amore di Dio per ogni essere umano.

Mentre scrivo questo messaggio kerygmatico-pasquale, siamo tutti presi dalla preoccupazione, dai disagi e dalle restrizioni, provocati dal coronavirus. Questa paura ci assale e ci allontana da tante situazioni in cui è immersa ogni creatura umana. La certezza pasquale può aiutare a mettere ordine non solo in riferimento alle priorità e alle urgenze, ma anche nella cordata di solidarietà vitale e fraterna; c’è un punto fermo: Dio ci libera, ci rimette in piedi e ci solleva. Come ha fatto per il Figlio suo, così fa per tutti i suoi figli. Questa sicurezza è la vera forza per vivere in maniera integrale la condizione umana: spirito, anima e corpo. Il momento della sofferenza e della paura rientra nel mistero di morte e risurrezione, credendo fermamente che in questo punto estremo di debolezza “la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Col 3, 3). Le chiusure di questi giorni possono essere vissute anche come nascondimento con Cristo e con gli affetti più cari. Tutte le nostre precarietà e debolezze, grazie alla fede, sono unite a quelle di Cristo, perciò insieme con Lui siamo nascosti in Dio. Perché parliamo di nascondimento e non di abitazione? Il nascondimento ci dà il senso del rifugio, della sicurezza nella compagnia di Cristo. Però c’è ancora del buio in attesa della piena manifestazione della sua vita in noi. Questo buio non è costituito dalle tenebre del male e della morte perché egli le ha vinte: “Gesù è la luce che splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1, 5). Si tratta del buio della caducità, delle infermità, delle debolezze, dell’impotenza e della morte, proprie della condizione umana, ormai liberata dal veleno mortale. Tale buio va rischiarato dalla fiammella della fede, ricevuta nel battesimo e, in ogni Pasqua, simbolicamente accesa al cero pasquale e misticamente e realmente sostenuta da Gesù risorto, vivente nella sua Chiesa e Signore dell’universo. È questa fede-fiammella, che illumina i nostri volti e riconosciamo il volto di Gesù nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle di fede e negli uomini misteriosamente raggiunti dall’energia pasquale. “Quando Cristo, nostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria” (Col 3, 4). Di quale manifestazione si parla? Quella della fine dei tempi, ma non solo, perché Cristo è già la nostra vita. Egli deve essere manifestato dall’azione potente del Padre e dal libero e totale atto di fede di ognuno di noi in tutte le situazioni della nostra vita. Se con Lui siamo nascosti in Dio Padre, sarà proprio il Padre a concederci nel tempo i momenti di vittoria e di gloria insieme con il Figlio, che ha già ricevuto la gloria dell’eternità. La Chiesa, corpo di Cristo, noi suo corpo, è il segno efficace della manifestazione di questa gloria. Non lo è per se stessa, ma per dare testimonianza, per offrire vie di salvezza e per illuminare anche le altre strade, che gli uomini percorrono. Questa è la manifestazione della vita con Cristo in Dio, quest’ultima promuove e scopre ogni manifestazione, dovunque Dio le pone dei segnali. Bisogna leggere gli eventi con gli occhi della speranza, che nasce dalla vittoria pasquale.

Maria, madre della speranza, ci aiuta in questo sguardo fiducioso. Facciamo nostro e diciamo ad ogni uomo il suo invito: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2, 5). A Lei, in cui Dio ha manifestato in pienezza la gloria con Gesù, ci affidiamo con le parole del papa: “Madre della vita, nel tuo seno materno si è formato Gesù, che è il Signore di tutto quanto esiste, Risorto, Lui ti ha trasformato con la sua luce e ti ha fatto Regina di tutto il creato” (Q.A. 111).

Lasciamoci illuminare dalle parole di sant’Atanasio nelle Lettere pasquali: “Mediante l’azione sacramentale della festa, infatti, Dio ci fonde in un’unica assemblea, ci unisce tutti spiritualmente e fa ritrovare vicini anche i lontani… È un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire solidali nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti”.

Il mistero pasquale riunisce nell’unità della fede coloro che sono lontani con il corpo.

Santa Pasqua!

