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Santuario di San Francesco a Folloni Montella (Av)

Celebrazione Eucaristica sabato 12 settembre 2020 ore 18.00

10° anniversario di ordinazione dei Diaconi Permanenti e Conferimento del Ministero del Lettorato al Seminarista Francesco Capone

Celebrazione Eucaristica sabato 12 settembre 2020 ore 18.00
Santuario di San Francesco a Folloni Montella (Av)

10° anniversario di ordinazione dei Diaconi Permanenti e
Conferimento del Ministero del Lettorato al Seminarista Francesco Capone

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su alcuni aspetti della celebrazione dei sacramenti in tempo di emergenza sanitaria

Messaggio ai sacerdoti della Conferenza Episcopale Campana, con nota diocesana (22/06/2020)

Conferenza Episcopale Campana

MESSAGGIO AI SACERDOTI

Le seguenti linee unitarie, valide per le Diocesi della Campania, su alcuni aspetti della celebrazione dei sacramenti in tempo di emergenza sanitaria presuppongono una “lettura sapienziale” del tempo che stiamo vivendo e che noi vescovi vi proporremo in un prossimo incontro. In continuità con le linee già consegnate nel “Messaggio ai sacerdoti” del 13 maggio u.s., disponiamo quanto segue:

1. Celebrazione delle Prime Comunioni
Si dà la possibilità di celebrare le Prime Comunioni nel nuovo anno pastorale, a condizione che sia premesso un congruo tempo di catechesi. La celebrazione avvenga secondo le prescrizioni sanitarie vigenti e, preferibilmente, a piccoli gruppi.

2. Celebrazione delle Cresime
La Celebrazione delle Cresime rimane temporaneamente sospesa secondo l’attuale Protocollo tra Governo e CEI. Si chiederà alla CEI di farne oggetto di riflessione nel tavolo di lavoro con il Governo.

3. Richiesta di celebrazione dei Matrimoni di domenica o in luoghi diversi dall’aula liturgica
Con riferimento ad alcune richieste in tal senso, i vescovi dispongono che, nelle Diocesi dove il sacramento del matrimonio non si celebra di domenica, tale norma continua ad essere in vigore. Non è consentita la celebrazione del matrimonio in luoghi diversi dall’aula liturgica sua propria, secondo la norma del Codice di Diritto Canonico.

4. Processioni e feste patronali
In attesa di una interpretazione più soddisfacente del recente Decreto (11 giugno 2020) del
Ministero sulle “modalità di svolgimento delle processioni religiose”, soprattutto in ordine alla sicurezza sanitaria e all’attribuzione delle responsabilità, si conferma quanto già stabilito, e cioè: «Le processioni e feste patronali, per altro già non consentite dalle attuali prescrizioni del Governo, siano sospese fino a nuove disposizioni. Rientrano in tale provvedimento anche quelle manifestazioni che prevedano, pur senza il concorso di popolo, il portare la statua del santo per le strade. Il divieto delle feste patronali è motivato anche dalla drammatica crisi sociale seguita all’emergenza sanitaria: non sarebbe tollerabile assistere a feste utilizzando le offerte della gente mentre aumentano i poveri».

5. Celebrazione dei battesimi e padrini non cresimati
Gli aspiranti padrini non cresimati non possono fungere da padrini (can 874). Si prenda in considerazione quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico (can. 872): «Al battezzando, per quanto è possibile, venga dato un padrino».

Pompei, 16 giugno 2020

I vescovi della Conferenza Episcopale Campana

NOTA DIOCESANA

Riguardo al punto 1 sulla Celebrazione delle Prime Comunioni del Messaggio ai sacerdoti della Conferenza Episcopale Campana del 16 giugno 2020, ogni parroco, in accordo con le famiglie, può stabilire delle date, già a partire dall’estate, anche a piccoli gruppi, valutando nella propria realtà la preparazione dei ragazzi.

