giovedì 28 maggio 2020 alle ore 10.00 nella chiesa cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi
Ai Presbiteri
ai Diaconi
alle Comunità Religiose
alle Comunità parrocchiali
Carissimi,
gli eventi legati alla pandemia non ci hanno permesso di vivere l’intenso momento della Messa Crismale, a cui tutto il popolo di Dio è convocato e da cui trae la ricchezza della grazia sacramentale nell’unzione del Sacerdozio di Cristo e nel simbolo degli olî per la celebrazione dei Sacramenti di salvezza, affidati alla Chiesa.
Dopo le recenti aperture alle celebrazioni con il popolo, per una ripartenza diocesana nella comunione spirituale ed ecclesiale, è bene ritrovarci per la celebrazione della Messa Crismale, giovedì 28 maggio 2020 alle ore 10.00 nella chiesa cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi. Considerando il numero di 103 posti, previsti per la nostra cattedrale, sono invitati a partecipare: tutto il presbiterio, i religiosi, le religiose, un laico delegato per ogni parrocchia e i membri del Consiglio Pastorale Diocesano.
Spero che il desiderio di incontrarci come Chiesa intorno alla mensa eucaristica, nel rispetto di tutte le norme sanitarie vigenti, ci incoraggi a partecipare, stimolandoci a ricercare insieme, nel prosieguo, momenti di confronto, a partire dalle parrocchie fino al centro diocesano: è necessaria una riflessione sapienziale nella fede, per comprendere e discernere insieme la realtà e offrire il nostro contributo alla società civile nel suo cieco disorientamento.
Nell’attesa dell’incontro di giovedì, assicurando a tutti la vicinanza e la preghiera, saluto cordialmente.
Sant’Angelo dei Lombardi, 21 maggio 2020
+ Pasquale Cascio
Arcivescovo
P.S. Per evitare assembramenti, gli oli saranno consegnati in un secondo momento a tutte le comunità in contenitori provvisori, preparati all’occorrenza.
Nell’intento di non far mancare la vicinanza della cappellania ai ricoverati presso l’ospedale “Criscuoli” e nel polo riabilitativo “Don Gnocchi” in Sant’Angelo dei Lombardi e nell’ospedale “Di Guglielmo” in Bisaccia, in questo periodo particolare, si propone quanto segue:
dal momento che le restrizioni imposte a causa del Coronavirus impediscono l’accesso normale ai reparti di degenza e nel desiderio di essere vicini a voi, il cappellano, padre Jonathan, e il diacono, Salvatore, sono disponibili ad ascoltare, per via telefonica, chi desideri anche soltanto scambiare una parola o abbia delle esigenze a livello umano e spirituale. Ecco i contatti telefonici e gli orari:
LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A TUTTI I FEDELI PER IL MESE DI MAGGIO 2020
Cari fratelli e sorelle,
è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo
amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a
casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno
“costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.
Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese
di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni,
valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è
facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.
Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e
che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera
così che vengano messe a disposizione di tutti.
Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci
renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò
per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore
vi benedico.
Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020
Festa di San Marco Evangelista
Papa Francesco
Preghiera a Maria
O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova.
Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso
la croce, alla gioia della risurrezione. Amen.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi
che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
Preghiera a Maria
«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».
Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo
intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.
O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e
conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce
l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il
contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le
conseguenze sull’economia e sul lavoro.
Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova
finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio
Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla
fiducia.
Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di
emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna
la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute.
Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine
pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.
Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste
soluzioni per vincere questo virus.
Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità,
soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed
economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.
Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e
perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire
simili catastrofi in futuro.
Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia,
nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in
aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza
nel servire, la costanza nel pregare.
O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con
la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere
in serenità il suo corso normale.
Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen
Carissimi, Dio Padre, fonte della vita e dell’amore, ha voluto donare al nostro fratello nella fede e nel sacerdozio don Antonio Santoro, parroco emerito della Parrocchia della Natività di Maria in Bisaccia, la grazia di compiere, oggi 4 maggio 2020, cento anni di vita: un secolo di storia personale, sacerdotale, ecclesiale e civile.