 

+ Pasquale Cascio, Arcivescovo

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Decreto assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale

Prot. 08/20c

 

Assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale

 

CONSIDERATO quanto indicato nella Nota della Penitenzieria Apostolica in data 19 marzo 2020 e l’indirizzo orientativo offerto dalla Presidenza della CEI, quale servizio per le Diocesi in Italia.

VISTI i canoni 961-962 del Codice di Diritto Canonico e i nn. 31-35 del Rito della penitenza;

VALUTATE le circostanze straordinarie in cui si trova anche la nostra Arcidiocesi in questa grave epidemia virale;

 

CON IL PRESENTE DECRETO
dispongo

 

che i sacerdoti assistenti religiosi, precisamente il cappellano dei presidi ospedalieri, il cappellano della Casa Circondariale e i parroci nel cui territorio sono presenti case di cura o strutture per anziani, possano impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale quando gli ammalati ivi ricoverati siano in pericolo di vita o si trovino in reparti in cui non sia possibile garantire il segreto della confessione e le adeguate misure sanitarie.

L’assoluzione può essere impartita anche al personale sanitario che ne faccia richiesta.

Si provveda a impartire l’assoluzione in modo che i presenti possano ascoltare le parole del sacerdote, rispettando, per quanto possibile, le sensibilità dei non credenti o di chi non sia cristiano.

I penitenti, per quanto possibile, siano in qualche modo avvisati delle condizioni previste per ricevere l’assoluzione: il pentimento per i propri peccati e il proposito di confessare quelli gravi quando, superate le attuali circostanze o riottenuta la salute, si potrà accedere alla confessione individuale.

Al termine delle circostanze straordinarie e di emergenza a causa della grave epidemia Covid-19, sarà emanato un decreto che indicherà la scadenza di tale disposizione.

 

Sant’Angelo dei Lombardi, 23 marzo 2020

 

+ Pasquale Cascio

Arcivescovo

 

Sac. Cosimo Epifani

Cancelliere

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Come vivere in famiglia la preghiera nei giorni Santi

Come ha sottolineato l’Arcivescovo nell’introduzione al Sussidio diocesano, è fruttuoso vivere in famiglia momenti di preghiera che aiutino a rendere comunionale il rimanere a casa e cariche di spiritualità le visioni televisive o tramite altri mezzi di comunicazione delle celebrazioni della Settimana Santa, presiedute dal Santo Padre.

Questa pagina offre proposte di sussidi per la preghiera in famiglia.

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Settimana Santa

Indicazioni per le Celebrazioni Liturgiche

della Settimana Santa 2020

A tutto il popolo santo di Dio

 

Carissimi,

ricordiamo fiduciosi l’ammonimento di sant’Atanasio, secondo il quale il mistero pasquale riunisce nell’unità della fede coloro che sono lontani nel corpo. Soprattutto confidiamo che il mistero pasquale è continuamente all’opera e Cristo ci raggiunge in questo tempo di angoscia e di speranza attraverso la mediazione della Chiesa con il tesoro della sua Grazia: Parola, Sacramenti, Riti liturgici e Carità operosa.

La Chiesa, dunque, deve celebrare nei riti gli eventi di salvezza, sicura dell’azione dello Spirito Santo, dell’unità dei suoi figli e dell’efficacia dei suoi gesti. Con animo concorde, fiduciosi nella potenza dell’Amore Trinitario presentiamo le modalità possibili per le celebrazioni da vivere in questa Settimana Santa del 2020.

Le indicazioni seguono tre livelli: Papa, Vescovo, Presbiteri-Comunità parrocchiali.

Innanzitutto dopo l’esperienza di preghiera ecclesiale, personale e cosmica di venerdì 27 marzo con Papa Francesco in Piazza San Pietro, guardiamo e facciamo riferimento di preghiera e di comunione alle celebrazioni del Santo Padre. Diamo di seguito il programma delle celebrazioni pontificie trasmesse in diretta da Tv2000 e dalla Rai, a cui indirizzare le nostre comunità.