Per il punto 3 sulla Celebrazione dei Matrimoni di domenica, ricordo che nella nostra Diocesi molte parrocchie già celebrano il matrimonio nel giorno festivo. Nell’incontro dei parroci del 6 giugno 2020 fu deciso che anche le parrocchie che al momento non celebrano il matrimonio di domenica, su richiesta degli sposi, con il nulla osta ad hoc del vescovo, devono concedere agli sposi per gli anni 2020 e 2021 la celebrazione del matrimonio nel giorno festivo. Fu anche detto che era un modo concreto per venire incontro alle necessità delle famiglie in questo tempo di emergenza e di ricomprensione di alcune prassi.

Mentre al punto 5 circa i Battesimi con padrini non cresimati, si faccia il possibile perché ogni battezzando abbia il suo padrino o madrina; in caso di difficoltà si consulti il vescovo.
In ogni caso, per tutti e cinque i punti, le possibili difficoltà insorgenti siano affrontate in comunione con il vescovo e nella salvaguardia della comunione nella comunità.

Sant’Angelo dei Lombardi, 22 giugno 2020

+ Pasquale Cascio
Arcivescovo

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Tribunale Ecclesisastico diocesano è on-line il nuovo sito

E’ on line il sito del Tribunale Ecclesisastico diocesano dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia (http://tribunale.diocesisantangelo.it/)

 

NEWS

Dal 1° maggio 2020 è possibile chiedere l’iscrizione all’Albo degli Avvocati e all’Albo dei Periti del Tribunale Ecclesiastico diocesano dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.

All’interno di questo sito si trovano l’elenco del materiale da produrre e i moduli da compilare e inviare all’indirizzo di posta elettronica tribunaleecclesiasticoscnb@pec.it.

In seguito, non appena sarà possibile, l’Arcivescovo contatterà singolarmente i vari candidati per un colloquio personale.

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I Vescovi della Metropolia beneventana dal Presidente Mattarella

COMUNICATO STAMPA

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

 

COMUNICATO STAMPA

 

I Vescovi della Metropolia beneventana

dal Presidente Mattarella

Palazzo del Quirinale – Roma, 25 giugno 2020, ore 12.00

In vista del secondo Forum degli Amministratori, in programma nel prossimo autunno (data ancora da fissare), giovedì 25 giugno alle ore 12, i vescovi promotori * della Lettera agli Amministratori Mezzanotte del Mezzogiorno? s’incontreranno al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per discutere dei temi sottolineati con forza nel documento rivolto agli Amministratori e per chiedere una rinnovata attenzione ai territori delle “aree interne”, questione che non può continuare a restare marginalizzata nell’Agenda di Governo: quello sannita-irpino, infatti, è un territorio povero di popolazione e di risorse, che dopo la pandemia vedrà – facile previsione – aumentare il numero dei poveri. Ironia della sorte, proprio la recente pandemia ha peraltro messo drammaticamente in luce le potenzialità delle aree interne rispetto ai grandi raggruppamenti urbani e alle aree metropolitane.

I vescovi sono fiduciosi che l’attenzione e le parole di stima che – nell’udienza concessa agli educatori del seminario di Posillipo nel febbraio di quest’anno – il Presidente della Repubblica ha avuto per la loro iniziativa e per la promozione di un percorso che veda uniti amministratori delle realtà più fragili del Paese, non cadranno nel vuoto. Essi non pretendono, né intendono, sostituirsi a nessuno arrogandosi compiti che non competono loro. Non spetta infatti ad essi formulare progetti di chiara valenza politica, né, ancor meno, programmi. Piuttosto, in risposta a quello che è il loro compito di pontefici, ai quali spetta essenzialmente costruire ponti, intendono proporre un metodo che, anche in politica come in economia, tenga fermo il primato della comunione. E il metodo è quello del camminare insieme, di “fare rete, quindi, gioco di squadra, programmando insieme una politica di sviluppo: se riuscissimo nell’intento, tutti ne trarremo vantaggio; in caso contrario, tutti saremo destinati a perdere” (Mezzanotte del Mezzogiorno?).