Pur nella difficoltà del tempo presente, ci stringiamo spiritualmente intorno alla sua cara persona, attualmente ospite della Casa di Cura “Villa Gioconda” a Rocca San Felice, per ringraziare insieme con lui la Santissima Trinità.
Non è tempo di elencare i meriti e le opere, ma di lodare Dio e ringraziare don Antonio per il suo servizio e la sua testimonianza, che continuano ora in forme nuove, nascoste, preziose ed esemplari.
Chiediamo per lui ancora tanta salute, pace del cuore, coscienza viva del suo sacerdozio e lunga vita, con la speranza e il desiderio di abbracciarlo e sentire la sua voce ammonitiva, confermativa e rincuorante.
Grazie don Antonio, patriarca della nostra Chiesa!
L’ Arcivescovo, il Presbiterio, i Religiosi e le Religiose, tutta la Comunità Diocesana!
in questo tempo travagliato e di grande attenzione al mistero di Dio nella nostra vita, è importante vivere, nella comunione ecclesiale, guidati dallo Spirito Santo, tutte le scelte, che siamo chiamati a compiere con passo prudente e coraggioso.
Considerato l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che indicava una nuova modalità per la celebrazione delle esequie, vista la nota complementare al testo del Ministero dell’Interno, inviata dalla CEI in data 30 aprile 2020, in cui sono elencate in forma dettagliata e obbligante le norme per la sicurezza sanitaria, non essendo noi in grado di ottemperare a tali richieste in pochi giorni, stabilisco, per il momento, fino a nuove disposizioni diocesane, di continuare a dare l’estremo saluto cristiano nella forma adottata fino ad oggi:
nel cimitero,
con un ristretto numero di persone,
con un breve annuncio della Parola,
e la benedizione della salma.
La Diocesi si sta già adoperando per venire incontro alle Parrocchie per attuare le norme prescritte (attrezzatura e modalità), pertanto sono a disposizione per chiarimenti, e chiedo di concordare con me eventuali iniziative diverse da quanto stabilito.
Queste indicazioni tengono conto della nostra comunione con la Chiesa italiana, con la quale siamo in continuo riferimento, e anche della nostra realtà diocesana. Con la speranza di poter dare a breve ulteriori disposizioni, confido nella disponibilità alla comunione per il bene del nostro popolo; saluto tutti cordialmente e benedico.
ARCIDIOCESI DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI-CONZA-NUSCO-BISACCIA
L’Arcivescovo, il Presbiterio, le Comunità Religiose e tutto il Popolo Santo di Dio
annunciano il passaggio dalla morte alla vita nel Signore Risorto di
DON ANTONIO TENORE
Fratello e Presbitero della nostra Chiesa Diocesana.
Ha servito e amato l’umanità nella Chiesa in qualsiasi condizione e situazione,
con libertà di spirito, con profonda cultura e con concretezza di opere.
La fedeltà al ministero e al lavoro,
la sua franchezza profetica rimarranno di esempio e di conforto
per la sua Famiglia e per noi tutti.
S. Angelo dei Lombardi, 19 aprile 2020
Il rito esequiale si svolgerà nella giornata di domani presso il Cimitero di Bisaccia in forma strettamente privata. L’attuale situazione, infatti, non ci permete di essere presenti.Quando terminerà questo periodo di costrizione ci ritroveremo per celebrare la santa messa di suffragio.
Lo affidiamo all’amore del Padre.Siamo invitati alla preghiera, per ringraziare il Signore, per il dono del servizio alla Chiesa offerto con amore e dedizione nel vivere il suo ministero di presbitero. Amen
Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Caritas Diocesana
Solidarietà e concretezza
Comunicazione del 24 aprile 2020
Aggiornamento sulle attività a sostegno di chi ha più bisogno in questo momento di emergenza.
Solidarietà all’Ospedale “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi, chiusura raccolta fondi
Si è conclusa la raccolta fondi “Solidarietà all’Ospedale Criscuoli” promossa dal Comune di Sant’Angelo dei Lombardi e la Parrocchia “Sant’Antonino Martire” in sinergia con la direzione sanitaria del Presidio Ospedaliero e l’ASL di Avellino.