 

  1. Calendario delle Celebrazioni Liturgiche della Settimana Santa presiedute dal Santo Padre Francesco.

 

Il Papa celebrerà i Riti della Settimana Santa all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, secondo il seguente calendario e senza concorso di popolo:

 

5 aprile 2020domenica delle Palme e delle Passione del Signore

ore 11: Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa

 

9 aprile 2020giovedì Santo

ore 18: Santa Messa nella Cena del Signore

 

10 aprile 2020venerdì Santo

ore 18: Celebrazione della Passione del Signore

ore 21: Via Crucis (sul Sagrato della Basilica di San Pietro)

 

11 aprile 2020sabato Santo

ore 21: Veglia pasquale nella notte santa

 

12 aprile 2020 domenica di Pasqua, Risurrezione del Signore

ore 11: Santa Messa del giorno

Al termine della Santa Messa il Santo Padre impartirà la Benedizione «Urbi et Orbi».

 

  1. Calendario delle Celebrazioni Liturgiche della Settimana Santa presiedute dall’Arcivescovo Pasquale Cascio.

L’Arcivescovo scrivente celebrerà i Riti della Settimana Santa nella Chiesa Cattedrale in Sant’Angelo dei Lombardi senza il popolo e per il popolo, evitando la diretta in streaming e in orari quasi sempre differenti da quelli del Papa, per favorire la preghiera corale con il Santo Padre e con tutta la Chiesa, secondo il seguente calendario:

 

5 aprile 2020 domenica delle Palme e delle Passione del Signore

ore 9.30: Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa

 

9 aprile 2020giovedì Santo

ore 17: Santa Messa nella Cena del Signore

 

10 aprile 2020 venerdì Santo

ore 15: Celebrazione della Passione del Signore

 

11 aprile 2020sabato Santo

ore 21: Veglia pasquale nella notte santa

 

12 aprile 2020domenica di Pasqua, Risurrezione del Signore

ore 10: Santa Messa del giorno (l’Arcivescovo celebrerà nella chiesa parrocchiale di Senerchia)

ore 11: Santa Messa del giorno (presieduta dal parroco, don Piero Fulchini)

 

  1. Indicazioni per Presbiteri-Comunità parrocchiali.

I parroci, per quanto è possibile, celebrino i Riti nelle chiese parrocchiali, senza il popolo e per il popolo, tenendo presente le disposizioni della CEI, concordate con il Ministero dell’Interno. I parroci non abbiano l’assillo della diretta in streaming tramite social o attraverso altre tecniche di comunicazione, pur riconoscendone il valore comunicativo e di vicinanza, l’importante è celebrare. Chi si avvale di tali strumenti, curi la dignità dell’azione liturgica e dell’omelia.

Si sarà notato che gli orari delle celebrazioni da me presiedute, non coincidono in tutto con quelle di Papa Francesco; vi invito, per quanto possibile, a fare altrettanto, perché si crei un’unione nella preghiera anche attraverso questo segno dell’abbraccio paterno del Santo Padre.

Le celebrazioni si svolgano solo nelle chiese parrocchiali, affinché sia chiaro il segno della presenza della Chiesa nelle nostre comunità. I parroci con più parrocchie e con difficoltà di movimento possono scegliere quali celebrazioni vivere nelle diverse comunità, offrendo loro il calendario: l’eccezionalità del momento riporta nella persona del parroco l’unità e la continuità del Triduo, vissuto dai cristiani nella comunione spirituale.

 

Riporto un estratto della nota CEI:

“Nell’interlocuzione della Segreteria Generale con la Presidenza del Consiglio dei Ministri si è rappresentata la necessità che, per garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono, di chi serve all’altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, due operatori per la trasmissione. Su questa linea l’Autorità governativa ha ribadito l’obbligatorietà che siano rispettate le misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica”.

 

Aggiungo che questo numero massimo non deve essere superato, ma eventualmente ridotto in assenza delle figure specifiche o per la presenza di presbiteri per la concelebrazione, essi infatti rientrano nel numero totale permesso.

Queste ristrettezze siano vissute ancora come atto di responsabilità per la salute dei fratelli e come esempio di lealtà civica di fronte alla normativa eccezionale di questo tempo.