Essi sono convinti che un serio progetto per le Aree interne avrebbe ricadute positive, anche sul piano economico, per tutta la Nazione. In un contesto dove i rapporti umani sono più forti e stabili che non nei grandi raggruppamenti urbani o – peggio ancora – nelle aree metropolitane –, risultano infatti più facili anche quei legami di solidarietà che in altri contesti lo Stato deve impegnarsi a garantire (non sempre con efficienza né efficacia) con grosso dispendio economico. Nei nostri piccoli Comuni molte persone si prendono cura dei vicini anziani, vigilando su di loro a distanza, come faceva Miriam, la sorella di Mosè, quando il fratello infante, nel cestino, fu affidato alla Provvidenza. Ebbene, quante persone potrebbero vivere in modo più dignitoso e sereno la propria vecchiaia in questi territori (invece che in tante case di riposo…), e quanto beneficio economico ne trarrebbe lo Stato, se vi fosse un progetto serio per rivitalizzare le nostre terre?

I vescovi sono convinti che il Presidente della Repubblica saprà confortare la loro azione anche con suggerimenti e stimoli affinché essa convinca gli attori dello scenario politico-amministrativo a sperimentare nuove prassi e a praticare finalmente azioni convergenti e, perciò, produttive per il bene delle comunità.

 

“Ritengo che questo incontro con la più Alta Carica dello Stato – afferma Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia – darà risonanza nazionale alla situazione grave e allarmante dei nostri territori, ponendoli in relazione e coesione sociale con le altre aree interne italiane. In questo modo le proposte e le risposte potranno avere una progettualità politica e amministrativa condivisa in Parlamento e nell’azione governativa. Il Presidente della Repubblica, quale arbitro e garante delle istituzioni, si fa anche promotore delle concrete aspettative delle popolazioni, ponendole come questioni sociali e istituzionali”.

 

Il 13 maggio 2019 i vescovi della Metropolia di Benevento sottoscrissero un documento dal titolo: Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori, nel quale mettevano a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle cosiddette “aree interne”. Rifiutando di aderire alla rassegnazione, come se i giochi, ormai, fossero fatti e l’unica possibilità rimasta quella di un accanimento terapeutico per ritardare, quanto più possibile, la morte dei propri territori, esortavano ad agire non in maniera disorganica o, ancor peggio, scomposta, ma con una progettualità profetica, con “un progetto strategico di lunga gittata che miri a privilegiare l’interesse comune, il quale solo può consentire il benessere di tutti, singole persone come enti locali”.

Nei giorni 24-25-26 giugno 2019, si tenne il Primo Forum degli Amministratori Campani, con la relazione introduttiva del prof. Luigino Bruni; intanto, il 12 giugno, Papa Francesco aveva scritto, per l’occasione, una lettera all’arcivescovo di Benevento, nella quale affermava: “La condizione precaria delle fasce più deboli della società richiede da parte di tutti – istituzioni, comunità ecclesiali, realtà educative ed assistenziali – un costante sforzo per chinarsi sulle difficoltà e le sofferenze di tanti nostri fratelli e sorelle, offrendo loro gesti concreti di condivisione e di solidarietà. Auspico, pertanto, che si dedichi ogni energia per ridare speranza alle persone più deboli e bisognose di aiuto, in vista di una società sempre più accogliente, fraterna e a misura d’uomo”. Copia di questi testi e del programma del Forum è stata consegnata al Presidente della Repubblica dall’arcivescovo di Benevento, quando il Presidente è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico, nel capoluogo sannita, il 28 gennaio 2020.

 

 

 

* i vescovi che incontreranno il Presidente Mattarella sono: Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento; Arturo Aiello, vescovo di Avellino; Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti; Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia; Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia; ad essi si unisce dom Riccardo Guariglia, abate di Montevergine.