Su indicazione della dirigenza sanitaria, l’impegno assunto era l’acquisto di apparecchiature stabili per il costruendo reparto di Terapia Intensiva del Presidio Ospedaliero “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi.
È stata raggiunta la somma di 71.276,00 euro.
Il risultato più che positivo è stato possibile grazie alla partecipazione di Enti Pubblici, Istituzioni, Cittadini, Imprenditori, Professionisti e Associazioni.
La generosità di tutti, il forte senso di appartenenza e la puntuale attenzione verso il sistema sanitario locale, in questo momento storico delicato, hanno permesso, in tempi brevissimi, di superare ogni aspettativa.
Nei prossimi giorni avverrà la consegna ufficiale degli strumenti acquistati.
+ Pasquale Cascio, presidente don Alberico Grella, direttore
I suggerimenti proposti si armonizzano con la tradizione della Chiesa per cui, se non sussistono le condizioni per poter amministrare il sacramento, supplet Ecclesia, affidandosi al votum sacramenti, come del resto il “battesimo di desiderio” insegna.
Nello stesso tempo, la storia della Chiesa testimonia che, in situazioni estreme di guerra o di epidemia, i sacerdoti non sempre hanno potuto avvicinarsi ai fedeli che necessitavano di ricevere i sacramenti indefettibili, ma tutte le volte che è stato possibile lo hanno fatto con gli accorgimenti e le dotazioni che avevano a disposizione.
Lo scopo di questa nota, diretta ai sacerdoti impegnati nel servizio pastorale al di fuori dei presidi ospedalieri e degli istituti di ricovero e cura, è duplice: assicurare ai fedeli che ricevono i sacramenti una adeguata protezione dal possibile contagio virale; prevenire una eventuale infezione del ministro del sacramento.
***
I suggerimenti sotto riportati costituiscono un aiuto pratico per vivere il ministero ordinato con opportuno zelo nel servizio ai fedeli e con senso di responsabilità verso di loro e verso se stessi, nella certezza di compiere i gesti sacramentali nelle modalità rituali che le circostanze straordinarie consentono.
Tutto questo, fermo restando:
‒ le direttive pastorali, ai sensi del diritto canonico, emanate dai singoli Ordinari diocesani, che prevedono limitazioni nella celebrazione dei sacramenti nelle chiese aperte ai fedeli e tengono conto dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle norme regionali e locali promulgate dalle autorità civili;
‒ la valutazione iuxta casus, con discernimento prudenziale delle necessità spirituali dei fedeli e della opportunità pastorale, del sussistere di uno stato di grave necessità pro bono animae che raccomandi l’indifferibilità dell’amministrazione del sacramento;
‒ le opportune consultazioni dei ministri diocesani e religiosi con il superiore responsabile della realtà pastorale del luogo.
Celebrazione della S. Messa senza concorso di popolo
Nelle sagrestie si curi con particolare attenzione l’igiene ambientale e la conservazione delle ostie e del vino destinati alla consacrazione. Il corporale, la palla e i purificatoi siano cambiati e lavati frequentemente. Siano provveda a dotarsi di un dispensatore di sapone liquido o di soluzione alcoolica e degli asciugamani di carta monouso per la detergenza delle mani prima dell’inizio della S. Messa.
Amministrazione del Battesimo
a. Nelle circostanze in cui l’amministrazione del Battesimo non può essere differita in data successiva alla cessazione dell’emergenza sanitaria (per esempio, nel caso di bambini con malattie che li espongono a pericolo per la loro vita), questa avvenga secondo la modalità in uso nel rito romano.
b. Si tenga conto delle seguenti indicazioni:
‒ Il ministro mantenga una opportuna distanza dal battezzando e dai genitori e padrini;
‒ Per le unzioni con l’olio dei catecumeni ed il sacro crisma, il ministro indossi guanti monouso in vinile o nitrile;
‒ Si omettano il segno della croce sulla fronte del bambino nei riti di accoglienza e il rito dell’effatà in quelli esplicativi;
‒ In casi di particolare urgenza o emergenza, si consideri la possibilità del rito abbreviato (cfr. Rito per il battesimo dei bambini, ed. it. 1979, Cap. III).