 

Nello specifico, il Decreto della CEI prevede:

 

  1. Per la Domenica delle Palme l’ingresso del Signore in Gerusalemme venga commemorato in forma semplice (terza forma del Messale Romano). Aggiungo che non si possono benedire le palme da distribuire in un secondo momento.

 

  1. Messa crismale: il Decreto dà facoltà alle Conferenze Episcopali di trasferirne la celebrazione ad altra data. Pertanto la data sarà comunicata successivamente.

 

“Va in questa direzione anche l’indicazione giunta da buona parte dei Presidenti delle Conferenze Episcopali Regionali, che già la scorsa settimana ipotizzava un rinvio della celebrazione a tempi migliori, così da consentire la piena partecipazione di presbiteri e laici. Sarà il Consiglio Episcopale Permanente a offrire un orientamento unitario, in sintonia con la decisione che il Santo Padre, Primate d’Italia, adotterà per la Diocesi di Roma.

Si ricorda che, in caso di vera necessità, ogni presbitero può benedire l’olio per l’Unzione degli infermi (Cfr. Sacramento dell’unzione e cura pastorale degli infermi, Introduzione, n, 21 e 77bis)”.

 

  1. Giovedì Santo: il Decreto concede in via straordinaria ai presbiteri la facoltà di celebrare la S. Messa senza concorso di popolo. Stabilisce che siano omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione: il Santissimo viene riposto nel Tabernacolo. Aggiungo che non sia preparato l’altare della reposizione e che non si benedicano pani da distribuire nella comunità.

 

  1. Venerdì Santo: riprendendo l’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12) il Decreto chiede che il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. Troverete il testo previsto dalla CEI “per i Tribolati” come Allegato 1 di queste indicazioni. Aggiungo che l’atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente.

 

  1. Veglia pasquale: il Decreto prescrive che sia celebrata esclusivamente nelle chiese cattedrali e parrocchiali. Rinvia i battesimi e prevede che si mantenga soltanto il rinnovo delle promesse battesimali. Aggiungo che per “l’inizio della veglia o Lucernario” si omettono l’accensione del fuoco, la preparazione del Cero (si provveda prima della celebrazione) e la processione. Si accende il Cero e si esegue l’annunzio pasquale (Exultet). Segue la Liturgia della Parola. Non si benedica l’Acqua Lustrale neanche in bottigliette da distribuire successivamente.

 

Le indicazioni del Decreto sono estese a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.

 

Le espressioni della pietà popolare e le processioni che arricchiscono i giorni della Settimana Santa e del Triduo Pasquale sono abolite, un eventuale recupero in altro tempo dell’anno va concordato in seguito con l’Ordinario.

Per quanto riguarda il Sacramento della Riconciliazione, la Nota aggiunge:

 

“Si ricorda che in caso di estrema necessità l’atto di dolore perfetto, accompagnato dall’intenzione di ricevere il sacramento della Penitenza, da se stesso comporta immediatamente la riconciliazione con Dio. Se si verifica l’impossibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza, anche il votum sacramenti, ovvero, anche il solo desiderio di ricevere a suo tempo l’assoluzione sacramentale, accompagnata da una preghiera di pentimento (il Confesso a Dio onnipotente, l’Atto di dolore, l’invocazione Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di me) comporta il perdono dei peccati, anche gravi, commessi. (cfr. Concilio di Trento, Sess. XIV, Doctrina de Sacramento Paenitentiae, 4 [DH 1677]; Congregazione per la Dottrina delle Fede, Nota del 25 novembre 1989; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452)”.

 

Raccomando, però, che in tempi sereni si ritorni a spiegare il significato di questa Nota con opportune catechesi sul Sacramento della Riconciliazione.

 

Viviamo intensamente questi giorni santi della nostra salvezza nel servizio fraterno, che trova nella liturgia un momento centrale a cui tutti partecipano in forza del Battesimo e del sacerdozio comune, ma con un impegno straordinario e proprio dei Ministri ordinati, che sentono nella loro persona l’azione di Cristo e la comunione di tutte le membra del corpo ecclesiale.

Benedico di cuore e con speranza il popolo a me affidato.

Santa Pasqua.

 

Sant’Angelo dei Lombardi, 31 marzo 2020

 

+ Pasquale Cascio

Arcivescovo

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