 

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Comunicato

Presentato all’Arcivescovo Cascio il progetto della linea ferroviaria Eboli-Calitri

Arcidiocesi di

Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

Comunicato

Presentato all’Arcivescovo Cascio il progetto della linea ferroviaria Eboli-Calitri

 

Come previsto si è tenuto in mattinata l’incontro nel quale è stato esposto all’Arcivescovo Pasquale Cascio il progetto della linea ferroviaria Eboli-Calitri. L’incontro è avvenuto presso l’episcopio di Sant’Angelo dei Lombardi alla presenza di una delegazione del comitato promotore e di alcuni sindaci dei comuni interessati.

L’idea di collegare con rotaia la bassa Valle del Sele con la Valle dell’Ofanto risale a poco prima dell’Unità d’Italia, quando i Borbone commissionarono un progetto specifico. I lavori, però, né allora né dopo il 1861 sono andati avanti, il progetto fu ripreso di nuovo nel 1953, ancora una volta senza alcun esito.

Oggi, per contribuire a recuperare una vasta area delle zone interne salernitano-irpino-lucane, un aiuto potrebbe venire dalla realizzazione della tratta ferroviaria Eboli-Calitri. Con la realizzazione di una bretella di circa trentacinque chilometri, si metterebbero in comunicazione dodici aree industriali, si potrebbe ridurre la mobilità pesante sulla Fondo Valle Sele (quotidianamente attraversata da bisarche cariche di auto, pomodori e paglia, a seconda delle stagioni)… L’uso del treno, purtroppo, è lontano dalle nostre abitudini correnti, fatte esclusivamente di mobilità di persone attraverso auto private o bus di linea, mentre ripristinare questo mezzo di locomozione segnerebbe non tanto un ritorno al passato quanto un adeguamento a stili e risparmio di risorse in una urgente prospettiva ecologica, ben presente sia nel nord Italia che nel resto d’Europa.

Ecco che la linea si candiderebbe a movimentare persone e merci, fungendo da collegamento tra la tratta Battipaglia-Potenza-Taranto e, tramite la Foggia-Potenza, avviarsi verso la zona adriatica. Inoltre, utilizzando parte della linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, si candida a ridare linfa anche a questa direttrice storica.

Sogno o progetto realizzabile? Lo scopo principale del comitato promotore è quello di convincere il Ministero per le infrastrutture a finanziare uno studio di fattibilità che possa togliere il dubbio alla domanda inziale.

Il presidente del comitato, Giacomo Rosa, già sindaco di Contursi Terme, ha consegnato un corposo tomo dell’intero progetto, che nei particolari tiene conto non solo della struttura ingegneristica, ma anche dell’impatto socio-economico.

L’Arcivescovo Pasquale Cascio ha offerto un appoggio morale, un vivo incoraggiamento e ha indicato alcune linee da seguire, in base alla conoscenza del territorio e all’esperienza di chi vive con queste popolazioni un impegno quotidiano e sociale: “È importante stabilire e prevedere l’impatto ambientale, sociale ed economico dell’opera, coinvolgendo i soggetti attivi nel territorio sia nelle amministrazioni comunali, sia nell’imprenditoria locale, sia nelle forze sociali che coordinano il mondo del lavoro nell’agricoltura, nell’industria e nel turismo. Bisogna far capire in alto le esigenze del territorio e l’utilità del progetto sia per la finalità diretta sia per le ricadute indirette a vantaggio della rinascita di queste aree interne. La Chiesa si fa carico delle aspettative delle popolazioni e incoraggia tutto ciò che favorisce lo sviluppo del territorio e la qualità della vita di chi lo abita e non deve desiderare di andar via e di chi potrebbe scegliere di abitarlo”.