Amministrazione del sacramento della Riconciliazione
a. Qualora sia amministrato nei luoghi di culto avvenga in luoghi ampi ed areati. Nell’ascolto delle confessioni si mantenga la distanza tra il ministro e il penitente di almeno un metro, chiedendo agli altri fedeli presenti in chiesa di allontanarsi per garantire la dovuta riservatezza. A protezione del penitente e propria, il sacerdote indossi una mascherina protettiva idonea.
b. Per la confessione auricolare nella casa di un ammalato o di persona anziana il sacerdote assuma le medesime precauzioni indicate per la Riconciliazione nei luoghi di culto, mantenendo la necessaria distanza dal penitente. Si eviti di stringere la mano prima di congedarsi dal penitente e per salutare i familiari o altre persone presenti nella casa.
c. Anche in questo caso, a protezione dell’ammalato o dell’anziano e propria, il sacerdote indossi una mascherina protettiva idonea.
Il Viatico al capezzale del morente
a. Per quanto possibile, il Viatico – sino al termine dell’emergenza sanitaria – sia portato nella residenza del morente dal ministro ordinato e non da quello straordinario.
b. Si assumano le medesime precauzioni di cui ai punti 3b e 3c, avendo cura di non toccare la bocca del malato mentre viene fatta assumere la particola consacrata o un frammento di essa.
c. Il sacerdote – prima di comunicare il malato e, di nuovo, prima di uscire dalla casa dove ha portato il Viatico – deterga le mani con acqua saponata o soluzione alcoolica e le asciughi con carta monouso (portarli con sé recandosi nelle case dei malati).
L’Unzione degli infermi
a. Il ministro che si reca presso il domicilio di un ammalato che ha richiesto l’Unzione degli infermi porti con sé un paio di guanti monouso in vinile o nitrile.
b. Nell’amministrare la sacra Unzione, si assumano le medesime precauzioni di cui ai punti 3b, 3c e 4c.
c. Prima di iniziare il rito, il ministro indossi i guanti e attinga all’olio con il pollice, avendo cura successivamente di non toccare con le dita scoperte la superficie del guanto.
Visite domiciliari agli infermi (in caso di cogente necessità)
a. I ministri che desiderano ricevere ulteriori indicazioni sulle precauzioni sanitarie da adottare nella visita domiciliare agli infermi e sui dispositivi di protezione personale possono utilmente contattare un medico o altro personale sanitario.
b. Il medico, l’infermiere o altra persona che si prende cura dell’infermo può essere presente durante l’amministrazione del sacramento, fatte salve le necessarie prudenze sanitarie e la dovuta riservatezza.
Segreteria Generale della CEI
Roma, 17 marzo 2020
* * *
N.B. L’Arcivescovo sottolinea che tali norme non solo da prendere come un Vademecum ordinario, ma solo nei casi di estrema urgenza e su espressa richiesta della famiglia o degli interessati.
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Messaggio per la Santa Pasqua 2020
“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio” (Col 3, 1).
L’annuncio della resurrezione di Gesù esige la risposta di fede a tutto l’evento pasquale di morte e di risurrezione. Questa risposta ci permette di sentire l’azione di Dio nella vita del suo Figlio e lo stesso atto di amore che avvolge le nostre persone. L’apostolo Paolo usa il condizionale non perché dubiti della potenza di Dio, ma per farci aprire alla fede per sentire l’energia della Pasqua: essa ci libera, ci rimette in piedi, ci solleva e ci porta verso l’alto, indissolubilmente e dolcemente uniti a Gesù. La fede nel Risorto è innanzitutto unione e comunione con la sua persona e con il suo destino. È una dolce unione, perché in Lui sentiamo l’amore di Dio Padre, allo stesso tempo è un vincolo indissolubile, in cui sperimentiamo, in ogni circostanza, la potenza di Dio. Papa Francesco, nella sua ultima esortazione Querida Amazonia, riferendosi al diritto-dovere di annunciare il kerygma pasquale, così si esprime: “È l’annuncio di un Dio che ama infinitamente ogni essere umano, che ha manifestato pienamente questo amore in Cristo crocifisso per noi e risorto nella nostra vita (Q.A. 64). La Pasqua rivela la certezza di questo amore di Dio per ogni essere umano.