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Graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo

Ai Parroci

e alle Comunità parrocchiali

 

Carissimi,

con fiducia nella paterna provvidenza di Dio, con la certezza della fede in Gesù Risorto, invocando la luce dello Spirito di Verità e di Consolazione, ci accingiamo a compiere un altro passo per la ripresa del cammino ordinario delle nostre comunità in questo tempo di emergenza, che permane nella sua evoluzione. Si tratta in concreto del ritorno alla Celebrazione Eucaristica con la presenza del popolo di Dio. In questo periodo ci siamo mossi sempre con prudenza, sostenuta dalla fede, tenendo presente l’azione misteriosa di Dio nel cuore degli uomini, la necessità prioritaria della tutela della salute di tutti, l’aiuto reciproco per il cammino spirituale, l’unità delle comunità e la comunione ecclesiale con la Chiesa italiana.

Con questo atteggiamento accogliamo e rispettiamo il Protocollo sottoscritto tra Governo e Conferenza Episcopale Italiana, che ci permette al momento solo la Celebrazione Eucaristica con il popolo, nel rispetto assoluto di alcune condizioni, le quali non limitano il Mistero celebrato, ma ci permettono di viverlo nella sicurezza sanitaria, espressione di carità fraterna.

Segue ora il testo integrale del Protocollo con alcune aggiunte attuative, che chiarificano e concretizzano l’applicazione nel nostro ambiente, ulteriori spiegazioni possono essere richieste all’Ordinario, senza apportare modifiche sostanziali.

 

Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo

(firmato il 7 maggio 2020 e in vigore dal 18 maggio 2020)

Le rubriche tra parentesi e in rosso sono aggiunte dell’Arcivescovo Pasquale Cascio

 

Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, il presente Protocollo ha per oggetto le necessarie misure di sicurezza, cui ottemperare con cura nel rispetto della normativa sanitaria e delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2.

 

  1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI LITURGICHE

1.1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.

1.2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente (il parroco o il rettore) individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.

(aggiungo che il Comitato Tecnico Scientifico concede per gli edifici più capienti il numero massimo consentito di 200 persone, nel rispetto della normativa)

1.3. L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche.

(aggiungo che un eventuale incremento delle celebrazioni sia concordato con l’Ordinario)

1.4. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari almeno 1,5 metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.

1.5. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine.

(aggiungo che le mascherine, che coprono naso e bocca, siano idonee innanzitutto alla tutela degli altri e siano indossate durante tutta la celebrazione, escluso il momento in cui si riceve la comunione)

1.6. Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.

(aggiungo che a discrezione dei parroci o su richiesta del fedele si misuri la temperatura. I termo-scanner potranno essere utilizzati per altre attività parrocchiali quando saranno consentite)

1.7. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.

1.8. Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.

1.9. Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.

(aggiungo che si invitino i fedeli a utilizzare i liquidi igienizzanti al momento dell’ingresso in chiesa)

 

  1. IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI

2.1. I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia, inoltre, cura di favorire il ricambio dell’aria.

2.2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati.

2.3. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

 

  1. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

3.1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio.

(aggiungo che per i comportamenti all’interno della chiesa ci si attenga a quanto indicherà il celebrante all’inizio e durante la celebrazione: sarà cura del celebrante ricordarli in ogni celebrazione)

3.2. Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro.

(aggiungo che è opportuno l’uso della mascherina durante le letture, per preservare l’igiene del microfono)

3.3. Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del segno della pace.

3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi – indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

(aggiungo che prima di ogni distribuzione, il celebrante indossi i guanti, quindi li igienizzi, ricordi poi ai fedeli di tenere la distanza di sicurezza e di poter ricevere l’ostia solo sulle mani. I ministri straordinari intervengano solo in caso di necessità in riferimento al numero dei fedeli, curando anche loro l’igienizzazione nella modalità del celebrante)

3.5. I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.

3.6. Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo.

(specifico che non siano distribuiti foglietti per i canti né per seguire la celebrazione)

3.7. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.

(aggiungo che i contenitori siano collocati all’uscita per l’offerta al termine della celebrazione)

3.8. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie (Nelle unzioni previste nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi, oltre alla mascherina, guanti monouso).

(aggiungo che per i Battesimi, qualora si prevede una partecipazione che superi il limite di capienza, si celebrino in orario differente con o senza Celebrazione Eucaristica. Le Esequie avvengano normalmente nella Celebrazione Eucaristica, favorendo soprattutto la partecipazione dei familiari, considerati l’esiguità il numero dei posti e il divieto delle condoglianze e dei cortei. Sarebbe opportuno ricordare queste limitazioni negli avvisi funebri)

3.9. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.

3.10. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.

 

  1. ADEGUATA COMUNICAZIONE

4.1. Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.

4.2. All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare:

– il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio;

– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C o d stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;

– l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

 

  1. ALTRI SUGGERIMENTI

5.1. Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria.

(aggiungo che se la celebrazione all’aperto diventa una prassi ordinaria, è bene comunicarlo al Vescovo)

5.2. Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.

(aggiungo che si estende la dispensa del precetto anche all’impossibilità di accedere in chiesa per mancanza di posti o alla fobia momentanea del contagio)

5.3. Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.

(suggerisco che questo numero sia letto e attuato in equilibrio con il punto 1.3, tenendo conto anche del richiamo dei Vescovi campani sull’uso moderato e dignitoso di questa modalità)

 

Qui finisce il testo ufficiale, infine aggiungo e specifico che l’accordo riguarda solo la Celebrazione Eucaristica, sia quotidiana che festiva. Non sono ancora previste modalità per altre forme di celebrazioni o incontri comunitari (processioni – anche quelle senza concorso del popolo –, catechesi, lectio divina, attività oratoriali, campi scuola e attività estive, o ogni altra forma non indicata). Sarà nostra premura comunicare di volta in volta la possibilità di vivere queste altre forme.

In questa fase ancora emergenziale è consigliabile l’utilizzo di una sola chiesa (preferibilmente quella parrocchiale), che favorisca la partecipazione dei fedeli e l’adempimento delle norme indicate.

Questo Protocollo, con le annotazioni diocesane, deve essere integrato con le “linee unitarie” per le Diocesi della Campania, previste dalla Conferenza Episcopale Campana in seguito all’incontro tenutosi il 13 maggio 2020, di cui si fornisce il testo, comprendente il Messaggio ai sacerdoti con le linee.

L’andamento dell’epidemia o la difficoltà di attuazione delle norme, dovuta anche ad ostentate scorrettezze di alcuni fedeli, può indurre il Vescovo, ascoltato il parroco, a sospendere temporaneamente la Celebrazione Eucaristica per quella comunità.

Queste direttive possono essere esposte nella bacheca parrocchiale sia fisica che online.

La chiarezza aiuta la consapevolezza e stimola la responsabilità di ciascuno, il convenire come Chiesa diventa anche esemplare e lievito nella società civile, offrendo un contributo alla serenità e all’incoraggiamento, di cui le nostre famiglie e il nostro Paese hanno urgente bisogno.

Con grande rispetto e fiducia in tutti e in ciascuno, benedico di cuore.

 

Sant’Angelo dei Lombardi, 15 maggio 2020

 

+ Pasquale Cascio

   arcivescovo

 

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Messa Crismale 2020

giovedì 28 maggio 2020 alle ore 10.00 nella chiesa cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi

Ai Presbiteri

ai Diaconi

alle Comunità Religiose

alle Comunità parrocchiali

 

Carissimi,

gli eventi legati alla pandemia non ci hanno permesso di vivere l’intenso momento della Messa Crismale, a cui tutto il popolo di Dio è convocato e da cui trae la ricchezza della grazia sacramentale nell’unzione del Sacerdozio di Cristo e nel simbolo degli olî per la celebrazione dei Sacramenti di salvezza, affidati alla Chiesa.