Mentre scrivo questo messaggio kerygmatico-pasquale, siamo tutti presi dalla preoccupazione, dai disagi e dalle restrizioni, provocati dal coronavirus. Questa paura ci assale e ci allontana da tante situazioni in cui è immersa ogni creatura umana. La certezza pasquale può aiutare a mettere ordine non solo in riferimento alle priorità e alle urgenze, ma anche nella cordata di solidarietà vitale e fraterna; c’è un punto fermo: Dio ci libera, ci rimette in piedi e ci solleva. Come ha fatto per il Figlio suo, così fa per tutti i suoi figli. Questa sicurezza è la vera forza per vivere in maniera integrale la condizione umana: spirito, anima e corpo. Il momento della sofferenza e della paura rientra nel mistero di morte e risurrezione, credendo fermamente che in questo punto estremo di debolezza “la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Col 3, 3). Le chiusure di questi giorni possono essere vissute anche come nascondimento con Cristo e con gli affetti più cari. Tutte le nostre precarietà e debolezze, grazie alla fede, sono unite a quelle di Cristo, perciò insieme con Lui siamo nascosti in Dio. Perché parliamo di nascondimento e non di abitazione? Il nascondimento ci dà il senso del rifugio, della sicurezza nella compagnia di Cristo. Però c’è ancora del buio in attesa della piena manifestazione della sua vita in noi. Questo buio non è costituito dalle tenebre del male e della morte perché egli le ha vinte: “Gesù è la luce che splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1, 5). Si tratta del buio della caducità, delle infermità, delle debolezze, dell’impotenza e della morte, proprie della condizione umana, ormai liberata dal veleno mortale. Tale buio va rischiarato dalla fiammella della fede, ricevuta nel battesimo e, in ogni Pasqua, simbolicamente accesa al cero pasquale e misticamente e realmente sostenuta da Gesù risorto, vivente nella sua Chiesa e Signore dell’universo. È questa fede-fiammella, che illumina i nostri volti e riconosciamo il volto di Gesù nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle di fede e negli uomini misteriosamente raggiunti dall’energia pasquale. “Quando Cristo, nostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria” (Col 3, 4). Di quale manifestazione si parla? Quella della fine dei tempi, ma non solo, perché Cristo è già la nostra vita. Egli deve essere manifestato dall’azione potente del Padre e dal libero e totale atto di fede di ognuno di noi in tutte le situazioni della nostra vita. Se con Lui siamo nascosti in Dio Padre, sarà proprio il Padre a concederci nel tempo i momenti di vittoria e di gloria insieme con il Figlio, che ha già ricevuto la gloria dell’eternità. La Chiesa, corpo di Cristo, noi suo corpo, è il segno efficace della manifestazione di questa gloria. Non lo è per se stessa, ma per dare testimonianza, per offrire vie di salvezza e per illuminare anche le altre strade, che gli uomini percorrono. Questa è la manifestazione della vita con Cristo in Dio, quest’ultima promuove e scopre ogni manifestazione, dovunque Dio le pone dei segnali. Bisogna leggere gli eventi con gli occhi della speranza, che nasce dalla vittoria pasquale.
Maria, madre della speranza, ci aiuta in questo sguardo fiducioso. Facciamo nostro e diciamo ad ogni uomo il suo invito: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2, 5). A Lei, in cui Dio ha manifestato in pienezza la gloria con Gesù, ci affidiamo con le parole del papa: “Madre della vita, nel tuo seno materno si è formato Gesù, che è il Signore di tutto quanto esiste, Risorto, Lui ti ha trasformato con la sua luce e ti ha fatto Regina di tutto il creato” (Q.A. 111).
Lasciamoci illuminare dalle parole di sant’Atanasio nelle Lettere pasquali: “Mediante l’azione sacramentale della festa, infatti, Dio ci fonde in un’unica assemblea, ci unisce tutti spiritualmente e fa ritrovare vicini anche i lontani… È un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire solidali nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti”.
Il mistero pasquale riunisce nell’unità della fede coloro che sono lontani con il corpo.