Dopo le recenti aperture alle celebrazioni con il popolo, per una ripartenza diocesana nella comunione spirituale ed ecclesiale, è bene ritrovarci per la celebrazione della Messa Crismale, giovedì 28 maggio 2020 alle ore 10.00 nella chiesa cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi. Considerando il numero di 103 posti, previsti per la nostra cattedrale, sono invitati a partecipare: tutto il presbiterio, i religiosi, le religiose, un laico delegato per ogni parrocchia e i membri del Consiglio Pastorale Diocesano.

Spero che il desiderio di incontrarci come Chiesa intorno alla mensa eucaristica, nel rispetto di tutte le norme sanitarie vigenti, ci incoraggi a partecipare, stimolandoci a ricercare insieme, nel prosieguo, momenti di confronto, a partire dalle parrocchie fino al centro diocesano: è necessaria una riflessione sapienziale nella fede, per comprendere e discernere insieme la realtà e offrire il nostro contributo alla società civile nel suo cieco disorientamento.

Nell’attesa dell’incontro di giovedì, assicurando a tutti la vicinanza e la preghiera, saluto cordialmente.

 

Sant’Angelo dei Lombardi, 21 maggio 2020

+ Pasquale Cascio

   Arcivescovo

 

P.S. Per evitare assembramenti, gli oli saranno consegnati in un secondo momento a tutte le comunità in contenitori provvisori, preparati all’occorrenza.

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Ascolto e vicinanza

Cappellania Ospedaliera _Pastorale della Salute

Cappellania Ospedaliera

Pastorale della Salute

 

Ascolto e vicinanza

 

Sant’Angelo dei Lombardi, 24 aprile 2020

 

Nell’intento di non far mancare la vicinanza della cappellania ai ricoverati presso l’ospedale “Criscuoli” e nel polo riabilitativo “Don Gnocchi” in Sant’Angelo dei Lombardi e nell’ospedale “Di Guglielmo” in Bisaccia, in questo periodo particolare, si propone quanto segue:

dal momento che le restrizioni imposte a causa del Coronavirus impediscono l’accesso normale ai reparti di degenza e nel desiderio di essere vicini a voi, il cappellano, padre Jonathan, e il diacono, Salvatore, sono disponibili ad ascoltare, per via telefonica, chi desideri anche soltanto scambiare una parola o abbia delle esigenze a livello umano e spirituale. Ecco i contatti telefonici e gli orari:

 

padre Jonathan 346 607 3280

(dalle ore 9 alle 11 e dalle 16.30 alle 18)

diacono Salvatore 329 4841589

(dalle ore 9 alle 19)

 

In spirito di fraterno servizio

  1. Jonathan

diac. Salvatore

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Lettera del Santo Padre Francesco a tutti i fedeli per il mese di maggio 2020

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A TUTTI I FEDELI PER IL MESE DI MAGGIO 2020

Cari fratelli e sorelle,
è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo
amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a
casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno
“costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.
Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese
di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni,
valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è
facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.
Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e
che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera
così che vengano messe a disposizione di tutti.
Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci
renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò
per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore
vi benedico.
Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020
Festa di San Marco Evangelista
Papa Francesco

Preghiera a Maria

O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova.
Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso
la croce, alla gioia della risurrezione. Amen.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi
che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Preghiera a Maria

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».
Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo
intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.
O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e
conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce
l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il
contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le
conseguenze sull’economia e sul lavoro.
Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova
finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio
Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla
fiducia.
Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di
emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna
la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute.
Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine
pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.
Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste
soluzioni per vincere questo virus.
Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità,
soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed
economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.
Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e
perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire
simili catastrofi in futuro.
Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia,
nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in
aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza
nel servire, la costanza nel pregare.
O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con
la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere
in serenità il suo corso normale.
Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen

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